Computer a scuola? Che noia!

Durissimo colpo per i sostenitori dell'e-learning: una ricerca dell'Università di Bristol sostiene che l'uso del computer in classe non è un'idea esente da problemi. Anzi: per alcune branche del sapere sarebbe addirittura controproducente

Bristol (Regno Unito) - Negli ultimi anni si è parlato a lungo di Internet e formazione primaria: anche il Governo italiano ha più volte sottolineato l'importanza di questa unione, finora considerata di primissima importanza. Ma i risultati ottenuti dal progetto InterActive Education, parte di una ricerca sostenuta dall'Università di Bristol, soffiano il fuoco sulla causa luddista: l'apprendimento mediato dalle tecnologie digitali si scontra con la tradizione e talvolta è addirittura controproducente.

I risultati sono stati resi noti dopo quattro anni di studi empirici condotti in numerosi istituti scolastici di tutta la Gran Bretagna. Secondo Rosamund Sutherland, direttore di questo progetto finanziato dal governo di Londra, "gli insegnanti fanno ancora molte resistenze per l'introduzione degli strumenti informatici tra i banchi di scuola". Nonostante il governo britannico spenda piogge di sterline per l'acquisto di infrastrutture digitali, le scuole non sfruttano questa opportunità - inquadrata come obiettivo principale per lo sviluppo da molti paesi del terzo mondo.

Stando alle affermazioni di Sutherland, i mezzi informatici potrebbero essere utilizzati per un'ampia gamma di materie scolastiche: dalla geografia fino alla storia, passando per le lingue straniere e la musica. Il problema è che, dati alla mano, le scuole anglosassoni utilizzano le piattaforme digitali solo per materie scientifiche. "Spesso", sottolinea Sutherland, "i nostri ricercatori hanno messo in luce molti effetti negativi legati all'uso di simulazioni ed esercitazioni interattive": gli studiosi segnalano che la maggioranza degli alunni esce annoiata dalle lezioni che prevedono l'uso di computer. Questo distacco, secondo gli esperti britannici, è da ricondurre alla familiarità che le giovani generazioni sono riuscite ad acquisire con gli strumenti del mondo ITC.
L'unica nota positiva dello studio britannico riguarda dizionari ed enciclopedie: spesso sconosciuti dagli studenti più giovani, i vecchi e pesantissimi "tomi" hanno riacquistato dignità ed utilità grazie alle loro controparti digitalizzate. Ed è la diffusione dell'informatica nel campo delle conoscenze linguistiche, ormai consolidato, che dovrebbe dare lo spunto per la creazione di piattaforme accessibili che favoriscano la circolazione dei saperi, sostengono gli esperti di Bristol.

Ma se in Gran Bretagna il governo spera di rilanciare l'unione tra informatica e banchi di scuola, cercando nuove strade per accattivarsi l'indispensabile collaborazione dei docenti, in Italia l'attenzione dello Stato è rivolta direttamente agli scolari: anche quest'anno, il Governo ha riconfermato l'iniziativa "Vola con Internet" che prevede un contributo di 175 euro per l'acquisto di un PC.

Tommaso Lombardi
TAG: normativa
79 Commenti alla Notizia Computer a scuola? Che noia!
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  • In Estonia:

    a) tutte le scuole hanno aule con pc connessi ad internet

    b) gli studenti imparano a creare siti web e pubblicazioni quotidiane online fin dal primo anno

    c) la familiarità con il computer è tale che quando gli studenti escono dalla scuola, trovano lavoro nei settori dell'informatica che sono in perenne crescita (Es. Skype)

    d) La familiarità con l'informatica è tale che la disoccupazione per chi esce dalla scuola è inesistente, in quanto tutti i posti pubblici in Estonia richiedono la conoscenza del computer (perchè ogni sportello e pratica pubblica si può richiedere via internet) e gli studenti sono già preparati all'uso del computer

    e) Il governo ha di recente reso possibile addirittura il voto online per le elezioni, proprio per la familiarità che la popolazione ha con il mezzo.

