Una e-foto appartiene a chi la scatta

Succede in Australia, dove le scuole non riescono a far rimuovere foto di propri studenti tra i 12 e i 18 anni che appaiono su un sito gay

Melbourne (Australia) - Un sito gay con pochi scrupoli pubblica in Australia fotografie di studenti di alcune scuole ripresi nel corso di attività pubbliche e non c'è nulla che le scuole o gli studenti possano fare per impedirlo.

E' questa la situazione che sta sollevando un polverone nel paese dei canguri, dove la legge protegge la ripresa di immagini di terzi, quando questa avviene in occasione di eventi pubblici o comunque in luoghi pubblici.

Ma le scuole di Melbourne protestano perché pare che siano centinaia i ragazzini tra i 12 e i 18 anni le cui immagini sono finite prima su un sito gay e poi abbiano iniziato a girare in un network di siti a pagamento "per adulti". Eppure non si tratta di immagini o pose erotiche, naturalmente, ma soltanto di fotografie scattate per strada o durante incontri sportivi dove il massimo della trasgressione è qualche torace scoperto...
"La polizia - ha spiegato un portavoce delle forze dell'ordine della grande città australiana - ha esaminato il sito e non ha individuato alcun delitto. Molti di questi siti, nonostante rappresentino un problema per chi ne viene coinvolto, non sono considerati pornografici". Il sito stesso, mantenuto da due californiani, pare promuova i propri contenuti come "la bellezza che deve essere condivisa e apprezzata".

Nelle scuole "colpite" dai fotografi di questi siti, in particolare Wesley College, Xavier College, Scotch College e Melbourne Grammar in questi giorni si tengono incontri dei docenti con gli studenti per spiegare la situazione e sdrammatizzare il momento.

Nel frattempo, gli amministratori delle scuole chiedono che sia rapidamente approvata una normativa che impedisca questo tipo di pubblicazione. Ma la severissima Australian Broadcasting Authority, che in passato si è scagliata contro contenuti pornografici e altri materiali apparsi in rete, ha ammesso che al momento è difficile fare qualcosa, anche perché il sito ha base negli Stati Uniti.

Secondo Bernadette McMenamin, portavoce di "Childwise", un movimento internazionale contro l'abuso sui minori, sono molti i siti che pubblicano immagini di questo tipo e, dunque, "abbiamo bisogno di rivedere le nostre leggi visto il rapporto tra la pubblicazione di immagini cosiddette innocenti e l'abuso che se ne fa".
TAG: mondo
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