I telefonini diventano bi-processore

I cellulari evolveranno allo stadio di mostri a due processori, una specie vicina ai desktop. Lo promettono due produttori giapponesi

Tokyo (Giappone) - Due grossi produttori di telefoni cellulari, NEC e Matsushita, hanno deciso che, anche nei telefonini, due è meglio di uno. E così, a partire dalla fine del prossimo anno, le due firme introdurranno sul mercato alcuni modelli di cellulari per reti di terza generazione in grado di avvalersi della potenza di calcolo di due processori.

I due produttori ritengono che una piattaforma mobile bi-processore possa soddisfare le nuove esigenze degli smart phone in termini di potenza di calcolo e, nell'ugual tempo, tagliare il costo di produzione.

Con i telefoni cellulari di terza generazione - sempre che abbia senso chiamare ancora con questo nome dispositivi di potenza pari ad un PC di pochi anni fa - sarà possibile, secondo NEC e Matsushita, fare videoconferenze, riprodurre video full-motion e far girare giochi di qualità simile a quella di una console della precedente generazione.
Le due case giapponesi hanno mostrato una prima versione della loro architettura bi-processore in cui una CPU è dedicata a gestire le comunicazioni ed una seconda a far girare le applicazioni utente. In futuro NEC e Matsushita contano di rilasciare una seconda versione di questa architettura in cui le due CPU sono in grado di svolgere entrambi i compiti in contemporanea attraverso una sorta di bilanciamento del carico di lavoro fra i due chip.
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