Presi dieci cracker italiani

Le loro azioni così come descritte dalla Guardia di Finanza contemplavano il defacing di siti web e l'inibizione dell'accesso a caselle di posta elettronica online. Gravi le violazioni contestate

Roma - Sarà con ogni probabilità la giovane età ad evitare conseguenze pesantissime sul loro futuro: di certo quella decina di ragazzini dai 16 anni in giù che sono stati identificati nei giorni scorsi come cracker e defacer dalla Guardia di Finanza è riuscita a mettersi in guai seri smanettando in rete.

Secondo le Fiamme Gialle del Comando provinciale di Milano, i dieci erano organizzati in due gang informatiche guidate rispettivamente da un ragazzo di 13 anni e da uno di 16, tutti segnalati alla magistratura con l'accusa di accesso abusivo ad un sistema informatico, violazione di corrispondenza privata nonché impedimento illecito di sistemi di comunicazione. Si tratta di capi di imputazione molto rilevanti che, se commessi da maggiorenni, possono portare a sentenze assai pesanti, fino a tre anni di carcere.

Nella ricostruzione del caso fornita dalla GdF, l'indagine coordinata dal Pubblico ministero Francesco Cajani è partita nei mesi scorsi su denuncia di Microsoft, interessata ad individuare gli autori di alcuni attacchi che hanno impedito ad un numero elevato di utenti dei servizi di posta elettronica forniti da MSN-Hotmail di accedere alle proprie caselle di posta. Dall'analisi di queste aggressioni sono emersi i profili delle due bande composte da adolescenti e che secondo i finanzieri, pur non conoscendosi direttamente, si sfidavano in rete: gli Staralo e gli Scurippio, cioè, rispondevano colpo su colpo per dimostrare le proprie capacità informatiche.
In particolare la gang degli Staralo avrebbe agito proprio per impedire l'accesso alle mailbox di Hotmail anche mediante l'ingresso non autorizzato nelle caselle e la successiva modifica delle password. La cracker crew sarebbe più volte riuscita a penetrare nei profili MSN degli utenti, dunque, modificandone i contenuti e inserendo nelle presentazioni online di ciascuno insulti sarcastici e rivendicazioni beffarde. Cercando in rete si possono trovare diversi dettagli su queste "scorribande".

Di altro tipo invece l'azione degli Scurippio che secondo i finanzieri è dietro ad una grande quantità di defacement, ovvero di sostituzioni delle home page di siti web con altre pagine realizzate dai defacer. Da una ricerca su Zone-h.org si evidenziano una ventina di defacement ai danni di siti italiani compiuti tra marzo e maggio di quest'anno. Alcuni di questi defacement (vedi qui) erano pensati dagli Scurippio proprio per "rivalersi" sugli Staralo.

Seguendo le attività delle due bande, le Fiamme Gialle hanno individuato la presenza dei membri delle crew sul forum di una rivista, sul quale confrontavano le rivendicazioni dei "successi" così ottenuti. In entrambi i casi si tratta di attività che evidentemente hanno danneggiato l'immagine delle imprese coinvolte, gli affari privati di una messe di utenti internet e che hanno costretto molte società, ma anche consolati stranieri, a lavorare sui propri server e metterli finalmente in sicurezza.

Per il momento nessuno dei giovanissimi smanettoni, alcuni dei quali peraltro ben noti in rete, ha voluto rilasciare dichiarazioni su quanto avvenuto: una scelta comprensibile visto il protrarsi dell'indagine e degli accertamenti. Per i ragazzi più giovani, la legge prevede la non imputabilità. Più dei cracker identificati dalle Fiamme Gialle, ad essere sorpresi di quanto avvenuto sono stati i loro genitori: "Sapevano che erano degli smanettoni - hanno spiegato i finanzieri - ma non immaginavano che si occupassero di queste cose".
TAG: cybercops
86 Commenti alla Notizia Presi dieci cracker italiani
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  • Quattro mocciosi, e pagine intere sui giornali e telegiornali, la cosa ironica che queste due band di "hacking" o di "cracking" avevano ben poco, ed erano più che dilettanti davvero degli inetti, postando su forum italiani e pubblicizzando i loro indirizzi msn, del resto la loro età media era di 14 anni, cosa aspettarsi?
    La polizia postale piuttosto che perdere tempo con i bambini dovrebbe concentrarsi verso chi l'hackeraggio lo fa per lucrarci qualcosa e non poco con truffe informatiche, phising, social enginnering, carding.
    4 bambini si divertono con piccoli defeace, bene, è il modo più veloce per scoprire le potenzialità ed i rischi della rete, 4 bambini che si divertono ora, 4 utonti in meno un domani che si faranno fregare i soldi da chi, è criminale, ed utilizza la rete per truffare e prendersi gioco del navigatore medio..e della polizia postale che perde tempo in operazioni "pedofile".
    non+autenticato

  • - Scritto da: darpet
    > Mi occupo di sicurezza informatica da tempo e,
    > come scritto da qualcuno, ricordo bene i Blue
    > Screen povocati da Winnuke e successive
    > evoluzioni.Occhiolino

    Allora dovresti ricordare la internet di quei tempi, una bellissima comunità di persone alle quali non interessavano trojan e putt.nate. Poi sono arrivati i nukers e tutte le loro varianti che hanno rovinato tutto.
    Tu parli di potenzialità di queste persone, ma dovresti sapere benissimo che le potenzialità di un ragazzo che sfrutta una falla di un sistema sono pari a quelle di un ragazzo che buca le gomme delle auto con una lama, perchè sa che sono vulnerabili. Ed allora cosa dobbiamo fare? Gomme a prova di lama o una società responsabile?
    È triste vedere persa la netta distinzione tra eroi e delinquenti. Veramente triste.
    non+autenticato
  • Per me è + eroe silvester stallone che salva quei tipi intrappolati nel tunnel piuttosto che questi qua sia da una parte che dall'altra...
    non+autenticato
  • Roma - Fonti vicine alla Procura hanno voluto precisare in queste ore a Punto Informatico che, al contrario di quanto riportato da alcuni, il giovane Salvatore Aranzulla è stato contattato dagli inquirenti mediante un S.I.T., ossia un provvedimento pensato per "assumere informazioni da persona informata sui fatti per cui si indaga", in particolare per "verificare come mai, durante una fase investigativa, l'Aranzulla era a conoscenza del fatto che c'era un'indagine in corso". Vista l'eta', comunque, il giovane divulgatore informatico non è stato indagato per violazione del segreto istruttorio.
    "Occhi aperti, dunque - dicono le fonti - perché la legge, anche quando non si condivide, si pensi alla legge Urbani, va rispettata".
  • Uno provoca, gli altri si incavolano ed alla fine tocca al provider dare uno schiaffo a uno ed un calcione agli altri, ma quando cresceranno??
    non+autenticato
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