    f) Perfino il parlamento, tramite il portale TOM è stato esteso a tutti i cittadini, che possono fare proposte di legge e votarle, realizzando la prima Democrazia Diretta in Europa

    L'Estonia è in pratica un esempio chiaro di come l'informatizzazione della scuola possa portare benefici al settore privato, pubblico e alla democrazia in genere.
    non+autenticato


  • > b) gli studenti imparano a creare siti web e
    > pubblicazioni quotidiane online fin dal primo
    > anno

    In Italia il primo anno imparano a leggere e scrivere, fare i calcoli..

    >
    > c) la familiarità con il computer è tale che
    > quando gli studenti escono dalla scuola, trovano
    > lavoro nei settori dell'informatica che sono in
    > perenne crescita (Es. Skype)

    fortunati loro, qua' si fa cose come gestionali e simili....

    progetti diversi sono pochi.

    > inesistente, in quanto tutti i posti pubblici in
    > Estonia richiedono la conoscenza del computer
    > (perchè ogni sportello e pratica pubblica si può
    > richiedere via internet) e gli studenti sono già
    > preparati all'uso del computer

    forse perche' sono posti pubblici scoperti.

    > f) Perfino il parlamento, tramite il portale TOM
    > è stato esteso a tutti i cittadini, che possono
    > fare proposte di legge e votarle, realizzando la
    > prima Democrazia Diretta in Europa

    In Italia i politici non o vorranno mai.

    >
    > L'Estonia è in pratica un esempio chiaro di come
    > l'informatizzazione della scuola possa portare
    > benefici al settore privato, pubblico e alla
    > democrazia in genere.

    E noi abbiamo il DT Sorride. anzi Triste.

    ciao
  • Se consideriamo l'informatica come la sola ed unica applicazione scientifica presente ed utile praticamente in ogni tipo di studio o lavoro immaginabili (che sia ingegnere, medico o commerciante di pulci bulgare non fa differenza) non possiamo che PRETENDERE un insegnamento di tipo almeno basilare (puntando sia sullo shareware che sull'open source fin dall'insegnamento scolastico per creare così una vera concorrenza tra software libero e a pagamento) nelle nostre scuole primarie!!!
    E naturalmente non si può pretendere di affidare la cosa a docenti di vecchia generazione (con dei fantomatici corsi di aggiornamento) quando ormai ci sono ragazzi appena adolescenti già parecchio in gamba! Sono necessarie persone con una laurea specifica del campo (Ing.Informatica o Informatica) con a disposizione delle ore settimanali appositamente dedicate come ogni materia che si rispetti!
    Non è possibile che si continui a studiare latino o greco e si dimentichi l'INFORMATICA, la quale ha rivoluzionato il modo di fare le cose in questi ultimi anni!
    non+autenticato
  • io sono stato anche io un martire del liceo sperimentale: La professoressa non capiva una fava di pascal e copiavamo i sorgenti dal libro allo schermo del pc. Non si può fare così. Occorre assumere docenti specializzati e sostituire materie inutili con l'informatica.

    si deve introdurre la materia informatica, con almeno 3 ore a settimana
    elementari: uso del pc (fai vedere sia windows che linux, i programmi di ufficio, excel etc)
    media: programmazione
    liceo: programmazione seria

    chi esce da un liceo deve essere qualcosa di simile ad un esperto che ci lavora da anni. Ai licei così si potrà fare roba seria
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > io sono stato anche io un martire del liceo
    > sperimentale: La professoressa non capiva una
    > fava di pascal e copiavamo i sorgenti dal libro
    > allo schermo del pc. Non si può fare così.
    > Occorre assumere docenti specializzati e
    > sostituire materie inutili con l'informatica.

