Autorità TLC: la banda larga costi meno

Nella Relazione annuale il presidente dell'Autorità garante prende di petto il problema: un broad band accessibile significa sviluppo per l'intero paese

Napoli - Nella sua prima Relazione annuale, all'indomani del provvedimento per la riduzione delle tariffe fisso-mobile, Corrado Calabrò, presidente dell'Authority TLC afferma ora che anche i prezzi delle connessioni Internet a larga banda devono scendere, in quanto l'accesso alla connettività rappresenterebbe uno dei più importanti fattori abilitanti per lo sviluppo del Paese, sia sotto il profilo economico sia sotto l'aspetto sociale e culturale.

"Nella telefonia", ha aggiunto, nel periodo 1998-2004 "i prezzi finali dei servizi di telefonia sono diminuiti del 14%". Si delinea, ha proseguito, "l'avvio di una seconda fase della liberalizzazione, improntata a una accelerata diffusione dei nuovi servizi a larga banda".

Nelle parole del presidente anche un accenno alla mancanza di concorrenza: "La promozione dello sviluppo delle reti Internet a larga banda, dove Telecom rimane dominante, richiede un adeguato ritorno sugli investimenti, ma cio' deve essere contemperato da una discesa generalizzata dei prezzi di accesso alla rete Internet, in linea con le migliori pratiche europee".
Nel 2004 i servizi di telecomunicazione hanno visto una crescita pari al 6,3% rispetto all'anno prima, per un valore di circa 35 miliardi di euro.

In particolare, le connessioni a banda larga hanno superato il numero di 5 milioni nel primo trimestre di quest'anno, arrivando a 5,6 milioni. "In tal modo nell'ultimo biennio l'Italia, tra i grandi paesi europei costituisce, dopo la Francia, il mercato che ha conosciuto la crescita più sostenuta degli accessi a larga banda - ha evidenziato Calabro' - addirittura quasi quintuplicando il numero degli accessi".

DB
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3 Commenti alla Notizia Autorità TLC: la banda larga costi meno
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  • E' inutile che tu mi venda una banda da 1,5 Mb/s se poi vado ad un 1/3 della banda !
    non+autenticato
  • Stento sempre più a credere che si continui a perorare la causa dei prezzi, senza mirare anche alla copertura.
    I nuovi prezzi di Tiscali ed Alice sono sicuramente inferiori ai costi di una flat DialUp (che poi flat non è, avendo un limite di ore giornaliere di collegamento).

    E la copertura del territorio è molto lontana dall'essere solo "accettabile". Basti guardare Pavia o Torino:

    http://internet.libero.it/reteaccesso.phtml?id=pav...
    http://internet.libero.it/reteaccesso.phtml?id=tor...

    Tra i comuni rossi ve ne sono alcuni che superano i 5000 abitanti. Eppure di ADSL nemmeno l'ombra.

    Quindi oltre a pensare ad un ribasso delle tariffe dovrebbero anche incentivare una maggiore copertura del territorio. Ma forse gli interessi dei colossi delle telecomunicazioni non sono questi.

    Ora vediamo se il tanto agognato decreto sul Wi-Fi caldeggiato da Assoprovider (come manna per il territorio non coperto) porterà a qualche cambiamento concreto, con provider che investono anche nella provincia portando LORO il servizio.
    Sarà, ma ancora resto scettico...

    Gianluca
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Stento sempre più a credere che si continui a
    > perorare la causa dei prezzi, senza mirare anche
    > alla copertura.
    > I nuovi prezzi di Tiscali ed Alice sono
    > sicuramente inferiori ai costi di una flat DialUp
    > (che poi flat non è, avendo un limite di ore
    > giornaliere di collegamento).
    >
    > E la copertura del territorio è molto lontana
    > dall'essere solo "accettabile". Basti guardare
    > Pavia o Torino:
    >
    > http://internet.libero.it/reteaccesso.phtml?id=pav
    > http://internet.libero.it/reteaccesso.phtml?id=tor
    >
    > Tra i comuni rossi ve ne sono alcuni che superano
    > i 5000 abitanti. Eppure di ADSL nemmeno l'ombra.
    >
    > Quindi oltre a pensare ad un ribasso delle
    > tariffe dovrebbero anche incentivare una maggiore
    > copertura del territorio. Ma forse gli interessi
    > dei colossi delle telecomunicazioni non sono
    > questi.
    >
    > Ora vediamo se il tanto agognato decreto sul
    > Wi-Fi caldeggiato da Assoprovider (come manna per
    > il territorio non coperto) porterà a qualche
    > cambiamento concreto, con provider che investono
    > anche nella provincia portando LORO il servizio.
    > Sarà, ma ancora resto scettico...
    >
    > Gianluca


    per non parlare della nuova, giusta, tendenza di delocalizzare le zone artigianali ed industriali dai centri abitati

    sai che bello, poi fuori dal centro abitato non c'è già più la copertura

    ecco perchè la telecom parla sempre di "popolazione coperta", secondo me è un errore madornale (e cosciente), si dovrebbe invece parlare di "utenze" coperte, le percentuali di copertura crollerebberoTriste
    MiFAn
    1909