Splash Pad ricarica l'iPod senza filo

Basta appoggiare cellulari o lettori MP3 sul pad plastico per effettuare la ricarica della batteria. Entro il prossimo anno sul mercato

Tokyo - All'ultimo Ceatec di Tokyo un'azienda anglosassone ha mostrato alla stampa un sistema piuttosto curioso per alimentare dispositivi portatili. Splashpower ha sviluppato infatti un nuovo apparato di ricarica con tecnologia wireless, che sfrutta l'induzione elettromagnetica, tecnologia sempre più in voga tra i produttori di accessori e dispositivi mobili.

"In pratica si crea un campo magnetico che scorre parallelamente alla superficie di un pad (Splash Pad), dove viene appoggiato un cellulare o un gadget, in modo che la bobina ricevente - integrata - possa captare facilmente la carica", ha spiegato Lily Cheng, CEO della società.

Ogni dispositivo portatile è potenzialmente compatibile, a patto che integri una speciale bobina ricevente. Questa volendo può essere facilmente inserita all'interno, durante la fase produttiva, o collegata esternamente tramite un adapter. Splashpower, per ora, ha mostrato un Apple iPod con unità esterna e un cellulare Nokia con il ricevitore integrato nell'hardware. Entrambi potevano essere ricaricati sui due prototipi di Splash Pad: uno più grande in grado di ospitare più oggetti; ed un altro in versione "mini" per singoli cellulari.
Il ricaricagiochinoOgni ricevitore, inoltre, è dotato di un regolatore che permette di variare la quantità di energia da fornire alla batteria. In questo modo con un unico grande pad si possono alimentare dispositivi con esigenze diverse.

L'azienda anglosassone è sicura del successo di questa particolare tecnologia. Le sue peculiarità, infatti, potrebbero destare l'interesse del comparto automotive, alberghiero e anche home consumer. Secondo Michiaki Tsurumi, alto dirigente di Splashpower nonché ex presidente di operazioni presso Sony Europe, l'unico problema sarebbe legato alla compatibilità dei dispositivi portatili in commercio: tutti hanno bisogno di un ricevitore integrato o di un accessorio esterno. "I produttori integrerebbero i ricevitori nei cellulari se i pad fossero già presenti sul mercato, ma questo non è possibile perché le catene alberghiere, ad esempio, aspettano terminali compatibili", ha dichiarato Tsurumi.

Dalla metà del prossimo anno saranno commercializzati in Europa i primi pad e adapters, con costi rispettivamente compresi fra i 200 e 30 dollari, a seconda delle dimensioni, e 15/20 dollari a seconda del dispositivo.

Dario d'Elia
33 Commenti alla Notizia Splash Pad ricarica l'iPod senza filo
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  • ma sono l'unico che si preoccupa della propria salute? gia' mi da fastidio girare con un cellulare, figuriamoci avere una wlan in casa o robe del genere...per carita'...
    non+autenticato

  • e tu semplicemente NON girare con il cellulare in tasca, non comprarti un access point wireless e non comprarti nemmeno questo prodotto quando esce....

    Non vedo dove sia il problema... fintanto che ci si lamenta delle tante antenne di telefonia sparse dappertutto ok, ma seun oggetto ti dà fastidioc he emetta troppe, secondo te, radiazoni, NON comprarle...

    -_-;;;


    Leo_V
    non+autenticato
  • infatti il telefono e' acceso quelle 2 ore al giorno che mi *serve*, pero' girando per uffici di wlan ne trovi, girando per bar trovi tanti telefoni del tavolo vicino, girando ovunque ci sono ripetitori...

    sta cosa mi da fastidioTriste
    non+autenticato
  • ho letto castronerie belle e buone su questi thread, una quello che l'induzione e' meno efficiente del cavo, sbagliato, il cavo soffre del primo problema cioe' quello della resistenza e della trasformazione del lavoro in calore.
    dato che il connettore e' sempre a 1 o 2 metri dal trasformatore questo e' un grave problema.
    se proprio dobbiamo smontare la cosa, usiamo le giuste strade: uno, gli induttori risentono dei campi magnetici vicini, infatti un magnete posto vicino ad un sistema ad induzione cambia polarita', o interrompe la trasmissione di corrente; Due, la stabilita' di carica, gli induttori risentono dei cambiamenti di intensita' e di differenza di potenziali piu' degli altri componenti elettronici.
    Basta dire storie tipo, ah non si carica, arriva poca corrente, l'induzione e' si funzione della distanza, ma non tanto da incidere sulla carica.
    non+autenticato
  • i cellulari motorola funzionano ad induzione da una vita, tutti i trasformatori di corrente funzionano ad induzione.
    e' una vita che usiamo la tecnologia ad induzione per trasportare corrente , e' l'unico modo per avere un rendimento vicino al 99% , basta dire fesserie con il fatto della salute ecc. smettiamola di parlare senza conoscere un minimo, e dico minimo, di fisica elementare.
    l'induzione e' la stessa cosa che ci permette di vedere la televisione, raderci la barba, accendere il computer, in un sistema schermato, alias gabbia di faraday, tutte le correnti parassite presenti dagli induttori vengono catturate, poi strasportare 7 volt alla intensita' di 1 ampere, non credo che ti possano fare venire un cancro, non piu' di quanto te lo possa fare venire trovarti all'aperto durante un temporale.
    non+autenticato
  • Un cancro??
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Un cancro??