    Quali sarebbero le materie inutili prego?
    L'italiano?
    La matematica?


    >
    > si deve introdurre la materia informatica, con
    > almeno 3 ore a settimana
    > elementari: uso del pc (fai vedere sia windows
    > che linux, i programmi di ufficio, excel etc)
    > media: programmazione
    > liceo: programmazione seria

    spiegami l'utilità che può avere l'insegnamento della programmazione a 100 persone di cui uno solo sarà programmatore, mentre gli altri saranno ingegneri edili, medici, commercianti, commercialisti, avvocati, giornalisti
    Va be' che siamo su punto-informatico, ma promuovere l'informatica al rango di dea madre di tutto il sapere...



    > chi esce da un liceo deve essere qualcosa di
    > simile ad un esperto che ci lavora da anni.

    con lo stesso criterio chi esce dal liceo per iscriversi a Medicina deve aver fatto almeno 5 o 6 trapianti, 10 gastroscopie e 65356 iniezioni intramuscolari

    CLAP CLAP CLAP CLAP
    gian_d
    10466
  • > spiegami l'utilità che può avere l'insegnamento
    > della programmazione a 100 persone di cui uno
    > solo sarà programmatore, mentre gli altri saranno
    > ingegneri edili, medici, commercianti,
    > commercialisti, avvocati, giornalisti
    A che serve insegnare a leggere e scrivere correttamente ad un muratore?
    E insegnare letteratura ad un medico?
    Ed insegnare matematica a chi scrive recensioni di piece teatrali?

    IMHO ci dovrebbe essere una certa riorganizzazione della scuola verso materie meno tradizionali ma più attuali.
    Non mi farebbe schifo sapere a quali regole devo sottostare per aprire una attività in proprio, a quali regole deve sottostare una banca, i rudimenti di come si fa una dichiarazione dei redditi, sarebbe interessante anche che la scuola guida fosse materia di insegnamento alle superiori, che il primo soccorso non fosse una lezioncina per fare qualcosa di diverso ma entrasse nella formazione individuale come i decadenti o le coniche.
    E sarebbe interessante non limitarsi a fare lezione su un computer scimmiottando la lista di comandi versione-specifici per aprire il programmino che fa una presentazione dui numeri binari stile "salve, sono mister 0, vi presento mister uno, insieme facciamo la logica binaria" ma che venga sfruttato più razionalemte per una "scuola guida" di n s.o e sw e per affrontare con qualcosa di concreto davanti le basi di logica e di teoria degli insiemi che sono relegate da 50 anni a 4 lezioncine (se va bene!) solo su carta.
    Mettiamoci in testa che imparare a risolvere problemi logici e matematici si fa meglio e prima con strumenti adeguati e per molte branche della matematica un computer è il cacio sui maccheroni.
    Mettiamoci in testa che imparare ad usare macchine che bene o male useremo nel mondo del lavoro o per gli adempimenti privati è molto utile.
    E che imparare le basi di programmazione è utile sia per la prima (vedere concretamente applicati problemi di logica ed insiemistica) che per la seconda (sciogliersi di più nell'usare un mezzo, di cui si cominciano a vedere i mattoni fondamentali).
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo

    > A che serve insegnare a leggere e scrivere
    > correttamente ad un muratore?

    Che domande...
    Un muratore potrebbe essere in grado di leggersi le norme e compilarsi la dichiarazione dei redditi da solo, poter scrivere una qualsiasi domanda, saper interpretare il testo su un giornale o l'etichetta di un prodotto alimentare, saper compilare una distinta di versamento o un modulo di conto corrente postale, saper interpretare il contratto e le clausole vessatorie che t'impone una banca o una compagnia di assicurazione, ecc.
    Se non dovesse bastarti questo, leggi ad esempio questa pagina:
    http://www.indire.it/content/index.php?action=read...
    è la prima che ho trovato, ma se cerchi in rete dovresti dover trovare la lista dei requisiti minimi che definiscono lo standard di alfabetismo.
    Chiunque dovrebbe saper leggere e scrivere e, possibilmente, correttamente per evitare ostacoli di comunicazione

    > E insegnare letteratura ad un medico?
    Se per te la cultura generale è una cosa del tutto inutile allora è del tutto inutile che risponda a questa domanda.

