Italia, armi spuntate contro lo spam?

I provider sembrano avere le armi spuntate contro gli spammer: li fermano solo se sono clienti. Lo sostiene anche Telecom Italia, che si dice costretta a giocare in difesa. Tutto rimane in mano a volenterosi antispammer

Roma - "Rendere sterili gli spammer solo se si tratta di nostri clienti, limitarsi alla protezione delle vittime di posta indesiderata in tutti gli altri casi". "Colpa" della legge anti-privacy, che spunta le armi degli Internet service provider intenti a tutelare gli abusi compiuti sulla propria rete.

È questa la posizione ufficiale di Telecom Italia a proposito di una discussione su strategie e limiti della politica anti-spam generata da un intervento di quello che è considerato il maggiore esperto di spam italiano, Furio Ercolessi, postato su It.news.abuse di recente.

Ercolessi a fine agosto aveva rilevato un'azione di abuse desk a danno della divisione Datacom di Telecom Italia, durata sei mesi, senza che l'Isp sia riuscita a metter fine al processo. E quel che più colpisce è la provenienza dello spamming: un PC situato all'interno dell'Azienda Ospedaliera Santobono di Napoli.
"Perché - si chiede Ercolessi - Telecom Italia non interviene a contattare i responsabili della struttura interessata nemmeno quando si tratta di un Ospedale e per un abuso durato sei mesi che ha arrecato danni a migliaia di persone?". Una domanda che Punto Informatico ha girato a Telecom Italia e alla quale l'operatore telefonico risponde così: "Applichiamo filtri antispam sulle caselle di posta aziendali e su quelle dei nostri clienti per tutelarli dall'invasione di mail non desiderate".

Ma il problema posto da Ercolessi è differente: si possono individuare e quindi perseguire gli spammer? Da Telecom arrivano una premessa e una frenata: "Se un utente rileva azioni di spamming può segnalarle al nostro abuse-desk, che si attiva direttamente. Tuttavia il nostro potere muta a seconda del mittente di posta indesiderata. Se si tratta di un nostro cliente, possiamo intervenire sterilizzando la sua attività. Se invece si limita a utilizzare la nostra rete per far transitare i suoi messaggi, le leggi a tutela della privacy limitano la nostra azione". E questo è quanto avviene nella maggior parte dei casi: gli spammer professionisti, quelli che sanno inondare la rete con tonnellate di messaggi riuscendo perlopiù a farla franca, hanno fin qui dimostrato di essere abbastanza furbi dal non lasciarsi incastrare dai controlli dei provider.

Ma anche quelli meno furbi o più pigri hanno avuto vita facile nell'inondare le caselle di posta elettronica di milioni di utenti, finendo solo di rado nella rete dei controlli. Che, comunque competono alla Polizia Postale. "Solo se le forze dell'ordine ravvisano infrazioni civili e penali - aggiungono da Telecom - possiamo fornire loro supporto tecnico per condurre le indagini".

I problemi in campo
Le maglie larghe dell'azione antispamming sono il terreno ideale per perpetrare gli abusi. L'utilizzo di posta elettronica è un "servizio della società dell'informazione" da tutelare ai sensi del D.l. 70/2003. Ma quando le e-mail vengono inviate a scopo pubblicitario e in quantità industriali si può ancora parlare di servizio di informazione da tutelare? Dove finisce il doveroso rispetto della privacy degli utenti e dove inizia la necessità di perseguire quello che la stessa legge italiana definisce "reato" (decreto legislativo 196/93)?

Un intervento del Garante per la privacy, datato 3 settembre 2003 e basato sulla nuova normativa sulla privacy, ha indicato la strada: "Chi intende utilizzare le e-mail per comunicazioni commerciali e promozionali senza mettere in atto comportamenti illeciti... deve ottenere il consenso del destinatario". Inoltre ha stabilito che "...non è ammesso l'invio anonimo di messaggi pubblicitari..." e soprattutto che "chi detiene i dati deve sempre assicurare agli interessati la possibilità di far valere i diritti riconosciuti dalla normativa sulla privacy".

