La Googleteca sulla graticola

Gli autori americani dicono di sentirsi traditi dal motore di ricerca che con il suo progettone di biblioteca universale avrebbe abusato del diritto d'autore. E presentano una class action che potrebbe azzoppare Google Print

Roma - Authors Guild, l'associazione statunitense degli autori che annovera più di 8000 iscritti, ha denunciato Google perché con il suo servizio Google Print, uno dei più ambiziosi progetti di bigG, agirebbe violando il diritto d'autore, con conseguenze potenzialmente vastissime. Gli autori sono convinti che Google voglia rendere accessibile senza autorizzazione materiale protetto dal diritto d'autore.

La digitalizzazione dei patrimoni librari di istituti come University of Michigan, Harvard University, Stanford University, New York Public Library e Oxford University, e la loro archiviazione nel motore di Google Print, è ora considerata un vero e proprio affronto ai diritti di proprietà intellettuale. Google, questo il cuore dell'accusa, non si sarebbe armata a dovere per distinguere con precisione fra i libri di pubblico dominio e quelli che invece ricadono nel diritto d'autore.

"Il diritto di decidere se e come utilizzare i libri riguarda solo ed esclusivamente i possessori del copyright e non Google o altri", ha spiegato Nick Taylor, presidente di Authors Guild, al riguardo della class action contro il motore di ricerca.
Va detto che il caso è curiosamente scoppiato a poco più di un mese da quando Google ha annunciato la temporanea interruzione della fase di digitalizzazione dei libri, proprio a causa delle numerose critiche provenienti dagli editori e dagli autori. Google, infatti, aveva deciso di attuare alcuni cambiamenti nel programma di Google Print Publisher, che permette agli editori di decidere quali libri digitalizzare.

Nella sua policy, Google sottolinea che non verrà presentata alcuna pagina di lavori protetti a meno che l'autore o comunque il detentore del diritto d'autore non abbia acconsentito a farlo. "Pensiamo che molti operatori del settore sceglieranno di partecipare al programma Google Print Publisher per favorire la divulgazione dei loro libri nel mondo. Ma sappiamo anche che non tutti sono d'accordo, e quindi stiamo facendo del nostro meglio per rispettare la loro opinione", aveva peraltro dichiarato nello scorso agosto un portavoce del Gruppo sul blog aziendale.

"La procedura di Google trasferisce la responsabilità del prevenire abusi da chi possiede il diritto d'autore all'utente finale, producendo così uno stravolgimento dei principi alla base delle leggi sulla proprietà intellettuale", ha sentenziato Patricia Schroeder, CEO di Association of American Publishers.

"Molti membri dell'AAP - ha concluso Schroeder - avevano aderito al Print for Publishers Program di Google, a patto che ci fosse anche il benestare degli editori, permettendo di fatto che alcuni testi fossero digitalizzati e archiviati nel motore. Speravamo, infatti, che lavorando con Google e gli editori, si sarebbe potuto creare un sistema di affiliazione che potesse soddisfare tutti. Ci dispiace invece constatare che Google non ha accettato questa proposta alternativa".

Dario d'Elia
44 Commenti alla Notizia La Googleteca sulla graticola
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  • sapevo che per i farmaci sotto brevetto dopo circa 20 anni il brevetto decade e anche altri possono produrre un farmaco che prima era esclusivo....
    esiste una cosa del genere anche per i libri?
    non+autenticato
  • 70 anni dalla morte del detentore del diritto
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > 70 anni dalla morte del detentore del diritto

    Ovviamente il copyright, non i brevetti
    non+autenticato
  • Google Print è un servizio di indicizzazione dei libri scannerizzati da Google.
    Con Google partecipano all'operazione anche varie biblioteche universitarie e di importanza nazionale (per gli USA).
    Le biblioteche hanno interesse a scannerizzare ed indicizzare i loro libri per permettere ai loro utenti di trovare riferimenti anche in libri non conosciuti. In breve il sistema potenzia enormemente il sistema di indicizzazione dei libri, che per adesso è formato da cartellini (elettronici o meno) che contengono solo poche parole o termini di riferimento, più legate al genere di libro che al suo contenuto effettivo.

    Google vuole portare questo servizio di ricerca dalle sale delle biblioteche a internet, rendendo possibile a tutti cercare un termine o una frase all'interno di una enorme biblioteca di libri, sapendo esattamente in quali libri si trova e potendo leggere un minuscolo estratto dal testo.
    Il contendere sta tutto in questa capacità di ricerca, che prima non era disponibile e adesso lo è.

    Ovviamente quelli di Google non sono stupidi, quindi hanno consultato i loro, profumatamente pagati, avvocati che si occupano di diritto legato al Copyright negli USA.

    Il primo passo è stato quello di annunciare l'iniziativa e pubblicizzare che avrebbe coinvolto sia i testi in pubblico dominio, sia i tesi sotto copyright.
    Google, per la dottrina del fair use, non ha la necessità di chiedere il permesso agli autori/editori per scannerizzare i libri sotto copyright per indicizzarne il contenuto.

    Il secondo passo è stato quello di permettere agli utenti di visualizzare solo il testo immediatamente prima e dopo il termine della ricerca (quindi due o tre righe, al massimo), che a sua volta ricade nel fair use e difficilmente può essere visto come una offerta alternativa al libro stesso. Questo vale per tutti i libri sotto copyright il cui autore/editore non abbia rilasciato il permesso di visualizzare una porzione maggiore di testo.

    Il terzo passo è l'impossibilità per lo stesso utente di visualizzare più di una percentuale fissa del testo del libro, indipendentemente dal numero delle ricerche compiute.