    > Ed insegnare matematica a chi scrive recensioni
    > di piece teatrali?
    Già, chi scrive recensioni di piece teatrali non deve essere in grado di calcolare l'IVA sul prezzo di listino di un prodotto che sta acquistando o determinare il TAEG delle rate della macchina che sta pagando.

    Va be' tanto c'è il governo che va a regalare gli euroconvertitori a tutta la gente che non ha studiato la matematica perché doveva scrivere recensioni o scaricare cassette di pomodori.


    >
    > IMHO ci dovrebbe essere una certa
    > riorganizzazione della scuola verso materie meno
    > tradizionali ma più attuali.
    > Non mi farebbe schifo sapere

    [cut]

    su questo ti posso dare perfettamente ragione, ma il problema non è tanto quello dell'inutilità di una materia quanto quello dell'obsolescenza di certi contenuti.
    Però, ritornando alle domande che hai fatto, avere ottime basi nell'area linguistica (conditio sine qua non: imparare l'italiano, *anche* con l'ausilio della letteratura classica e narrativa) e avere ottime basi nell'area logico-matematica (conditio sine qua non: imparare la matematica di base) sono i presupposti fondamentali per fare tutto il resto. Nessuno mi ha mai insegnato informatica (non esisteva ai miei tempi), ma ho conoscenze linguistiche e capacità logico-matematiche per imparare da solo un linguaggio di programmazione usando semplicemente un buon libro. Poi non sarò in grado di tirare su un codice ottimizzato, magari uso un po' di più le procedure ridondanti al posto degli oggetti, magari le mie conoscenze mi permettono solo di restare ad un livello elementare, ma non ho fatto un corso di laurea in informatica.

    Quello che probabilmente ti sfugge è che lo studio di una materia a scuola è un esercizio teso a sviluppare queste capacità di base che ti consentono di adattare rapidamente le tue competenze ad ogni cambiamento di contesto: un maniscalco non deve saper ne leggere ne scrivere ma semplicemente saper ferrare un cavallo. Il giorno in cui la gente smette di andare a cavallo le sue conoscenze hanno valore uguale a zero e non è in grado di fare nient'altro.
    Una formazione generica ma polivalente purché solida e ricca sono gli elementi necessari per riuscire in tutto.
    Magari non immediatamente, ma il risultato è garantito. Una formazione approfondita ma eccessivamente specifica ti porta ad ottimi risultati in tempi rapidi, ma rischi anche di fermarti subito quando quella non ti serve più.
    Un po' come la differenza tra un diesel e un dragster.

    > Mettiamoci in testa che imparare a risolvere
    > problemi logici e matematici si fa meglio e prima
    > con strumenti adeguati e per molte branche della
    > matematica un computer è il cacio sui maccheroni.
    > Mettiamoci in testa che imparare ad usare
    > macchine che bene o male useremo nel mondo del
    > lavoro o per gli adempimenti privati è molto
    > utile.
    > E che imparare le basi di programmazione è utile
    > sia per la prima (vedere concretamente applicati
    > problemi di logica ed insiemistica) che per la
    > seconda (sciogliersi di più nell'usare un mezzo,
    > di cui si cominciano a vedere i mattoni
    > fondamentali).

