Thomson infila JPEG2000 nelle videocam

Il celebre produttore abbraccia l'ultimo standard partorito dal Joint Photographic Experts Group e lo implementa in un videocamera professionale destinata ai produttori di film digitali

Amsterdam (Olanda) - Fino ad oggi la tecnologia di compressione delle immagini JPEG2000, divenuta uno standard ISO nel 2001, è rimasta segregata in alcune specifiche nicchie del mercato professionale. A gettare un sasso nello stagno è la francese Thomson, che in occasione della International Broadcast Convention (IBC) ha mostrato quella che definisce la prima videocamera in grado di registrare video in formato JPEG2000.

Sebbene la nuova videocamera di Thomson, chiamata prolissamente Grass Valley Infinity Digital Media Camcorder, sia indirizzata all'industria cinematografica, e dunque pur sempre al settore professionale, l'azienda sostiene che questo è il primo passo per portare il giovane standard del Joint Photographic Experts Group anche sul mercato di massa.

La nuova camcorder, progettata per le riprese video digitali ad alta definizione, adotta due identici chip di Analog Devices dedicati rispettivamente alla codifica e alla decodifica di video in formato JPEG2000. Il dispositivo integra anche i codec necessari per registrare nei formati MPEG-2 e DV. Il fatto di integrare tre differenti codec - uno, quello JPEG2000, basato sulla tecnologia wavelet, e gli altri due basati sulla tecnologia DCT (Discrete Cosine Transform) - non ha fatto che incrementarne il prezzo, pari a 20.000 dollari: decisamente fuori dalla portata di qualsiasi appassionato.
Attualmente la tecnologia JPEG2000 viene utilizzata in alcune applicazioni hi-end indirizzate al cinema digitale, alla diagnostica medica e all'archiviazione delle immagini satellitari.

Sviluppato a partire dai primi anni '90, il fratellone del formato grafico JPEG si caratterizza per la nuova tecnica di compressione adottata, più efficiente di circa il 20% rispetto a quella attuale. Mentre la tecnologia DCT di JPEG1 e MPEGx comprime i dati di un'immagine in blocchi quadrati di 8x8 pixel, il nuovo schema di compressione, wavelet memorizza i dati di un'immagine come un flusso continuo di informazioni: questa tecnologia si avvale di funzioni matematiche molto complesse in grado di tenere conto di caratteristiche dettagliate come i "pulse code" e creare insiemi di pixel sfocati a dimensione variabile.

La tecnologia wavelet è stata messa a punto dalla tedesca Luratech per le telecamere dei satelliti spia: qui le immagini della superficie terrestre vengono memorizzate sotto forma di una spirale che ha inizio nell'angolo superiore sinistro del quadrante e procede verso l'angolo inferiore destro.

Il vantaggio di questa tecnologia, oltre a quello di eliminare i tipici "quadretti" della compressione DCT, è quella di trattare le immagini come lunghi flussi continui di dati che possono essere scissi in qualsiasi punto per dar vita ad una nuova immagine. Questo stesso concetto permette anche un'altra e interessantissima funzione: quella di lasciare agli utenti Internet la scelta sul livello di compressione, la risoluzione e la densità in pixel dell'immagine da scaricare. Gli algoritmi di compressione che si celano dietro a JPEG2000 consentono infine di comprimere le immagini anche in modalità "lossless", ovvero senza perdita di informazioni, e di creare filmati a partire da singole immagini: ogni immagine rappresenterà dunque un frame e l'intera sequenza video potrà usufruire di informazioni ausiliarie archiviate in separata sede.
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