Limiti chiari, che sembrano non lasciare dubbi sulla perseguibilità di comportamenti contrari, ma che non sembrano bastare per un'azione di contrasto capillare e continuativa. Per questo il reato continua ad essere perpetrato, per questo le risorse Telecom su questo fronte sono limitate, per questo le attività di contrasto sono lasciate perlopiù nelle mani di volontari, esperti e gente che crede fortemente nei benefici di una rete che funzioni.

Luigi dell'Olio
TAG: italia
31 Commenti alla Notizia Italia, armi spuntate contro lo spam?
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  • ricevo spam con rolex replica in tutte le salse, la cosa assurda è che hanno centinaia di siti che portano tutti allo stesso sito madre. Tanto è inutile che mi tartassano di pubblicità, perchè mai e poi mai comprerò da loro
    non+autenticato
  • chi è che riceve continuamente come me spam da siti registrati da enom.com e da jocker.com? Non ne posso più di segnalarli continuamente, più li segnalo e più mi arriva spam. Crepassero in prigione...
    non+autenticato
  • Cosa aspettano quelli della telecom a mettere il filtro antispam sulle caselle box.tin.it? Non ne posso più di ricevere 10 messaggi di spam ogni 6 ore.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Cosa aspettano quelli della telecom a mettere il
    > filtro antispam sulle caselle box.tin.it? Non ne
    > posso più di ricevere 10 messaggi di spam ogni 6
    > ore.

    mi riferisco alla posta consultabile via pop3 e non via web
    non+autenticato
  • Per sono delle scuse pietose che non stanno ne' in cielo ne' in terra.
    Mi e' capitato di usare, per prova, dei filtri antispam di primari fornitori di servizi EMail, ho regolato il filtro al massimo livello di sicurezza, e ho specificato come unico mittente autorizzato un mio indirizzo email, dopo qualche giorno c'e'rano gia' diversi spam inviati da mittenti che non comparivano nell'elenco di quelli da me autorizzati (nel caso specifico, io solo ... era una prova).
    Evidentemente lo spam vogliono lasciarlo passare, prenderanno la percentuale, o ci guadagneranno sul tempo di collegamento sprecato per cancellare lo spam, o avranno altri motivi.
    Paolo
    non+autenticato
  • Ricevo fra i 300 e 400 msg spam e affini giornalieri. Di questi ne filtra al massimo uno o due al giorno che provvedo a rimuovere senza leggere. Gli spammer cosa pensano di concludere con questa loro azione massiccia? Che beneficio ne traggono? A me sembra una massiccia azione tesa a dare beneficio a chi realizza sistemi di filtraggio a pagamento. Come nel caso dei virus. Non saprei che altra spiegazione darmi, ffrancamente. O veramente c'e' gente che quando riceve sta roba se la va pure a leggere?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ricevo fra i 300 e 400 msg spam e affini
    > giornalieri. Di questi ne filtra al massimo uno o
    > due al giorno che provvedo a rimuovere senza
    > leggere. Gli spammer cosa pensano di concludere
    > con questa loro azione massiccia? Che beneficio
    > ne traggono? A me sembra una massiccia azione
    > tesa a dare beneficio a chi realizza sistemi di
    > filtraggio a pagamento. Come nel caso dei virus.
    > Non saprei che altra spiegazione darmi,
    > ffrancamente. O veramente c'e' gente che quando
    > riceve sta roba se la va pure a leggere?

    già, infatti, ricevo sempre viagra, rolex replica, valium che mai e poi mai leggerò e mai e poi mai leggerò un messaggio non richiesto. Così come quanto mi telefonano a casa per un prodotto, mai è poi mai comprerò da lui, perchè se le cose le voglio me le cerco da solo e non ho bisogno della prima pseudo promozione-truffa che mi arriva.
    Li ricevo sempre da server situati su enom.com o jocker.com, e nonostante continuo a segnalare l'abuse li ricevo continuamente. Non ne posso più, ma non cederò mai e poi mai!!!!!!!!!!!!!!!!
    non+autenticato
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