Al via il Google Print tricolore

Google Print è anche in lingua italiana: il colosso di Mountain View strizza l'occhio alle case editrici europee e si avvia verso la creazione di un archivio globale dell'editoria contemporanea

Mountain View (USA) - L'instancabile scalata di Google verso la riorganizzazione delle informazioni online non accenna a rallentare: il servizio Print è stato finalmente localizzato negli idiomi della "vecchia Europa". I manager dell'infaticabile multinazionale mirano alla creazione di un archivio multilingue che racchiuda una vasta selezione della letteratura contemporanea, sia essa commerciale o di pubblico dominio: un'opportunità fino ad oggi ristretta ai soli editori statunitensi, ma adesso allargatasi al grande bacino di piccole e grandi case europee.

La struttura del servizio, disponibile adesso in Italiano, prevede la possibilità per gli editori di inviare i propri libri: Google provvederà a digitalizzarne le parti salienti, in rispetto delle normative sul copyright. Così disposti, i libri potranno essere pubblicizzati e visionati attraverso il noto motore di ricerca. Il Publisher Program di Google include un sistema di vendite dirette che utilizzerà il motore di ricerca come piattaforma per il commercio elettronico: in questo modo, gli utenti potranno ricercare e comprare un volume senza dover andare in libreria.

Secondo quanto rivelano i portavoce dell'azienda, i singoli editori potranno decidere la percentuale di testo da rendere di pubblico dominio: questa potrà oscillare tra il 20% ed il 100%. Inoltre, Google fa sapere che i libri visualizzati tramite Print saranno protetti ed impossibili da stampare o da copiare "en passant": una dichiarazione traballante, che non tiene conto di numerosi programmi per lo screen capture e di una incredibile quantità di strumenti a disposizione della comunità di utenti.
Proprio la tutela del copyright è tra i punti più controversi dell'offerta di Google: una questione delicata che fa discutere autori accademici, piccole e grandi case editrici: tuttavia la torta è troppo allettante, e l'enorme reach-out di Google è un boccone troppo saporito per indurre eccessivi timori e pregiudizi. In Italia, stando ad un lancio di AP, la Giunti Editore avrebbe già espresso commenti favorevoli sulla proposta di Google.

Molti esponenti dell'universo bibliotecario europeo, ad ogni modo, temono un futuro monocromatico per l'informazione digitale: le più importanti istituzioni europee hanno più volte sottolineato la necessità di non lasciare spazio alle mire monopolistiche di Google. Anche gli editori che collaboreranno con Google Print finiranno infatti nel grande progetto per la creazione di una biblioteca mondiale marchiata dalla grande G.

Secondo l'opinione di vari osservatori, lo scacchiere internazionale che indica la distribuzione dei saperi è prossimo ad una più grande ridefinizione. La direzione del contributo di Google in questo processo è chiara: il timore più grande e diffuso, nonostante le aperture del gigante verso l'Europa, rimane che il vecchio continente arrivi in ritardo rispetto ai concorrenti americani.

T.L.
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