Le origini della fibra ottica in un Nobel

Premiati gli scienziati che hanno posto alcune fondamenta di strumenti e tecnologie che hanno cambiato il Mondo. Un riconoscimento che arriva non certo tempestivo

Stoccolma - Miliardi di pacchetti dati corrono da un lato all'altro della terra tutti i giorni, una possibilità data anche dall'uso sempre più esteso della fibra ottica, capace di trasformare il Mondo evolvendo le opportunità della comunicazione. Ora alcuni dei pionieri di questa tecnologia, gli scienziati che hanno gettato le basi per queste infrastrutture e altre tecnologie dal sapore rivoluzionario, sono stati premiati con il più importante dei riconoscimenti: il Nobel.

La Royal Swedish Academy of Sciences ha infatti annunciato che il Nobel per la Fisica è stato assegnato a tre scienziati, due americani ed uno tedesco.

Roy Glauber della Harvard University riceverà 1,28 milioni di dollari per aver completato gli studi inerenti alla sua scoperta del 1963, quando riuscì ad applicare le teorie quantiche sul campo elettromagnetico: un passo fondamentale per comprendere le meccaniche della luce. L'Ottica Quantica spiega come le singole particelle di luce, o fotoni, si combinino per creare fasci di luce convergenti o divergenti. Questa teoria ha permesso l'avanzamento degli studi nel settore laser e delle fibre ottiche, che poi hanno avuto applicazione nella realizzazione, ad esempio, dei normali lettori CD e, in futuro forse, nell'implementazione dei computer quantici.
John Hall della JILA e Theodor Hansch della Ludwig-Maximilian University di Monaco sono entrati nell'albo d'oro dei Nobel per le loro scoperte riguardanti l'ottica, in particolare per aver individuato tecniche innovative di misurazione precisa, sfruttando le peculiarità del laser e le teorie di ottica quantica. In pratica si tratterebbe di una delle tante possibili applicazioni della scoperta di Glauber. Grazie ad una tecnica denominata "frequency comb" sarà possibile realizzare, ad esempio, orologi sempre più accurati o tecnologie satellitari con margini di errore più bassi.

"Il premio andrà a questi colleghi in riconoscimento del lavoro svolto sulle ottiche quantiche, ma ad essere onesto sono piuttosto sorpreso dato che sono passati tanti anni dalla presentazione della prima teoria di Glauber", ha dichiarato il fisico John Klauder co-auotre del testo sulle ottiche quantiche. Glauber deve ringraziare una sua vecchia passione: l'astronomia. Quando nel 1956 Robert Hanbury Brown e Richard Twiss scoprirono che la luce delle stelle si comportava diversamente da quanto le teorie comuni affermavano, Glauber decise di indagare. I fotoni, infatti, invece di essere rilevati a caso, venivano individuati a gruppi. Questi raggruppamenti richiedevano una teoria quantica della luce, che avrebbe permesso di comprendere i modelli di interferenza fra i fotoni.

Il 10 dicembre a Stoccolma avverrà la premiazione ufficiale: il re Carl Gustaf di Svezia presiederà l'evento.

Dario d'Elia
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