Dopo tante chiacchiere forse Optware ce l'ha fatta

Dal 2004 l'azienda giapponese è al centro dell'attenzione per i suoi nuovi supporti ottici HVD, adesso grazie a Toshiba si inizia a parlare di certificazioni e standardizzazione

Yokohama (Giappone) - Nell'aprile del 2004 Optware promise nuovi supporti ottici olografici con capienza di 300 GB. Poi annunciò nell'agosto del 2004 lo sviluppo di versioni da 1 Terabyte, con la medesima tecnologia. Alla fine nel febbraio 2005 era sembrata certa la loro commercializzazione. Adesso tutti gli operatori del settore possono tirare un sospiro di sollievo ed assistere alla fine della telenovela. Toshiba ha deciso di investire nel progetto Optware circa 14 milioni di dollari, e ? forse perché non erano abbastanza - si è tirata dietro una cordata di investitori che comprendono banche giapponesi e società venture capital.

Gli Holographic Versatile Disc (HVD) hanno la stessa dimensione dei DVD ma sono in grado di immagazzinare 1 Terabyte di dati, circa 200 volte in più di un normale supporto ottico. Inoltre la lettura sembra poter raggiungere 1Gbps di velocità.

Nel febbraio di quest'anno almeno 12 aziende leader settore, come Fuji Photo Film, hanno creato l' HVD Alliance, una sorta di forum aperto per la realizzazione delle specifiche HVD. In collaborazione con l'ECMA saranno consegnate entro la fine dell'anno le prime sheet tecniche alla ISO, l'ente internazionale preposto alla certificazione degli standard. Insomma, non è ancora finita.
D.d.
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