Contrappunti/ Ma quale lavoro nell'ICT?

di Massimo Mantellini. Azzerano in un solo colpo occupazione senza orari e posti di lavoro con ping pong e giardini zen basati sulla capacità di adattamento ad obiettivi sempre imminenti, ricchi di complessità e di stimoli

Contrappunti/ Ma quale lavoro nell'ICT?Roma - E' come se fosse definitivamente terminata l'età dell'innocenza. Dopo un paio d'anni di eccessi adolescenziali ci accorgiamo che non esiste una nuova economia a tutto tondo, che le nuove professioni legate allo sviluppo della rete, con i loro neologismi dai significati complessi ma ugualmente e rapidamente inseriti nel gergo comune (e dal Cepu nell'elenco dei suoi corsi universitari) hanno perfino troppi punti in comune con altre vituperate e antiche modalità lavorative. Non è insomma tutto oro quello che luccica.

E così scendono in piazza, come tutti gli altri prima di loro in difesa dei loro diritti, anche i lavoratori della new economy: per primi danno inizio alle danze (in tutti i sensi e con grande intelligenza mediatica) i ragazzi di Virgilio, riscrivendo a modo loro, anche se con qualche riferimento d'oltreoceano, le dinamiche della lotta per il posto di lavoro. E dopo di loro o magari anche prima ma con assai minore copertura informativa, un ampio gruppo di realtà occupazionali della new economy si sfaldano: dall'azzeramento dei dipendenti di Interfree alle riduzioni di organico a Kataweb, dai guai di Blixer alla fine di Eday, dalle colorite proteste dei migliaia di dipendenti di Blu, alle drastiche riduzioni di organico annunciate in questi giorni dalla piccola Freedomland.

Dopo 18 mesi di emozionanti dissertazioni sociologiche sul nuovo lavoro, sulla sua dinamicità, sulla riconquistata centralità dell'individuo nella determinazione dei tempi e delle modalità del proprio impegno professionale (ma anche su una masochistica accettazione di una idea implicita di schiavitù che faceva molto new economy) ecco comparire i primi dietrofront, quasi dei "c'eravamo sbagliati" che azzerano in un solo colpo una retorica lavorativa fatta di occupazione senza più orari, di posti di lavoro con ping pong e giardini zen, di impegni senza contesti geografici fissi, basata sulla capacità di adattamento ad obiettivi sempre imminenti, ricchi di complessità e di stimoli.
Leggo (e non mi meraviglia) che in Germania 4 lavoratori della new economy su 5 cambierebbero oggi il loro lavoro con uno nella vecchia economia e che perfino due terzi dei manager migrerebbe volentieri verso professioni al di fuori delle dot.com. Non stupisce quindi che, parallelamente alla caduta di un mito (quello di un lavoro molto remunerativo flessibile e dinamico), si consolidino idee di copertura sindacale che sono tanto più giustificate quanto meno certa è la qualità del lavoro che l'azienda propone ai dipendenti. Che senso ha per esempio che Matrix metta in mobilità buona parte della sua forza lavoro se da tale decisione non discende alcuna possibilità di usufruire degli ammortizzatori sociali previsti dalla legge, poichè i ragazzi di Virgilio sono stati assunti in gran parte con il contratto di lavoro del Commercio e dei Servizi? Forse per recuperare i contributi versati che l'INPS, data la situazione, si è detta disposta a restituire? E per le possibili alternative a queste contestate e miopi scelte imprenditoriali da parte della dirigenza di Virgilio rimando a un ottimo articolo di Franco Carlini intitolato Virgilio 2.0.

Se invece si fosse voluto scavare anche solo un po' sotto la tonnellata di retorica che fino a ieri avvolgeva questi entusiasmi da nuovo lavoro, si sarebbero potute osservare, con qualche anticipo, anche in Italia, realtà davvero strane: società che capitalizzavano in borsa come la Fiat, che pagavano stipendi a poche decine di dipendenti, giovani disposti a turni di lavoro massacranti pur di fare parte dell'universo lavorativo del nuovo mondo, cullati da luoghi comuni potenti ancorchè mistificatori, riciclati in parte da una etica del lavoro molto anglosassone (e pochissimo italica) ed in parte amplificati dall'alone di magia e fascino che avvolge sempre la modernità che incombe sulle nostre vite.