    Preferisci "un tumore"?
    non+autenticato
  • Leggo Punto Informatico fin dalle sue prime pubblicazioni e dispongo di una connessione ad internet fin dal 1992; confrontando a memoria i primi articoli con i più recenti ho l'impressione che si sia giunti all'incapacità di affrontare qualsiasi contenuto specialistico.

    La mia non vuole essere una critica a Punto Informatico, quanto una riflessione generale poiché a mio avviso lo scadimento riguarda la maggior parte dell'informazione reperibile on-line.

    Il principio tecnologico a cui si fa' indirettamente riferimento nell'articolo è lo stesso utilizzato nei trasformatori di disaccopiamento utilizzati nella rete di distribuzione dell'energia elettrica.

    Vien dunque da pensare che non vi sia alcuna innovazione tecnologica.

    Semmai il sistema proposto per la natura delle superfici e la distanza tra l'avvolgimento primario e il secondario avrà un'efficienza inferiore.

    Infine l'utilizzo del termine "wireless" rende manifesta la natura pubblicitaria dell'informazione che punta all'uso delle cosidette "buzzword" come richiamo.

    Se utilizzassimo la nostra lingua negli articoli, certe fesserie farebbero sorridere, ma renderebbero ancor più manifesta l'improvvisazione di chi scrive; infatti l'autore dell'articolo sembra non sapere che gli avvolgimenti testé citati non son altro che lunghi e sottili fili di rame.

    Non si tratta di dispositivi senza filo solo per l'assenza di una interconnessione elettrica e non si tratta neppure di una novità, essendo tale tecnica già utilizzata prorio per ricaricare dispositivi a basso consumo che devono essere immersi nei liquidi, come numerose apparecchiature medicali e gli spazzolini elettrici.

    Non si tratta solo della manifesta improvvisazione dell'autore ma di un problema assai diffuso a cui deve essere posto un rimedio. Il livello medio di conoscenze tecnologiche in Italia è da terzo mondo.
    non+autenticato
  • Quoto, sono dello stesso avviso.
    Io li chiamo politiche dei punti esclamativi.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Quoto, sono dello stesso avviso.
    > Io li chiamo politiche dei punti esclamativi.

    Mi piace questa definizione!

    *scrib*
  • - Scritto da: Anonimo
    > Leggo Punto Informatico fin dalle sue prime
    > pubblicazioni e dispongo di una connessione ad
    > internet fin dal 1992; confrontando a memoria i
    > primi articoli con i più recenti ho l'impressione
    > che si sia giunti all'incapacità di affrontare
    > qualsiasi contenuto specialistico.

    Io penso che PI oggi sia letto da molte piu' persone, e non sono piu' solo smanettoni, tecnici ed ingegneri, ma anche chi e' genuinamente interessato a capire "dove si sta andando" in termini tecnologici. Questo e' il risultato di una linea editoriale che dedica piu' spazio all'impatto delle tecnologie che alle tecnologie stesse (delle quali peraltro si parla parecchio).


    > poiché a mio avviso lo scadimento riguarda la
    > maggior parte dell'informazione reperibile
    > on-line.

    Eppure se guardi a PI dell'ultimo anno c'e' stato un grosso balzo in avanti in termini di qualita' (inchieste, interviste, contenuti originali ec.) oltreche' di quantita'. Basta leggersi i vecchi sommari in newsletter e quelli di quest'anno per rendersene conto. Te lo dico perche' l'ho fatto e ho seguito PI fin da quando e' nato, so di cosa parloOcchiolino Pero' e' vero che e' cambiato, perche' un tempo era una pubblicazione strettamente tecnica, oggi non piu'. Ma perche' non lo vuole essere, e questo perche' le urgenze da noi avvertite sono altre (per sintetizzare al massimo: "ok questa e' la tecnologia ma con questa cosa cosa ci facciamo, e perche'?")

    > Vien dunque da pensare che non vi sia alcuna
    > innovazione tecnologica.

    Si mi pare che nell'articolo si dica appunto come questo mezzo "sia sempre piu' in voga" con link ad articoli precedenti che ne parlano. Il fatto che non sia "innovazione" in senso stretto non credo che la rende una non-notizia (ovvimente e' una opinione personalissima).

    > Infine l'utilizzo del termine "wireless" rende
    > manifesta la natura pubblicitaria
    > dell'informazione che punta all'uso delle
    > cosidette "buzzword" come richiamo.

    Umm questo lo capisco meno, piu' che altro perche' proprio di sistema wireless si tratta, con tutto il suo fascino (che credo su un utente iPod, per punzecchiareOcchiolino, non sia secondario).

