Roma, P2P ancora nel mirino

Il Governo avrebbe bloccato la commissione che stava ridisegnando alcune norme del diritto d'autore intese ad impedire che gli utenti che condividono file possano essere perseguiti in automatico. La denuncia di ALCEI

Roma, P2P ancora nel mirinoRoma - C'era una volta la Legge Urbani e c'era, più recentemente, una commissione presso il ministero dei Beni culturali che tentava di ridisegnare gli aspetti più controversi delle leggi sul diritto d'autore. Ora quella Commissione è saltata.

In ballo non ci sono quisquilie. Basti pensare che le misure previste da un testo di legge in preparazione presso la Commissione avrebbero impedito che un utente che condivide musica o film sia perseguito d'ufficio (individuazione dell'IP da parte delle forze dell'ordine, eventuale sequestro e, solo successivamente, come previsto "in casi di urgenza", approvazione da parte del Pubblico ministero). La Commissione infatti puntava a rendere obbligatoria una querela di parte, fatto che avrebbe costretto le major a denunciare le singole violazioni. Per capire l'importanza del fatto basti pensare che per alcuni reati, come quello di lesioni gravi o falso in bilancio, la querela è prevista.

A decidere che la Commissione non potrà seguire questa strada sarebbe stata la Presidenza del Consiglio, che avrebbe liquidato i lavori fin qui svolti da quell'organismo con un fax. Nel fax si affermerebbe che quella misura sarebbe contraria alle tendenze internazionali e nazionali e che, in ogni caso, la Commissione non può predisporre testi normativi sulla materia, dovendosi invece limitare a mere indicazioni di carattere generale.
Dietro a questa operazione, la storica associazione italiana per le libertà digitali ALCEI, che avrebbe dovuto essere sentita dalla Commissione, ci legge le pressioni delle major sull'Esecutivo perché venga mantenuto l'attuale status normativo, assai pesante per gli utenti.

In una nota diffusa ieri sera, ALCEI afferma che "con giustificazioni formali palesemente non accettabili, la presidenza del Consiglio dei ministri pone fine al tentativo di dare un volto umano alla legge sul diritto d'autore".

Secondo ALCEI, dal 1992 ad oggi le normative sul diritto d'autore, dettagliate punto per punto dall'Associazione, sono state "sistematicamente modificate" sulla base delle "indicazioni repressive di un ben identificato gruppo di imprese", vale a dire le "major dell'audiovisivo e del software". In questo modo sarebbe stato messo a punto un quadro legislativo "liberticida" che nulla a che vedere "con la tutela degli autori e molto con la protezione di grossi interessi privati".

La stessa ALCEI si era fatta promotrice di proposte tese ad introdurre la "querela di parte" come obbligatoria nei casi di duplicazione abusiva affinché fosse evitata "l'attivazione automatica della magistratura, come se si trattasse di attività criminali, anche in casi di minima entità".

"Ma - continua ALCEI - si apprende improvvisamente il 12 ottobre dal quotidiano Italia Oggi che la presidenza del consiglio dei ministri, nella persona del segretario generale Mauro Masi, ha imposto di bloccare i lavori del Comitato sul tema della riforma della legge, rendendo così di fatto impossibile ad ALCEI - e a tutti gli altri soggetti che il Comitato aveva intenzione di ascoltare - di esprimere il proprio pensiero".

Se la modifica alle normative attuali fosse passata, spiega ALCEI, si sarebbe "evitato di ingolfare i tribunali di processi per fatti praticamente innocui e posto fine alla inaccettabile distrazione della polizia giudiziaria dalla repressione dei reati veri".

