Tagli tariffari, Wind e Vodafone non ci stanno

Le due società sono sul punto di ricorrere contro la decisione d'urgenza dell'Autorità TLC. Adiconsum annuncia: pronti a schierarci a fianco del Garante. Ma ADUC ed altri non sono d'accordo

Roma - Fonti aziendali riferiscono che Wind starebbe valutando un ricorso al Tar del Lazio contro il provvedimento d'urgenza adottato dall'Autorità per le tlc in materia di tariffe fisso-mobile.

Wind non sembra quindi aver digerito l'etichetta di operatore dominante, che nella delibera condivide con TIM e Vodafone, e questo anche se ha ricevuto un trattamento di favore in una riduzione più limitata dei suoi competitor sui costi di terminazione.

Anche Vodafone, comunque, sembra avere problemi a mandar giù il provvedimento e dichiara l'intenzione di impugnarlo. In un comunicato proveniente dalla Società si legge: "Vodafone Italia ha sempre contribuito alla riduzione di prezzi dei servizi mobili e continua ad essere disponibile a fare la propria parte a favore del mercato e dei consumatori. Per questo l'azienda ritiene ingiustificate le asimmetrie tra operatori, fissate dalla delibera dell'Autorità, che creano discriminazione e non favoriscono i clienti".
Qualora i due operatori procedano nei loro intenti, Altroconsumo ha annunciato che si schiererà dalla parte dell'Authority.
L'associazione dei consumatori ha infatti dichiarato che "le argomentazioni degli operatori sono inaccettabili e volte a garantire posizioni di rendita. Secondo la Commissione europea le tariffe di terminazione italiane, già dal 2004 mai allineate a quelle degli altri Paesi membri, nel corso del 2005 sono aumentate rispetto alla media europea passando da 1,92 a 2,80 centesimi di euro".

Il movimento non canta ancora vittoria: "Telecom dovrà notificare entro cinque giorni la propria proposta tariffaria: non vorremmo sorprese sul fatto che la riduzione imposta agli operatori del mobile ricada effettivamente a beneficio delle tasche degli utenti. La palla non è solo in mano a Telecom: per l'associazione indipendente di consumatori è opportuno vigilare affinché non si realizzino accordi tra gli operatori diretti a eludere il risparmio finale che gli utenti dovrebbero ottenere da tale decisione anche nelle chiamate da cellulare a cellulare".

"I meccanismi di funzionamento della concorrenza nella telefonia in Italia - continua Altroconsumo - sono ancora arrugginiti: dai dati dell'inchiesta di Altroconsumo del gennaio scorso, su una telefonata di tre minuti da telefono fisso a cellulare l'Italia risultava più cara del Regno Unito del 48% e del 15% rispetto alla Spagna".

Scetticismo, invece, da parte dell'Istituto Bruno Leoni: "Si tratta di una decisione d'imperio, che svilisce il senso dell'istituzione fondamentale di un mercato: il meccanismo dei prezzi" - dice Alberto Mingardi, direttore Globalizzazione e concorrenza dell'Istituto, che sottolinea la mancanza di concorrenza nel mondo della telefonia italiana. "Questo tentativo di regolare i prezzi puo' dare sollievo al consumatore nell'immediato ma nel lungo periodo indebolisce il mercato e gli incentivi ad entrarvi, con potenziali danni per tutti gli utenti".

E' una tesi analoga a quanto dichiarato dall'Aduc: "Il mercato non si fa imponendo le tariffe, ma facendo sì che tutti gli impedimenti e le limitazioni alla concorrenza siano rimossi (e nel settore, a partire dal gestore Telecom della rete fissa che è contemporaneamente anche concorrente di quelli a cui affitta le proprie linee, ce ne sono a sfinire)".

Dario Bonacina
TAG: vodafone
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