    > lunghi e sottili fili di rame.

    No, credo tutto stia nel fatto che tu vedi la cosa sotto il profilo ingengeristico mentre chi ha scritto l'articolo ha pensato all'uso.


    > Il livello medio di conoscenze tecnologiche in
    > Italia è da terzo mondo.

    Non sono d'accordissimo, molto ci sarebbe da scrivere, ma PI non e' una rivista scientifica, e' un quotidiano di informazione su argomenti che hanno una stretta attinenza tecnologica. Volendo tirare le somme la tua critica mi sembra non tenere presente la natura di questo giornale e il suo pubblico.

    Un saluto, grazie per la civilissima critica (cosi' rara e cosi' preziosa)

    ciao!!
    Paolo



    ==================================
    Modificato dall'autore il 12/10/2005 11.04.09
  • in effetti un post così serio e garbato non lo vedevo da anni....complimenti all'autore...fossero tutti così (compreso me)...
    non+autenticato

  • - Scritto da: PDA
    > Questo e' il risultato di
    > una linea editoriale che dedica piu' spazio
    > all'impatto delle tecnologie che alle tecnologie
    > stesse (delle quali peraltro si parla parecchio).

    Credo che la critica fosse appunto su questo: un minimo di approfondimento sulle tecnologie a sostegno degli articoli non guasterebbe. Lo so che e' difficile essere divulgativi e tecnici allo stesso tempo, pero' cercare di esserlo il piu' possibile sarebbe meglio.

    > > poiché a mio avviso lo scadimento riguarda la
    > > maggior parte dell'informazione reperibile
    > > on-line.
    >
    > Eppure se guardi a PI dell'ultimo anno c'e' stato
    > un grosso balzo in avanti in termini di qualita'
    > (inchieste, interviste, contenuti originali ec.)
    > oltreche' di quantita'.

    Se devo essere sincero non mi e' sembrato di vedere questo "grosso" balzo avanti rispetto all'anno scorso, ma questa e' una mia impressione.

    > Basta leggersi i vecchi
    > sommari in newsletter e quelli di quest'anno per
    > rendersene conto. Te lo dico perche' l'ho fatto e
    > ho seguito PI fin da quando e' nato, so di cosa
    > parloOcchiolino. Pero' e' vero che e' cambiato, perche'
    > un tempo era una pubblicazione strettamente
    > tecnica, oggi non piu'.

    Forse era proprio questa la critica, forse si e' passati da un estremo all'altro.

    > Ma perche' non lo vuole
    > essere, e questo perche' le urgenze da noi
    > avvertite sono altre (per sintetizzare al
    > massimo: "ok questa e' la tecnologia ma con
    > questa cosa cosa ci facciamo, e perche'?")

    Anche io leggo gli articoli, ma se lo scopo vuole essere questo, non mi pare che si sia raggiunto.

    > > Vien dunque da pensare che non vi sia alcuna
    > > innovazione tecnologica.
    >
    > Si mi pare che nell'articolo si dica appunto come
    > questo mezzo "sia sempre piu' in voga" con link
    > ad articoli precedenti che ne parlano. Il fatto
    > che non sia "innovazione" in senso stretto non
    > credo che la rende una non-notizia (ovvimente e'
    > una opinione personalissima).

    Non la rende neanche una notiza cosi' eccezionale da giustificare i toni un po' senzazionalistici dell'articolo.

    > > Infine l'utilizzo del termine "wireless" rende
    > > manifesta la natura pubblicitaria
    > > dell'informazione che punta all'uso delle
    > > cosidette "buzzword" come richiamo.
    >
    > Umm questo lo capisco meno, piu' che altro
    > perche' proprio di sistema wireless si tratta,
    > con tutto il suo fascino (che credo su un utente
    > iPod, per punzecchiareOcchiolino, non sia secondario).

    La critica e' che nell'articolo si usa "wireless" quasi al solo scopo di a richiamare tecnologie in voga e attirare attenzione. Non penso che il mio spazzolino elettrico si possa definire un "dispositivo wireless" solo perche' lo ricarico "senza fili".

    > > Il livello medio di conoscenze tecnologiche in
    > > Italia è da terzo mondo.
    >
    > Non sono d'accordissimo, molto ci sarebbe da
    > scrivere, ma PI non e' una rivista scientifica,
    > e' un quotidiano di informazione su argomenti che
    > hanno una stretta attinenza tecnologica.

    > Volendo
    > tirare le somme la tua critica mi sembra non
    > tenere presente la natura di questo giornale e il
    > suo pubblico.

    Credo che il pubblico di punto-informatico sia della fascia "under-40" e forse pizzico di informazioni tecniche piu' accurate non guasterebbe. Non e' obbligatorio che siano complete ed esaustive, ma almeno accurate.
    non+autenticato
  • poco usata per gli evidenti problemi, non l' ultimo dei quali è l' insorgere di forti campi elettromagnetici locali.

    non+autenticato
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