"Oltre alla serietà di merito della questione - conclude l'Associazione - ci pare inoltre molto grave che di fronte a una posizione istituzionale - quella del presidente della Commissione - che per la prima volta cerca di dare un volto più umano a una legge inutilmente e ingiustamente draconiana, il potere politico reagisca in modo così barbaro e violento eliminando anche la semplice possibilità del confronto con le parti sociali, evidenziando la chiara volontà di proseguire su un percorso totalmente asservito agli interessi di poche imprese private".
235 Commenti alla Notizia Roma, P2P ancora nel mirino
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  • Depenalizzato, poi se scarichi musica da internet o metti la colza nel motore, vai in galera.
    Elezioni già straperse!
    non+autenticato
  • ...l'onestà, la compassione, il senso di guistizia?
    Come faremo mai a lasciargli un paese davvero migliore?
    Sono stufo di votare ad ogni elezioni il "meno peggio", sono stufo di quei quattro ladri che pensano solo ai loro interessi. Vogliono che la gente la smetta di scaricare roba da internet? Cha abbassino i prezzi, che decidano di guadagnare qualche miliardo in meno delle migliaia che già hanno, che decidano di diventare LORO persone oneste prima! Ma soprattutto che la finiscano di farsi ODIARE dal popolo italiano. Ho paura che chi si scarica l'ultimo film o l'ultimo cd da internet lo faccia per puro menefreghismo nei confronti di chi per fare quel prodotto ci ha onestamente lavorato. E' facile fare click e tirarsi giù una trilogia completa che ha richiesto anni di lavoro! Ma credo che la gente lo faccia per tre motivi: il primo è che qualsiasi cosa oggi costa troppo, dal cinema alla musica, dalla benzina, alla spesa al supermercato e se si ha la possibilità di avere tutto *gratis* la gente ne approfitta. Secondo: la gente non ha la coscenza per dire di no. Vede i ricconi che hanno tutto con l'inganno e la bugia e decide che un piccolo furtarello elettronico di tanto in tanto possa "pareggiare i conti" col "sistema". Terzo: la gente è stanca. Stanca di essere sottomessa e sfruttata. Stanca di sentire leggi in favore dei soliti noti e di essere messa all'ultimo posto. Sempre. Dalla destra e dalla sinistra. La politica in Italia non esiste. La politica è un invenzione per tenerci buoni. Si vota, poi ci si pente, poi si rivota, poi si spera che il paese vada meglio ed ogni volta siamo insoddisfatti e loro ingrassano. Perchè? Ma è ovvio, siamo in mano altrui che di noi fa ciò che vuole. Perchè sennò tanto interesse per queste nuove tecnologie che creano scappatoie per uscire dalle loro grinfie? Perchè bloccare con così tanto interesse ciò che mette nella condizione i cittadini di scambiare, condividere, unirsi?
    Perchè di questo hanno una paura folle.
  • Semplice... prenderai i tuoi figli e farai vedere loro quel video dove chiaramente viene spiegato: smetti di scaricare e comincia a rubare seriamente
    non+autenticato
  • di far ottenere un botto di voti a chi cancella per sempre lo SCHIFO di leggi URBANI e BIAGI (che ha combinato un sacco di guai, altro che posti in più di lavoro!!!!), ed altre leggi "ad personam" di sto SCHIFO di governo, naturalmente con ACCETTAZIONE PER ISCRITTO delle condizioni????
    Per me pur di VINCERE LE ELEZIONI qualcuno accetta!!!!
    Ficoso
    non+autenticato
  • Il problema è che siamo in mano a cretini di assurda incapacità!

    O destra o sinistra c'è poc da fare.....Triste

    Concordo pure sulla legge Biagi...che però mi sembra si partita da più lontano, cioè dalla precedente legislatura: In ogni caso davvero un bruttissima legge....e lo dico da giovane semi- -disoccupato....con tanto di Diploma e specializzazioni varie!!! (ma anche con la Laurea...non ci si fa granchè!)
    non+autenticato
  • http://punto-informatico.it/forum/pol.asp?mid=1162...

    Proprio non ho capito il perchè di un voto negativo a quel thread, ho solamente chiesto se nel programma dei candidati alle Primarie si parlasse di Internet..

    Liberi di votare negativamente, però toglietemi questa curiosità, grazie! A bocca aperta

    [ho una mia teoria, poi semmai la espongo Anonimo ]
    non+autenticato
  • Evidentemente a qualcuno dà fastidio...
    non+autenticato
  • Penso che la soluzione migliore sia strafottersene completamente!
    Anzi, apriamo una nuova socetà no-profit il cui scopi sono:
    scaricare, e scaricare tutto tuttissimo, anche quello di cui non ce ne frega assolutamente nulla.
    Cercare di portare all'interno dei p2p e della stessa socetà quante più persone possibili, tutti in contatto!
    A quel punto, appena c'è il primo denunciato ( in qualche parte d'italia ), tutti ma proprio tutti corriamo da lui e ci autodenunciamo! ( ma si dai, 1000 e passa iscritti tutti in filaA bocca aperta )
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    Io mi devo denunciar! No io! C'ero prima io strunz! Io mi voglio denunciare 2 volte! Io una in più di te!
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    Chi apre un bel sito con le iscrizioni?Occhiolino
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