Hitachi legge le vene delle dita

L'azienda giapponese, dopo otto anni di studi, lancerà nel 2006 i primi sistemi di sicurezza che analizzano le vene delle dita. Biometria avanti tutta

Tokyo - Hitachi ha sviluppato una nuova soluzione tecnologica per l'identificazione biometrica. Un sistema che potrebbe dare un impulso al comparto grazie all'adozione di un sensore a raggi infrarossi in grado di leggere - e riconoscere - le vene delle dita. "Le impronte digitali e la foto dell'iride sono più facilmente ottenibili e riproducibili dagli specialisti della truffa. Ottenere, invece, un'analisi completa delle vene di un dito è decisamente più complicato", ha dichiarato Atsushi Konno, portavoce Hitachi.

Le previsioni per il Gruppo giapponese sono di raggiungere nei prossimi 4 anni un fatturato di circa 100 miliardi di yen (900 milioni di dollari). Il lancio ufficiale dei nuovi sistemi avverrà nell'aprile del 2006. L'integrazione hardware è già possibile con sistemi di controllo per le aperture delle porte e non si esclude un suo utilizzo nel settore bancario, magari per i bancomat di nuova generazione.

Nei prossimi mesi, inoltre, saranno realizzati nuovi centri specializzati in questa tecnologia: sicuramente nel Nord America, Europa, Cina e Asia. Il "riconoscimento" delle vene potrebbe sembrare una soluzione curiosa, ma in verità ha richiesto almeno otto anni di investimenti da parte di Hitachi: l'azienda si vanta di disporre del più alto numero di brevetti in questo campo.

Una strategia alternativa che si affianca alla scansione delle impronte, dell'iride e del volto, elementi chiave per il futuro passaporto biometrico e per una quantità di altri progetti. Ma senza guardare troppo al futuro si possono citare applicazioni già dilaganti, come quelle adottate nel trasporto aereo in Gran Bretagna o Germania.
Dario d'Elia
TAG: biometria
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