Il Ministero vuole gratuita l'assistenza TRE

Adusbef e Federconsumatori rendono nota la richiesta del ministro delle Comunicazioni di rendere libero l'accesso al Customer Care

Roma - Informazioni sugli abbonati, a pagamento. Attivazioni a pagamento. Customer care a pagamento. Come, anche questo a pagamento? Sì, almeno per quanto riguarda gli utenti di TRE, come ben sanno i lettori di Punto Informatico. Ma far pagare il Customer Care non piace al Ministero delle Comunicazioni.

Il Ministero infatti, su invito di Federconsumatori e Adusbef, ha chiesto a TRE di rendere immediatamente l'accesso al suo servizio di customer care "libero da qualsiasi onere per il chiamante, adeguandosi con effetto immediato a quanto previsto in materia". Non sembrano dunque aver presa le argomentazioni del carrier esposte proprio su queste pagine lo scorso maggio.

Nella segnalazione che le associazioni dei consumatori avevano trasmesso nei mesi scorsi al Ministero si legge come TRE fornirebbe un "servizio di assistenza clienti a pagamento attraverso il n. 133, discriminando i propri utenti in maniera arbitraria ed esigendo tale pagamento solo dai clienti di servizi prepagati o ricaricabili, esentando i più remunerativi abbonati da tale inaccettabile quanto illegittimo balzello".
Una condotta giudicata contraria alla delibera n. 9/03/CIR dell'Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni relativa al "Piano di numerazione nel settore delle telecomunicazioni e disciplina attuativa", che all'art. 15 stabilisce che il codice dl assistenza clienti (customer care) deve consentire al clienti di un operatore di accedere senza oneri allo sportello di assistenza dell'operatore.

Dario Bonacina
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