    Concordo con quello che hai detto in questo ultimo pezzo, ma la tua conoscenza dei processi dell'età evolutiva e dell'apprendimento delle competenze è alquanto restrittivo e ingenuo.
    gian_d
    10466
  • ma a scuola ci sei stato? Che senso ha sapere a memoria tutta la divina commedia? Servirà davvero saperla anche se farai l'avvocato?
    Ed il latino? Il greco? Togliere un'ora ad italiano per farne un'ora di informatica. E poi non è vero quello che dici, tutti usano il computer, a tutti farebbe bene avere una cultura per l'utilizzo del computer. Lo sai quanta gente di tutte le ingegnerie programmano?
    Ed in definitiva ormai l'uomo utilizza sempre tecnologie, imparare ad usarle nelle scuole mi pare più utile
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ma a scuola ci sei stato?

    al liceo zefram cochrane
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ma a scuola ci sei stato?

    credo di si e credo di conoscere la scuola molto meglio di quanto la conosca tu, ma la cosa non ha importanza

    > Che senso ha sapere a
    > memoria tutta la divina commedia?

    Ho forse parlato di conoscere a memoria la divina commedia? Guarda, se per te conoscere un autore del passato significa ripetere come un pappagallo quello che ha scritto forse è meglio chiudere il discorso

    > Servirà davvero
    > saperla anche se farai l'avvocato?

    No
    Però il pensiero di chi ci ha preceduto può essere molto utile per aumentare la nostra conoscenza.
    Forse non lo sai, ma la divina commedia è un compendio storico-sociologico - tradotto in versetti - che tratta gran parte delle vicende storiche, politiche, sociali, filosofiche dell'epoca. Ma forse tu sei di quelli che considerano la storia una semplice cronologia di date ed eventi fini a se stessi.
    E immagino che quello che scrivo ti sembrerà aria fritta

    > Ed il latino?

    già... dove si studia? Ah si, al Tecnico per geometri

    > Il greco?

    già... dove si studia? Ah si, al Tecnico per geometri

    Ti sei mai chiesto perché le migliori carriere universitarie (reali, non quelle condotte a botte di connivenze e lecchinaggi) hanno come base un trascorso in un buon liceo scientifico o in un buon liceo classico?

    > Togliere un'ora ad
    > italiano per farne un'ora di informatica.

    Si per insegnare a inviare in output "Hello, world"? Ma lasciamo perdere...

    > E poi
    > non è vero quello che dici, tutti usano il
    > computer,

    Sicuro?


    > a tutti farebbe bene avere una cultura
    > per l'utilizzo del computer.

    a tutti farebbe bene avere una cultura per l'utilizzo del computer, per la scrittura e la lettura, per far di conto e... magari imparare a ragionare con la propria testa

    > Lo sai quanta gente
    > di tutte le ingegnerie programmano?

    1) Se tizio fa ingegneria si presume che abbia una cultura e le capacità linguistiche e logico-matematiche per saper imparare a programmare anche se ha fatto il classico. Anzi ti assicuro che se non è un tonto è in grado di farlo molto meglio di uno che proviene dal Corso Programmatori di un Tecnico Commerciale

    2) Se tizio fa ingegneria non è detto che debba necessariamente programmare. Conosco parecchi ingegneri che il computer lo usano tutti i giorni fino alla nausea eppure lo usano per qualche applicativo tipo autocad o applicativi per computi metrici. Per il resto usano i soliti programmini che usiamo un po' tutti. Di sicuro molti di loro non programmano.
    In compenso conosco professori di latino e greco che programmano, ma guarda un po' tu che stranezze


    > Ed in definitiva ormai l'uomo utilizza sempre
    > tecnologie, imparare ad usarle nelle scuole mi
    > pare più utile

    Hai ragione, diamo a un bambino una calcolatrice a 5 anni e un computer a 6 anni, non facciamogli studiare l'italiano e schiaffiamolo a 7 anni a studiare Java. A 10 anni sarà un perfetto programmatore TONTO E IGNORANTE perché quello che saprà fare è l'equivalente informatico di un pastorello sardo che sa mungere le pecore e solo quello

    Ora capisco perché la categoria dei programmatori è messa così male. Se tutti ragionano come te state freschi. Saprai destreggiarti in un algoritmo ma per in fatto di elasticità mentale lasci molto a desiderare.

