PI: Chi vende online con queste modalità commette reato di istigazione. E chi compra?GL: La legge è uguale per tutti, nel senso che non prescrive reati specifici se commessi attraverso la rete Internet. Così, chi acquista potrebbe essere accusato di produzione, coltivazione, consumo di sostanze proibite ecc. Ricordo che in Italia la coltivazione di cannabis è vietata (artt. 28 e 73 del DPR 309/90) se non si è in possesso di apposita autorizzazione (art. 17 DPR 309/90). I semi che non rientrano nelle tabelle degli stupefacenti sono legali per altri fini, per esempio collezionismo...
PI: Collezionare semi magari è un passatempo affascinante che qualcuno pure sperimenterà ma non crede che forse sia solo un artifizio per insinuarsi nelle maglie larghe della legge?GL: Questo non posso dirlo
PI: Tuttavia la legge dice: "Se i semi ti servono per collezionarli non hai bisogno anche dei manuali che ti spiegano come far crescere piante da quei semi". Quando questo succede stiamo già sconfinando nel reato...GL:...istigazione alla coltivazione, al consumo, alla vendita ecc.
PI: Ma gli stupefacenti trovano facilmente la via della rete?GL: Ci sono moltissimi siti che propongono questo business (che noi monitoriamo quotidianamente con diversi mezzi) e si tratta sostanzialmente del commercio di semi. Èfacile spiegare perché: il prezzo. Il prezzo praticamente alla portata di tutti consente notevoli economie rispetto al prodotto finito spacciato. È chiaro.
PI: È ragionevole pensare che simili affari aumentino sempre più. Ma c'è un mezzo, un metodo per stroncare sul nascere queste prassi? Insomma riuscire ad interrompere la catena che inizia lecitamente ma spesso finisce nell'illegalità?GL: È chiaro che se conduciamo ispezioni e perquisizioni e troviamo decine e decine di coltivazioni, quella del collezionismo si traduce in una scusa. Bisognerebbe cambiare la legge e vietare del tutto anche il commercio dei semi. Vede, nessuno nei siti si sogna di vendere cannabis, marjiuana, coaina o altro in maniera chiara e diretta, ovviamente. È reato: li scopriremmo subito. Vietando la vendita di semi si renderebbe la strada più difficile e si costringerebbe tutto questo mondo a cambiare metodo e trovare altre vie.
PI: Come vi comportate, invece, quando i siti coinvolti in queste vicende si trovano all'estero?GL: Dipende dalle sostanze stupefacenti; se sono lecite nel paese di pubblicazione del sito mandiamo una segnalazione alla polizia del luogo (noi non abbiamo competenza) e in ogni caso sequestriamo la merce in arrivo in Italia e perseguiamo eventualmente gli acquirenti. Se le sostanze sono vietate anche nel paese del sito (per esempio i cosiddetti "precursori"
soggetti a regime specifico scatta comunque la segnalazione alla polizia locale che può proporre il sequestro e la chiusura del sito.
a cura di
Alessandro Biancardi