Una fibra riunisce la Corea

Una rete a fibre ottiche unirà le due repubbliche coreane: crolla il muro invisibile che ha separato le reti telefoniche dei due paesi per quasi 60 anni. Un passo storico in salsa digitale

Seoul - I vertici politici delle due repubbliche coreane -socialista al nord, democratica al sud- hanno deciso di costruire un ponte telematico che riavvicinerà i due nemici di sempre, separati da ideologie e visioni del mondo divergenti. Dopo 60 anni di black out, le reti telefoniche della penisola coreana saranno nuovamente comunicanti entro il prossimo 15 agosto, anniversario della liberazione dall'Impero Giapponese.

La nuova rete in fibra ottica connetterà Seoul, capitale del sud, con Kaesong, località turistica nordcoreana. Già dal giorno dell'inaugurazione, le dodici portanti che uniranno i due stati verranno utilizzate per organizzare videoconferenze di riunificazione: secondo Yang Jeonghwa, ministro sudcoreano per la riunificazione della nazione, "venti famiglie separate dal conflitto potranno finalmente rivedersi". Ottimismo anche per i socialisti: "Abbiamo appena gettato le basi che permetteranno un miglioramento economico e diplomatico", sostiene soddisfatto Kim In Chol, ministro nordcoreano delle telecomunicazioni.

Nonostante la centralità storica dell'evento e l'importanza strategica di questa nuova autostrada digitale, gravi polemiche hanno guastato la festa di KT, il grandissimo ISP sudcoreano che ha contribuito alla realizzazione del progetto. Gli Stati Uniti hanno subito lamentato una possibile violazione degli accordi sull'esportazione di tecnologia verso gli stati canaglia - i paesi accusati di fomentare il terrorismo internazionale: un portavoce di KT, numero uno tra i fornitori di banda larga nella Corea del Sud, ha dichiarato che "la nostra azienda è stata costretta a trovare un'alternativa che ci garantisse di stare alla larga da qualsiasi condanna americana".
Per evitare qualsiasi trasgressione delle rigide norme statunitensi, la stampa locale parla di un ingegnoso escamotage messo a punto dai tecnici di KR - pare che i componenti utilizzati nella realizzazione dell'opera siano di produzione europea. Infatti tutti i prodotti "strategici" e "riconvertibili militarmente" necessitano di apposite licenze - ma solo se sono costruiti con tecnologia americana.

La Corea di Kim Jong Il, l'eccentrico dittatore sospettato di possedere armi atomiche, suggella con questa riunificazione digitale una timidissima politica di apertura verso l'Occidente. Henry Kissinger, ex segretario di stato degli USA durante la guerra fredda, lancia l'allarme: "Attenzione ad offrire troppe cose a questo regime in bancarotta - prima o poi potremmo pentircene". Seoul non sembra però pensarla così.

Tommaso Lombardi
TAG: corea
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