TCPA, cresce la voglia di battersi

In questi giorni si moltiplicano le chiamate alle... armi della comunicazione. Per contrastare il computing blindato c'è chi vuole organizzare anche in Italia un movimento di... resistenza

TCPA, cresce la voglia di battersiRoma - La questione è notissima ma soltanto in questi mesi, con la complicità di nuovi annunci da parte dei principali player dell'ICT internazionale, sta assumendo uno spessore che preoccupa molti: è l'avanzata delle tecnologie di protezione dei contenuti e di sicurezza, sistemi che in tanti ritengono siano destinati a sottrarre progressivamente libertà agli utenti di reti e computer. Contro tutto questo c'è ora chi propone di organizzare una forma di... resistenza.

Ad essere presa di mira è l'alleanza per il cosiddetto Trusted Computing, un'architettura hardware e software pensata per blindare in nome della sicurezza le funzionalità di personal computer e sistemi operativi, frutto di un'alleanza tra tutti i più grandi nomi del settore: dai grandi produttori di microprocessori fino alle maggiori imprese del software, molte delle quali anche legate saldamente all'open source, sono pochi e sempre di meno i grandi calibri che si tengono lontani dal Trusted Computing Group, l'alleanza dei cui scopi in tanti ora dubitano.

Se attività come quella di Electronic Frontier Foundation sulle tecnologie DRM mettono in luce le crescenti difficoltà degli utenti nella fruizione dei contenuti, l'idea di chi si oppone al Trusted Computing è più radicata: si ritiene infatti che questi sistemi sottraggano controllo all'utente impedendo a quest'ultimo di decidere in toto funzionalità e caratteristiche dei sistemi che acquista.
Per organizzare anche in Italia una forma di resistenza, nei giorni scorsi è stata annunciata una mailing list dedicata che spiega: "Il Trusted Computing Group (TCG) è un alleanza di Microsoft, Intel, IBM, HP ed AMD per promuovere computer più sicuri. La loro definizione di sicurezza è controversa; macchine costruite rispettando le loro specifiche saranno più fidate dal punto di vista dei venditori di software e di contenuti, ma lo sarebbero meno dal punto di vista dei proprietari dei computer stessi. A tutti gli effetti, le specifiche TCG, trasferiranno il controllo definitivo del tuo computer da te stesso a chiunque abbia scritto il software che utilizzi".

La questione, come si vede, è delicatissima. Sull'argomento è anche attivo un wiki noTCPA e c'è chi propone su irc.freenode.net il canale chat #no-tcpa. Tutto questo è un impulso che si collega a sforzi internazionali già in corso, come quelli di AgainstTCPA (sull'argomento vedi anche il recente editoriale di Marco Calamari su PI: Punta su Cassandra Crossing il treno TCPA/Palladium).
TAG: drm
220 Commenti alla Notizia TCPA, cresce la voglia di battersi
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  • Fritz, palladium, tutti nomi conosciutissimi e odiatissimi

    Infatti hanno visto bene di cambiarli.

    Provate a prendere un pc nuovo... se leggete le caratteristiche in piccolo noterete che ha un componente hardware in più... il "TMP 1.2".

    Secondo voi cos'è??? Sorpresa! Prima che cambiasse nome quel chip si chiamava "Fritz".

    Ormai la maggior parte dei nuovi pc, sia fissi che portatili ha già integrato nella scheda madre Fritz....

    Perché non ce ne siamo accorti? Semplice... Vista non lo usa ancora... inizierà il massacro con il prossimo service pack (probabilmente).

    Soluzione? Io vedo come difesa soltanto le vecchio versioni di Windows (non supportano Fritz) oppure le Distro di Linux (usano Fritz soltanto per criptare i messaggi dell'utente, e non per trasformare il pc nel grande fratello di 1984)

    PS: Da BIOS il TMP 1.2 è disattivatile ....speriamo in bene... la guerra è iniziata!
    non+autenticato
  • Non facciamoci sopraffare da Palladium.
    Diffondete la notizia di questa sciagura informatica!!
    non+autenticato
  • Le software house non svilupperanno più sotto linux dato che non ha un sistema di protezione come invece ha Windows e quindi non gli conviene. Quindi oggi il software per linux sviluppato dalla softwarehouse è poco e domani non ci sarà più.
    Meditate gente meditate...
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > Le software house non svilupperanno più sotto
    > linux dato che non ha un sistema di protezione
    > come invece ha Windows e quindi non gli conviene.
    > Quindi oggi il software per linux sviluppato
    > dalla softwarehouse è poco e domani non ci sarà
    > più.
    > Meditate gente meditate...

    Che sistema di protezione ha windows che linux non ha?

    O intendi forse dire che su windows non si riesce a crackare un programma?
    non+autenticato
  • > Che sistema di protezione ha windows che linux
    > non ha?

    non hai capito il discorso.
    Allora oggi vi lamentate che Windows avrà il DRM o TCPA e quindi urlate a squaciagola "passo a linux".
    Oggi quelle poche software house che sviluppano per linux, se linux non adotterà le stesse misure di protezione che adotterà windows, potranno smettere di sviluppare software per linux. Quindi sia che linux adotterà il DRM/TCPA sia che non lo adotterà, passerete dalla padella alla brace in tutti i casi, quindi tanto vale rimanere in Windows che è decisamente più user friedly.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > > Che sistema di protezione ha windows che linux
    > > non ha?
    >
    > non hai capito il discorso.
    > Allora oggi vi lamentate che Windows avrà il DRM
    > o TCPA e quindi urlate a squaciagola "passo a
    > linux".
    > Oggi quelle poche software house che sviluppano
    > per linux, se linux non adotterà le stesse misure
    > di protezione che adotterà windows, potranno
    > smettere di sviluppare software per linux.

    Ma perché dovrebbero smettere? Non lo dici e non mi viene in mente nessun motivo.
    non+autenticato
  • rinuncia a linux?
    quindi il tcpa è diverso da come credete
    non+autenticato
  • https://www.trustedcomputinggroup.org/about/member...

    IBM, Sun, Nokia che campano di open source vogliono bloccarlo? Le cose sono 2:
    o questa del tcpa è una favoletta oppure è vera la storia dei muli che hanno lavorato gratis per IBM (se mettono il tcpa che dite voi IBM compra la licenza per la sua distro linux e voi dovrete pagare per averla senza poterla modificare).

    Decidete voi
    non+autenticato
  • ..." La seconda che hai detto !!"....

    IBM...sta a guardare....prova a pensare questo :

    Se tutta questa storia va in porto...chi si spartisce la torta...MS, Intel,AMD o IBM ?!?..
    Se IBM estenderà la situazione anche al mondo Linux avrà più controllo.....non a caso è la più grande azienda IT del mondo...e della storia.......

    Fortunatamente la prossima versione della GPL dirà chiaramente che tutto cio' che aderisce a questa licenza non potrà girare su macchine tcpa.....quindi dovranno rinunciare ad Apache, ssh, Mozzilla, MySQL ecc..ecc..

    non+autenticato
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