
Come insegna l'esperienza comune, in effetti, con alcune applicazioni peer to peer, in particolare con eMule, non è facile andare a banda piena. È noto, del resto, che il peer-to-peer
non è un buon modo per valutare la qualità della propria connessione. Ma nei prossimi mesi questa paura di andare come lumache con il peer-to-peer si trasformerà in realtà, a causa dei filtri applicati dai provider? Cisco getta acqua su questi timori.
"Lo scenario probabile", dice Zucca, "sarà che l'utente invece di scaricare l'MP3 in un minuto ce ne metterà due". Se sarà così, forse solo una nicchia di utenti protesterà - coloro che vogliono scaricare sempre alla massima velocità con il peer to peer. Non ci saranno problemi per gli altri: coloro che non fanno peer-to-peer o che sono
disposti a pazientare per avere il file completo.
Sia gli uni sia gli altri, inoltre, sostiene Cisco, avranno una migliore esperienza di navigazione, VoIP e streaming. Sono applicazioni, infatti, che a differenza del peer-to-peer
soffrono molto dei cali di velocità; diventa frustrante utilizzarle se ci sono ritardi nella trasmissione dati. Richiedono un'interazione in tempo reale.
L'idea di dare più banda alle applicazioni che ne hanno più bisogno non è malvagia; resta da vedere
come si regoleranno i provider. Se arriveranno a chiudere di netto i rubinetti al peer to peer, usando in modo radicale i filtri, le proteste si faranno sentire.
"Non credo che sarà bloccato il P2P; prevedo piuttosto che sarà ridimensionato", sostiene però Zucca. Il punto è che "un filtro di questo tipo è
un'arma a doppio taglio, per l'operatore. Favorisce la clientela business e quelli che usano applicazioni evolute. Ma rischia di scontentare il pubblico del P2P, che può essere un asset importante per il provider". Insomma, è probabile che
non ci saranno grossi contraccolpi. Magari i filtri scatteranno per dare priorità ad applicazioni critiche, ai danni del P2P, soltanto quando la banda del network sarà satura. Di notte, quando i patiti del P2P peer lasciano il computer acceso a scaricare, forse non ci saranno filtri.
Questa situazione è l'effetto di una
fase di transizione: "Gli operatori italiani stanno passando da un business basato sulla vendita dell'accesso a Internet, a un business più complesso, che include anche servizi e contenuti addizionali, pagati a parte dall'utente", dice Zucca. Cresce insomma il bisogno di
tutelare applicazioni critiche (VoIP, streaming, servizi per le aziende) dagli eccessi del peer-to-peer.