Posta elettronica e luogo di lavoro

Il Centro Servizi Legali interviene su una questione che ha soluzioni diverse nel mondo. In Italia esiste il diritto alla privacy sul luogo di lavoro?

Nel rapporto di lavoro subordinato, il datore di lavoro mette a disposizione i mezzi perchè il prestatore d?opera possa proficuamente svolgere le proprie mansioni.

Questi attrezzi di lavoro vanno dalla scalpello alla workstation.

Così il dipendente può avere a proprio disposizione un computer con una E- mail personale. Personale fino a quanto?
Un tecnico di informatica potrebbe serenamente risponderci che messaggi inviati da postazioni lavorative collegate ad un server, rimangono registrati in quest?ultimo, a prescindere dall?utilizzo di fantasiose password. Quindi, il datore di lavoro, potrebbe, tecnicamente, entrare e leggere la posta elettronica del dipendente.

La domanda che a questo punto può angosciare l?imprevidente dipendente è se sia lecita l?ingerenza del datore di lavoro.

Gli esempi d?Oltreoceano non sono confortanti
Per i giudici statunitensi, il datore di lavoro ha tutto il diritto di frugare nella corrispondenza del dipendente, in ossequio dell?interesse aziendale di controllare i messaggi inviati dal posto di lavoro.

Per l?esempio nazionale occorre svolgere alcune riflessioni.
Infatti, al dipendente è affidato in uso uno strumento aziendale, finalizzato allo svolgimento delle mansioni sue proprie, nell?interesse del datore di lavoro e non a fini personali.

Di contro la segretezza della corrispondenza del dipendende sembra essere un diritto primario, garantito e prevalente.

Ammettere la legittimità del controllo sulla corrispondenza privata (ancorché elettronica) del dipendente equivarrebbe a legittimare il datore di lavoro ad entrare nella vita privata del proprio impiegato.

Non bisogna dimenticare che via E-mail possono essere inviati (o ricevuti) messaggi che rivelino le opinioni politiche, sindacali, religiose del dipendente.

Questo potrebbe, in ultima battuta, essere discriminato, all?interno del luogo di lavoro, per le proprie confessioni religiose, opinioni politiche od appartenenza ad una organizzazione sindacale.
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