Un dito nell'orecchio e parli al cellulare

NTT DoCoMo propone un singolare anello/auricolare: per ascoltare basta ficcarsi un dito nell'orecchio

Tokyo - "Pronto? Aspetta un attimo, mi infilo il dito nell'orecchio". E' verosimile che presto, con una soluzione inventata dalla giapponese NTT DoCoMo, questa frase non suoni così grottesca. L'ultima proposta dell'azienda nipponica, presentata al salone della tecnologia Ceatec Japan 2005 di Makuhari , si chiama "Yubi-Wa" un aggeggio presentato come il primo congegno telefonico "indossabile" al mondo, sebbene sia una novità a metà in quanto la stessa DoCoMo aveva presentato quasi due anni fa un progetto del tutto simile che allora però non conobbe fortuna.

Ma gli auricolari? Quisquilie, sembra rispondere NTT DoCoMo: il prototipo, mostrato con disinvoltura da una modella, permette all'utente di conversare guardando il display del telefonino grazie ad un apparecchio ricevente che si mette al dito come un anello, infilando poi il dito stesso nell'orecchio.

La presentazione DoCoMoLa società spiega che il funzionamento è possibile utilizzando le ossa del dito come conduttore, ma c'è da scommettere che la ricezione migliora avendo l'accortezza di pulire accuratamente le orecchie e mantenere le unghie cortissime.
Non si tratta, in definitiva, di un accessorio che permette di avere le mani libere, come auricolari o vivavoce, durante una conversazione telefonica: almeno una è infatti impegnata a supportare Yubi-Wa (=anello), che è comunque un apparecchio ricevente a strettissimo contatto con l'orecchio.
Esattamente come un telefonino normalmente accostato al capo. Anzi, di più.

Dario Bonacina
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