    Il quarto passo è stato quello di sospendere unilateralmente per alcuni mesi l'iniziativa per dare tempo ai detentori dei diritti di presentare una lista di opere che non desiderano vengano incorporate nell'indice.

    Il quinto passo è avere un link che mostra dove poter acquistare il libro che contiene i termini della ricerca.

    Il tutto è stato preparato e tessuto per mettere in difficoltà legale chiunque tenti di bloccare l'iniziativa, perché ogni singolo passaggio è pensato per non ledere i diritti legali di chi detiene il copyright, così come il processo nel suo insieme.

    Al contrario, ci sono argomenti per sostenere che il servizio di Google ha un effetto positivo per chi detiene i diritti (ogni opera può essere trovata e si trova sullo stesso piano delle altre) e positivo per la società nel suo complesso (tutta la conoscenza può essere localizzata e resa disponibile).

    Una dellepoche argomentazioni sostenute dall'opposizione è che l'iniziativa di Google porta l'onere dell'esclusione a carico di chi detiene il copyright, e che alcuni che detengono i diritti potrebbero non conoscere/elencare tutte le opere che sono di loro proprietà.
    L'argomento è, secondo la mia opinione, debolissimo.
    La legge sul (C) negli USA ha abolito la registrazione delle opere sotto diritto d'autore presso una autorità centrale (per accordi internazionali sottoscritti).
    Questo significa che nessuno, a parte il detentore dei diritti, può sapere che un'opera è sotto copyright o se è in pubblico dominio (se l'opera non è mai stata pubblicata, il copyright esiste, ma nessuno ne è a conoscenza a parte l'autore, ne può sapere quando scadrà).
    Se anche il proprietario dei diritti non sa se un'opera è sua oppure no, questo significa che l'opera, in pratica, non ha un proprietario. C'è un minimo di diligenza che ogni legge richiede per afermare un proprio diritto.
    Ammettere questo argomento sarebbe come permettere ad una persona di vietare a tutti di attraversare qualsiasi campo abbandonato perché potrebbe essere suo e lui avrebbe il diritto di impedirlo o di farsi pagare., ma non sa con sicurezza qual'è e se c'è.

    Contrastare la visione di uno "snippet" (un ritaglino) di una pagina di un libro indicherebbe che ci può essere un (C) anche sulle semplici frasi all'interno di un'opera più ampia; questo è contrario alla dottrina legale accettata fino ad ora (negli USA ma anche nel resto del mondo). L'opera deve essere originale (la maggior parte delle frasi non lo è), e non può essere una banale modifica di un'opera preesistente.
  • complimenti bella esposizione, ma forse sotto sotto ci potrebbe essere dell'altro.

    per esempio, se trovo liberamente, spaziando dal romanzo al saggio, tonnellate di roba da leggere, forse daro', a parita' di valore, la precedenza al gratuito rimandando l'acquisto del libro coperto da diritto d'autore ad una delle mie prossime vite.

    poi ci sarebbe da considerare che quanti intendono pilotare l'opinione pubblica usando i libri come gia' fanno con giornali e televisione si ritroverebbero una lancia spuntata.

    insomma a sembra che siano timori di questo genere a voler contrastare l'iniziativa di google.
    non+autenticato
  • Finalmente, una spiegazione esaustiva.

    Grazie!
    non+autenticato
  • Google Print non ripubblica i libri ma vuole solo renderli cercabili.

    Quando l'utente fa una ricerca su Google Print, possono succedere due cose:

    a) il libro individuato non è protetto da copyright oppure è protetto da copyright ma l'editore ha dato il consenso a divulgarlo. In tal caso Google Print mostra l'intera pagina del libro con evidenziati i termini cercati dall'utente. C'è anche un link al sito dell'editore che detiene i diritti sull'opera, così che l'editore possa guadagnare vendendo all'utente il libro individuato tramite Google Print.

    b) il libro individuato è protetto da copyright e l'editore non ha dato il consenso a divulgarlo. In tal caso Google Print *non* mostra l'intera pagina ma solo brevi estratti di testo dove appaiono i termini cercati. Gli estratti rientrano nel "fair use" di un'opera. C'è anche un link al sito dell'editore che detiene i diritti sull'opera, così che l'editore possa guadagnare vendendo all'utente il libro individuato tramite Google Print.

    Adesso bisogna capire solo se estratti di testo come quello che segue sono violazione del copyright o meno:

    http://googleblog.blogspot.com/uploaded_images/Lib...

    Deciderà il giudice.
    non+autenticato
  • E tutti si precipitano a mungere.

    E pensare che sarebbe stato sufficiente comperare un po' di azioni google quando valevano 3 volte meno...
    Terra2
    2332
  • ... quando google dovrà chiedere l'autorizzazione a Dante, Virgilio o Voltaire...

    "Presto Martin! Raggiungiamo le 88 miglia orarie! Grande Google!"
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > ... quando google dovrà chiedere l'autorizzazione
    > a Dante, Virgilio o Voltaire...

    Il diritto d'autore non vive in eterno.
    Troll Troll occhiolino Troll chiacchierone Troll occhi di fuori Troll di tutti i colori
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > ... quando google dovrà chiedere
    > l'autorizzazione
    > > a Dante, Virgilio o Voltaire...
    >
    > Il diritto d'autore non vive in eterno.
    > Troll Troll occhiolino Troll chiacchierone Troll occhi di fuori Troll di tutti i colori

    Lo sapevo, non si può neppure scherzare... In lacrime
    non+autenticato

  • > "Presto Martin! Raggiungiamo le 88 miglia orarie!
    > Grande Google!"

    Martin??? Arrabbiato
    Q88
    86
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