Doveva quindi cambiare anche il nostro lavoro? Abitare una dimensione nuova, slegata da piccole e grandi burocrazie, cartellini marcatempo, scatti di anzianità automatici? Si voleva rispondere che sì, finalmente anche da noi poteva affermarsi una dimensione individuale e responsabile dell'impegno professionale, dove conti ciò che si fa e non da quanto tempo lo si fa, dove importi cosa si vuole e non più di chi si è figli o parenti? Tutto molto bello, a crederci; eppure sarebbe bastata un'occhiata ai cognomi dei giovani top manager di grandi aziende delle tecnologie e delle comunicazioni, o di piccole startup dal futuro fulgido, per potersi concedere qualche piccolo dubbio. Sarebbe bastato, quando tutti gridavano al miracolo del nuovo lavoro, leggere certi libri appena sfornati oltreoceano o navigare dentro siti web come Netslaves.com, magari dedicando qualche minuto alle pagine sul manuale di combattimento dei netslaves, per perdere qualche certezza sul fatto che tutto era semplice e chiaro.

Non è chiaro invece che fine abbiano fatto i 100.000 posti di lavoro mancanti per informatici che solo 10 mesi fa tutti citavano come un gravissimo problema nazionale. Ho qualche sospetto che siano andati a far compagnia ai fans del trading online, passati in un istante da decine di migliaia a zero e dei quali non si hanno più notizie ormai da qualche tempo. Non sappiamo quanti giovani indu di Bangalore si apprestino a salire su un aereo per venire a lavorare in una Internet company in Italia né a quanti taiwanesi laureati con Master in USA si stiano facendo ponti d'oro per un immediato trasferimento nella patria di Dante. Quello che Daniel Cohen diceva sui new workers, disposti a sacrificare tempo libero, interessi personali e vita sociale per sgobbare 70 ore a settimana dentro una Net Company che magari li assumeva (quando andava bene) come addetti alle vendite, suona oggi come una previsione rimasta del tutto inascoltata: "Il problema - diceva parafrasando Rifkin - non è la fine del lavoro. Il problema è il lavoro senza fine."

E a ben vedere non era nemmeno così, visto che oggi anche il riposizionamento nel mondo del lavoro dei 100 mobilizzati da Virgilio, dei 10 scaricati da Lycos o di 23 abbandonati al loro destino da Freedomland sembra essere un problema serio.

In molti oggi paragonano la condizione lavorativa dei forzati della new economy a quella degli operai dei tempi della rivoluzione industriale. Eppure senza scomodare il Germinal di Zola o senza tracciare paralleli improbabili fra le storie della frontiera americana e la corsa all'oro del lavoro sul web, forse sarebbe sufficiente citare un passo di un grande filosofo del secolo scorso per aggiungere un punto di vista utile alla comprensione dei fenomeni in atto.

Scriveva Bertrand Russell nel 1935: "La cultura ci suggerisce svaghi diversi dal tormentare il nostro prossimo e mezzi diversi dalla prepotenza per affermare la nostra personalità". Deve far pensare, che una minima soluzione ai gravi problemi degli schiavi della nuova economia la si possa rintracciare dentro un libretto intitolato, non casualmente, "Elogio dell'ozio".

Massimo Mantellini
TAG: italia
52 Commenti alla Notizia Contrappunti/ Ma quale lavoro nell'ICT?
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  • Sarò decisamente breve.
    Più o meno chi lavora nel settore e vede se e l'azienda per cui lavora come soggetto principale del rapporto di fornitura di servizi ICT (sistemisti, analisti e operatori help desk compresi...) sa meglio di chiunque che il guadagno atteso dalle borse di mezzo mondo oramai si ricava dal delta tra retribuzione e fornitura del servizio. La questione è che l'80% degli impiegati ha una retribuzione (non mi azzardo a parlare di contratti di consulenza, collaborazione e schifezza simili) pari se non inferiore ad un QUALSIASI lavoro impiegatizio. Nulla di stravolgente, fatto sta che chi offre professionalità in outsourcing (il vero cuore della è-conomy) punta inevitabilmente ad abbassare i costi: i salari. Ripeto che ancora non si è affrontato il problemone 'contratti fasulli' di finte collaborazioni vere schiavitù. Saluti
    non+autenticato
  • Sono d'accordo però mettiti nei panni delle aziende che forniscono servizi informatici.
    Devono vedersela con catene di vendita ( Vobis , Computer Union etc. ) che hanno dei prezzi di vendita ridotti al minimo (guarda caso il 20% in meno , ti dice qualcosa questo???) oppure con società di lavoro interinale che vendono dei "tecnici" a prezzi da cooperativa ( oddio non sarò blasfemo paragonandole ?? ).
    Inoltre le aziende che hanno bisogno di materiale o di personale informatico specializzato chissà perchè tendono a fare i contratti con chi gli fornisce il prezzo più a buon mercato e non con chi gli garantisce la maggior competenza.
    Una societa di servizi informatici che fa allora??...abbassa i prezzi e di conseguenza ( dato che non può pagare più di quello che introita) anche gli stipendi.
    Alzi la mano chi non ha cercato il computer al prezzo più basso possibile.
    E tanto per rincarare la dose ( discorso che ho già fatto una volta )rendiamoci conto che se noi in Italia guadagnamo poco??? nei paesi asiatici gli operai di aziende produttrici di materiale informatico vengono trattati come in Pakistan i bambini che fanno i palloni della Nike.
    Una volta tanto comprando qualcosa non pensiamo che se la paghiamo 2? di più il Berlusca o l'Agnelli della situazione diventa più ricco ma che magarai un lavoratore sarà pagato più equamente. Questo produrrà un'onda che prima o poi investirà anche noi.
    N.B. Come al solito parlo per esperienza diretta di entrambi i fronti del mondo del lavoro.
    Se chi cerca e chi da lavoro cominciassero a venirsi incontro forse si produrrebbero vantaggi per tutti.

