Lunga la via delle intercettazioni

di D. Bonacina - Amanda, SuperAmanda ed Enigma rimangono un mistero, tra smentite e omissioni, ma finalmente l'attenzione sulle intercettazioni si è alzata

Roma - L'argomento "intercettazioni" è sintomatico di una situazione che si protrae da anni. Chi dovrebbe fare più attenzione? L'Eurispes che ha lanciato l'allarme, stimando che 29 milioni e 200mila italiani sono stati tenuti sotto controllo, o tutta la popolazione italiana? Le intercettazioni, dirette o occasionali, avrebbero riguardato almeno metà degli abitanti dello stivale.

Un vero peccato che nella rete del Grande Orecchio non siano cadute anche tutte le conversazioni "probatorie" di micro o macro-criminali.

Al giorno d'oggi le informazioni personali sembrano essere diventate un bene poco prezioso, in quanto realmente alla portata di tutti. Un esempio singolare, benché poco significativo, è l'iniziativa di Reason, rivista settimanale americana, che ai propri 40mila abbonati qualche tempo fa ha spedito una copia personalizzata che in copertina aveva il loro nome e la fotografia satellitare della loro abitazione.
Forse l'iniziativa del Garante della Privacy servirà a far luce su una questione tanto critica, con buona pace dell'opinione pubblica (almeno, di quasi 30 milioni di italiani) che potrebbe mostrare un po' di diffidenza nei confronti di una "commissione privacy" che tra i suoi membri può vantare uno dei pochi italiani condannato, con sentenza definitiva della Cassazione, per gravi reati contro la privacy.

Forse gli italiani riusciranno finalmente a capire se sistemi come Super Amanda siano o meno attivi e funzionanti. Sembrava però certo che già sul finire dello scorso anno, i servigi di questa sorta di "centro di ascolto" nazionale, con base in Calabria, fossero stati proposti da Telecom Italia, con regolare offerta commerciale, a tutte le Procure della Repubblica. Ma la stessa Telecom, in una nota diffusa proprio questa settimana, smentisce l'esistenza di un apparato di intercettazione denominato "Amanda" o "Super Amanda" con quelle caratteristiche.

Di fronte ad una dichiarazione formale ed ufficiale non si potrà obiettare ma se, come riportato lo scorso anno dal quotidiano La Repubblica, invece di chiamarsi Amanda il sistema si chiamasse Enigma (come il sistema criptato usato dai tedeschi per comunicare con i sottomarini), e non si trovasse in Calabria ma a Campobasso, sempre di "Echelon made in Italy" si tratterebbe.

Dario Bonacina
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