Un robot smilzo da 0,2 mm al secondo

Più sottile di un capello ma tanto dinamico che potrebbe rivoluzionare il campo della micro-robotica. Ne sono convinti gli scienziati che gli hanno dato... vita

Berkeley (USA) - Alcuni scienziati dell'Università di Berkeley, in California, hanno realizzato quello che è stato presentato come il più piccolo robot mobile statunitense. A prima vista, osservato con microscopio elettronico, la "creatura" può sollevare forti perplessità: si tratta infatti di un nastrino di silicio spesso 1/100 di millimetro che può essere mosso in ogni direzione su un pannello realizzato con materiali speciali.

La velocità massima del giochino è di 200 micro-metri al secondo (1/5 di millimetro al secondo). L'alimentazione viene fornita al robottino attraverso una griglia di elettrodi posta al di sotto del panello.

"Credo che si tratti della più piccola unità mobile di silicio in ambiente secco; lo considero certamente un robot, è molto di più che un semplice attuatore", ha dichiarato Ron Fearing, esperto di robotica presso la University of California.
Le dimensioni complessive sono di 250 x 60 micrometri, quindi inferiori a quelle di un capello umano. Bruce Donald, docente della Dartmouth University di Hanover (New Hampshire) e responsabile del progetto, presenterà alla stampa internazionale il microrobot durante il prossimo International Symposium for Robotics Research che si terrà ad ottobre a San Francisco.

In passato erano stati realizzati modelli simili, ma si muovevano su superfici liquide oppure integravano cellule muscolari animali: in entrambi i casi non potevano essere alimentati per lunghi periodi o si dimostravano piuttosto difficili da controllare nei movimenti.

I cosiddetti "walking chips", piccoli chip dotati di arti e pannello solare, invece, non sono neanche lontanamente paragonabili perché hanno dimensioni almeno dieci volte superiori. Il micro-bot californiano non ha bisogno di motore perché sfrutta una reazione elettrica. Quando gli elettrodi vengono caricati l'intero robottino, che è a forma di L, si carica in modo opposto. A quel punto viene attratto dalla superficie piana flettendosi. Quando viene annullata la carica il robot ritorna nella posizione di riposo e un suo estremo si alza. La sua asimmetria gli permette di muoversi: ognuna di queste flessioni/contro-flessioni produce un passo.

Nel 2003 Donald era riuscito ad utilizzare la stessa tecnica con un altro robot, ma il movimento era possibile solo su linea retta. Adesso è stato implementato il cambio di direzione intervenendo sul settaggio del voltaggio degli elettrodi. Il segreto di questo successo è legato all'utilizzo di una piccola palettina di silicio, integrata nel robot, ricoperta con bicromato di potassio, e quindi sensibile alle variazioni di voltaggio. All'aumentare del voltaggio la palettina si carica, non si adagia sulla superficie del pannello, e vincola il movimento del corpo principale: in pratica diventa un perno che permette la rotazione.

Le applicazioni future potrebbero riguardare, secondo Levey, la micro-elettronica e la micro-robotica.
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15 Commenti alla Notizia Un robot smilzo da 0,2 mm al secondo
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  • Le implicazioni sono enormi, sicuramente.
    Pensate solo al campo della medicina/chirurgia.
    Purtroppo questo "spermino" (TM) fa ben poco. Si muove. E solo su un piano opportunamente costruito ed elettrificato.
    Tanto entusiasmo per cosi' poco mi fa proprio capire che siamo davvero indietro e che ci vorranno almeno 30 anni per le prime applicazioni pratiche.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > Le implicazioni sono enormi, sicuramente.
    > Pensate solo al campo della medicina/chirurgia.
    > Purtroppo questo "spermino" (TM) fa ben poco.

    Fa piu' e meglio dei protoipi precedenti.
    I suoi predecessori facevano ancora meno, quindi l'entusiasmo, a prescindere che le applicazioni siano vicine o no, e' per aver fatto comunque un passo avanti.
    non+autenticato
  • concordo con entrambi ma resto cmq piu vicino all'idea di base: siamo lontani, molto lontani, credo che ci volgiano molto piu di 30anni per le applicazioni pratiche.

