GTA, ecco la prima denuncia

Un'indignatissima 85enne denuncia Take2Interactive: i distributori di Grand Theft Auto l'avrebbero truffata. Non sapevo - dice - che il gioco regalato a mio nipote fosse pornografico

New York - Florence Cohen, un'anziana 85enne di New York, è la prima cittadina statunitense a muoversi sull'onda della controversa censura abbattutasi sull'ultimo episodio del celebre videogioco Grand Theft Auto: i legali della signora Cohen hanno infatti denunciato RockStar Games per truffa ai danni dei consumatori e per abuso commerciale.

Una tipica situazione americana? Sembra proprio di sì: la signora pretende un risarcimento per i danni che il videogioco proibito avrebbe causato al nipotino. "Quando ho regalato il gioco a mio nipote", sostiene la suscettibile nonna newyorkese, "non avevo idea che fosse vietato ai minori". Infatti il nuovo rating emesso da ESRB è una novità relativamente fresca: il nuovo marchio a tripla X equipara GTA ad un qualsiasi filmato pornografico.

"L'azione legale della nostra cliente rappresenta la posizione comune di tutti i consumatori nazionali", sottolineano gli avvocati ingaggiati della Cohen. "Nessun genitore comprerebbe mai un videogioco come GTA, proibito ai minorenni"; concludono i legali: "Come minimo, qualcuno dovrà risarcire le numerose famiglie ingannate - almeno per salvare il salvabile".
La pioggia di polemiche che si è abbattuta su Grand Theft Auto non accenna a diminuire: già nel mirino dei politici, Take2Interactive dovrà difendersi da questa "prima pietra" che i consumatori americani hanno prontamente scagliato.

Per ora, i parlamentari della camera bassa statunitense hanno approvato una mozione che permetterà agli investigatori della Federal Trade Commission di ispezionare l'operato di RockStar Games, accusata da più parti di aver inserito materiale pornografico all'insaputa delle autorità e della ESRB: un reato penale - la Corte Suprema degli Stati Uniti, nel 1996, ha decretato la punibilità di chiunque metta contenuti osceni a disposizione dei minorenni utilizzando supporti digitali, come DVD ed Internet.

Nel frattempo, Take2Interactive, distributore ufficiale del gioco e partner di RockStar Games, ha reso noto che il ritiro dal commercio di questo popolarissimo titolo sta creando ingenti perdite economiche: in pochi giorni, le azioni dell'azienda hanno subito un ribasso pari al 18%.

Tommaso Lombardi
TAG: censura
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