IBM virtualizza il backup su nastro

Il gigante di Armonk presenta nuove tecnologie per la virtualizzazione, tra cui un software per il backup su disco capace di simulare la scrittura su nastro e nuovi sistemi per la gestione di micropartizioni e macchine virtuali

Armonk (USA) - Sull'onda del successo delle tecnologie di virtualizzazione, di cui IBM è pioniera, il colosso di Armonk ha presentato nuovi prodotti che consentono alle aziende di virtualizzare un maggior numero di risorse: tra queste risorse ci sono anche i nastri per il backup.

Il Virtualization Engine TS7510 è una soluzione che, in accoppiata con un server rack Unix e una batteria di hard disk (per un massimo di 46 terabyte di spazio), consente agli utenti di effettuare il backup dei propri dati su disco con le stesse modalità e lo stesso formato utilizzato dai sistemi a nastro.

"Un'infrastruttura integrata di dischi e nastri aiuta i clienti a ridurre i tempi di backup e ripristino dei dati, aumentando l'utilizzo e la condivisione di risorse a nastro reali", ha affermato IBM.
Tra le altre società a fornire soluzioni per la virtualizzazione dei nastri vi sono Network Appliance e Sepaton: la prima è una partner della stessa IBM, mentre la seconda è un fornitore di HP.

IBM ha anche presentato due nuovi software per la gestione di sistema: una console di virtualizzazione per i server Unix e Director 5.10. Il primo tool, che ha recentemente debuttato sul mercato insieme ai nuovi server con processori Power5+, include l'Integrated Virtualization Manager (IVM) e consente di utilizzare un'interfaccia web-based per gestire e creare "micropartizioni" per l'installazione dei sistemi operativi AIX 5L e Linux.

La nuova versione di Director, che sarà disponibile per il download da parte di tutti i clienti di server IBM xSeries e BladeCenter il 26 ottobre, è una suite integrata di strumenti per la gestione di sistema realizzata mediante un'unica interfaccia comune ai vari sistemi operativi: essa fornisce così un singolo punto per il controllo e l'automazione di ambienti IT complessi. Per la fine di ottobre, IBM prevede inoltre di annunciare la disponibilità di una versione di Director utilizzabile per monitorare e gestire qualunque hardware Intel-compatibile non prodotto da IBM.

Tra gli imminenti piani di IBM c'è il rilascio di una nuova versione del proprio software per la virtualizzazione storage, TotalStorage SAN Volume Controller (SVC), capace di supportare un numero di server fino a quattro volte superiore rispetto a quello della versione precedente e di gestire ambienti più estesi. All'orizzonte anche la nuova famiglia di switch KVM con Advanced Cabling Technology (ACT) che permette di gestire server in maniera virtuale.

Le nuove funzioni di virtualizzazione annunciate da IBM fanno parte della strategia del colosso per estendere la virtualizzazione su tutta la propria linea di sistemi.
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5 Commenti alla Notizia IBM virtualizza il backup su nastro
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  • Peccato che la tanto ecclatante funzione di backup su disco sia già stata presentata da veritas circa 4-5 mesi fa' .
    Attraverso il suo Backup Exec.

    ciao
    Berto
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Peccato che la tanto ecclatante funzione di
    > backup su disco sia già stata presentata da
    > veritas circa 4-5 mesi fa' .
    > Attraverso il suo Backup Exec.
    >
    > ciao
    > Berto

    Ma fa backup su disco trattandolo come un nastro (cosa che fa Brighstore che uso da 3 anni) o virtualizza un disco come un nastro come propone IBM (ovvero il sistema operativo vede un nastro e qualsiasi softwre che lavora su nastro lo può usare senza bisogno di patch o modifiche)
    Mi interessa perchè sarebbe l'deale per me
    ciao
  • Il backup su nastro non serve proprio per tenere i dati in un posto fisicamente diverso dai dischi fissi?

    Se lo faccio virtuale e poi succede un disastro, alla fine non ho niente in mano!

    Non ho capito.
  • - Scritto da: matcion
    > Il backup su nastro non serve proprio per tenere
    > i dati in un posto fisicamente diverso dai dischi
    > fissi?
    No, lo storage su nastro a questi livelli è (soprattutto) un modo per scaricare su di un supporto a minor costo per MB dei file di uso infrequente (es. dati storici da conservare).
    Al calare del costo/MB dei dischi cambiano le strategie, ma per non dover riscrivere tonnellate di istruzioni si "mascherano" i cambiamenti dietro una virtualizzazione (in pratica il task invia comandi "da nastro" e riceve risposte "da nastro").

    Comunque per mettere in sicurezza tutto il sistema ora si usano tecniche di sincronizzazione remota, anche su fibra ottica/banda larga, in modo che il contenuto del rack nastri sia duplicato nel sito remoto di backup.
    non+autenticato
  • > No, lo storage su nastro a questi livelli è
    > (soprattutto) un modo per scaricare su di un
    > supporto a minor costo per MB dei file di uso
    > infrequente (es. dati storici da conservare).
    > Al calare del costo/MB dei dischi cambiano le
    > strategie, ma per non dover riscrivere tonnellate
    > di istruzioni si "mascherano" i cambiamenti
    > dietro una virtualizzazione (in pratica il task
    > invia comandi "da nastro" e riceve risposte "da
    > nastro").


    sottoscrivo e aggiungo che solitamente si implementano diversi livelli di backup, ed il primo deve essere di veloce recupero e gestione.
    Nel mio caso per esempio ho questa struttura
    1st line backup giornaliero con ofa su nastro virtuale (non ibm... CA nel mio casi)
    2nd line backup giornaliero con ofa su nastro fisico con politica grandfather-father-son
    3nd line su linea ottica, settimanale su server remoto e su nastro, senza ofa con processi fermi.