    Samuele
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > concordo con entrambi ma resto cmq piu vicino
    > all'idea di base: siamo lontani, molto lontani,
    > credo che ci volgiano molto piu di 30anni per le
    > applicazioni pratiche.
    >
    > Samuele

    Il futuro e' imprevedibile, staremo a vedere.
    non+autenticato
  • E adesso che hanno inventato lo spermino elettronico cosa se ne faranno ? Non voglio sentire ipotesi di micro robotica, voglio avere info serie
    non+autenticato
  • lo mandano in giro per il corpo della gente alla ricerca di malattieDeluso ? bho
    non+autenticato
  • Dai, ora non cominciamo a fare sto tipo di discorsi. Hanno fatto una ricerca assurda che ha portato a risultati, imho, straordinari. Che c'è, vuoi vederlo sugli scaffali dei negozi? Beh sarà difficile, ma tutte le informazioni raccolte con questo progetto saranno utilissime per continuare a ricercare e magari creare in futuro ciò che oggi non potremmo nemmeno immaginare.
  • si si va bene
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > E adesso che hanno inventato lo spermino
    > elettronico cosa se ne faranno ? Non voglio
    > sentire ipotesi di micro robotica, voglio avere
    > info serie

    Qualunque invenzione nasce dalla ricerca.
    Niente ricerca = niente scoperte = niente invenzioni = niente progresso.
    La ricerca scientifica, in ogni campo, va favorita, anche quando non si vedono risultati a breve termine.
    Lo "spermino" come lo chiami tu per te può non avere nessun significato, ma evidentemente per le persone che con queste cose ci lavorano ogni giorno esso rappresenta un progresso enorme.
    Il fatto che tu non capisca il perché di una determinata cosa non significa che quella cosa sia inutile, ma semplicemente che *tu* non ne capisci l'utilità.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Wakko Warner
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > E adesso che hanno inventato lo spermino
    > > elettronico cosa se ne faranno ? Non voglio
    > > sentire ipotesi di micro robotica, voglio avere
    > > info serie
    >
    > Qualunque invenzione nasce dalla ricerca.
    > Niente ricerca = niente scoperte = niente
    > invenzioni = niente progresso.
    > La ricerca scientifica, in ogni campo, va
    > favorita, anche quando non si vedono risultati a
    > breve termine.
    > Lo "spermino" come lo chiami tu per te può non
    > avere nessun significato, ma evidentemente per le
    > persone che con queste cose ci lavorano ogni
    > giorno esso rappresenta un progresso enorme.
    > Il fatto che tu non capisca il perché di una
    > determinata cosa non significa che quella cosa
    > sia inutile, ma semplicemente che *tu* non ne
    > capisci l'utilità.

    Cheppalle 'sti "grandi saggi" del giorno. Annoiato
  • "Two classic quotes are attributed to Faraday -

    Whilst attempting to explain a discovery to either Gladstone (Chancellor) or Peel (Prime Minister) he was asked, 'But, after all, what use is it?' Faraday replied, 'Why sir, there is the probability that you will soon be able to tax it.'

    When the Prime Minister asked of a new discovery, 'What good is it?', Faraday replied, 'What good is a new-born baby?'"

    [ Fonte: http://www.bbc.co.uk/history/historic_figures/fara... ]
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > E adesso che hanno inventato lo spermino
    > elettronico cosa se ne faranno ?

    "Le applicazioni future potrebbero riguardare, secondo Levey, la micro-elettronica e la micro-robotica."

    > Non voglio
    > sentire ipotesi di micro robotica, voglio avere
    > info serie

    Si fanno i soldi. Ti pare abbastanza serio?
    non+autenticato
  • le parrucche intelligenti???
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > E adesso che hanno inventato lo spermino
    > elettronico cosa se ne faranno ? Non voglio
    > sentire ipotesi di micro robotica, voglio avere
    > info serie


    ci metti in cinta le real dolls...Deluso
  • Pensa che la stessa domanda è stata posta agli inventori dei microchip.

    "Ok, ora che avete fatto la fotografia di un circuito elettrico su un wafer di silicio cosa ve ne fate?"

    Il Pc da cui stai scrivendo usa una di quelle "fotografie" per elaborare dati.