    Ciao stammi bene
    gian_d
    10466
  • lo sai perchè? Perchè ingegneria informatica non centra niente con informatica ma è solo matematica (la faccio, confermo). Le cose di informatica sono cose per bambini. Perchè la matematica di base viene fatta ovunque e l'informatica di base no?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > lo sai perchè? Perchè ingegneria informatica non
    > centra niente con informatica ma è solo
    > matematica (la faccio, confermo). Le cose di
    > informatica sono cose per bambini. Perchè la
    > matematica di base viene fatta ovunque e
    > l'informatica di base no?

    Non ho capito il senso della risposta. A dire il vero non ho capito neppure a cosa stai rispondendo, forse all'ultima parte?
    gian_d
    10466
  • > spiegami l'utilità che può avere l'insegnamento
    > della programmazione a 100 persone di cui uno
    > solo sarà programmatore, mentre gli altri saranno
    > ingegneri edili, medici, commercianti,
    > commercialisti, avvocati, giornalisti

    Eh si, cala calaA bocca apertaA bocca aperta

    Impiegati, liberi professionsti, consulenti, rappresentati, disoccupati.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > spiegami l'utilità che può avere l'insegnamento
    > > della programmazione a 100 persone di cui uno
    > > solo sarà programmatore, mentre gli altri
    > saranno
    > > ingegneri edili, medici, commercianti,
    > > commercialisti, avvocati, giornalisti
    >
    > Eh si, cala calaA bocca apertaA bocca aperta
    >
    > Impiegati, liberi professionsti, consulenti,
    > rappresentati, disoccupati.

    Il mio era solo un esempio banale per inquadrare un concetto, non uno studio statistico sui successi delle carriere universitarie Occhiolino
    gian_d
    10466
  • E' possibile formare a distanza persone, chiaramente motivate ad imparare.

    All'universita' vi trovate stipati in un' aula con parecchie altre persone.
    I prof vanno avanti e recitano la loro lezione poi scompaiono la possibilta' di "interagire" con essi e' limitata ai rari e veloci "ricevimenti" su appuntamento.

    Ora via e-learning a distanza la situazione non cambia:
    lezione seguita a video, interazione via e-mail, o chat durante le apposite sessioni, utilizzo di forum per poter "intragire" con altri compagni di corso o assistenti.

    In piu' con l'e-learning si ha:
    flessibilta' negli orari in quanto si puo' seguire le lezioni a qualsiasi ora, costo di spostamenti annullato niente affitti niente spese di bus, automobile ecc..., diminuzione notevole delle spese degli atenei.

    Secondo me l'e-learning almeno a livello di studi universitari, dove non necessiti laboratorio, non e' un idea da scartare.
    non+autenticato
  • Scusate redazione ma dall'articolo non si evince che quello di cui si parla è e-learning (dunque di trasferimento di parte del processo formativo sul pc) ma dell'utilizzo del pc a scuola che sono cose ben diverse.

    Scoprire che leggere un testo da un monitor è più faticoso che leggerlo su carta è la scoperta dell'acqua calda, sposterei la misurazione dell'efficacia di questi sistemi non su quanto è bello leggere un testo da un PC ma su quello che utile trasferire in rete, ad esempio:

    - Strumenti di autovalutazione, dunque poter simulare, attraverso test, l'esame che andrò a dare all'università / il compito in classe ecc ...

    - Reperimento di materiale: Non riesco a capire perché devo prendere treno e metropolitana per andare all'ISU quando posso scaricarmi il pdf dall'area riservata del mio corso

    ecc ecc ...

    My 2 cents
    saluti
    Claudio Erba
    http://www.docebolms.org
    Piattaforma Open Source per l'E-Learning
    cla
    397
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