    non+autenticato
  • Su una cosa hai ragione tu, Mantellini: non è tutto oro quello che luccica. Ma non mi sembra il caso di usare quei toni apocalittici!

    Quando alla Borsa di Milano è nato il nuovo mercato si diceva che entro due o tre anni la maggior parte di quelle aziende sarebbe fallita. Non mi pare che questo si sia verificato. Anzi, il mercato sembrerebbe in ripresa.

    Il fatto che alcune aziende licenzino mi sembra più un fenomeno legato ai problemi degli ultimi due anni che di quello attuale.


    Perfettamente d'accordo con te invece sul fatto che i lavoratori della new economy probabilmente lavorano troppo e sono mal pagati. Forse sono proprio loro la classe operaia del 21° secolo...

    ciao

    Voltaire 2001

    non+autenticato
  • boh, ho letto e ci sono rimasto male. dal mantellini è un altro cazzotto. ma non ce l'aspettavamo tutti, noi del settore, un periodo così? non ho mai sentito nessuno dire che le cose andavano e sarebbero andate alla grandissima, si diceva sempre che era un periodo euforico passeggero, passato il quale le cose si sarebbero assestate, ed è chiaro che questo percorso avrebbe fatto delle vittime.

    solo in alcuni posti leggevo che la new economy era la nuova terra promessa: nelle riviste, negli articoli sui nuovi portali, in televisione.

    ora, sul lavoro, dopo due startup fallite alle spalle (non mie, come dipendente), in giro sento dire le cose di sempre: questo è il periodo di calo, le cose si stabiliranno, dopotutto è servito: ora c'è più cultura, non si parla di chat&forum sull'homepage a cazzo, non si pubblicizza l'oroscopo come servizio del futuro.

    eppure, toh, ecco che gli articoli assumono ora il tragicomico tono della disfatta totale, la battaglia è persa, in bocca i cartellini e godiamoci la vita, basta con le 24 ore di lavoro al giorno!

    bah.

    Matro


    non+autenticato
  • Prima di tutto mi chiedo se è così difficile scrivere qualcosa senza tante virgole (cazzo, cazzi e amazzi vari...). Mi rendo conto che io per primo, quando parlo con amici, mi avvalgo di queste virgole, ma all'interno di un forum letto da tante persone, preferisco rimanere "educato". Tanto il senso delle frasi si capisce ugualmente, no? Detto questo, io non capisco una cosa: perchè continuo a sentire che c'è GROSSA CRISI nel nuovo ed encomiato mondo informatico? Che esista un certo calo, è inutile negarlo, ma forse avete perso di vista che è tutta l'economia mondiale che è in calo. Specialmente in seguito all'11 Settembre, il mondo ha barcollato e tutt'ora è in fase di riassestamento. Bisogna ricostruire un po' la fiducia di tutte le persone. Anche il mondo informatico ha subito un leggero calo, ma questo non significa assolutamente che si sia fermato o che addiritura stia REGREDENDO. E' sempre in crescita, anche se questa crescita non è più esponenziale come prima. Ma da qui a dire che "il mito è stato sfatato", mi sembra che si esageri un pochino, o no? Prima per trovare un'occupazione in campo informatico (anche per i neofiti) era un'operazione che necessitava di una settimana di tempo, ora ce ne vogliono quattro. Ma l'importante non è forse trovarla, questa benedetta occupazione? E mi sembra più semplice diventare un sistemista informatico piuttosto che un "assemblatore d'auto", o no?
    non+autenticato


  • - Scritto da: maxloi
    E mi sembra più semplice
    > diventare un sistemista informatico
    > piuttosto che un "assemblatore d'auto", o
    > no?

    Certo. Anche perché tutti possono proporsi come sistemisti (basta trovare chi chi ne sa meno di te di informatica) mentre non è possibile assemblare automobili se non si è capaci di farlo.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Matro
    > boh, ho letto e ci sono rimasto male. dal
    > mantellini è un altro cazzotto. >

    > eppure, toh, ecco che gli articoli assumono
    > ora il tragicomico tono della disfatta
    > totale, la battaglia è persa, in bocca i
    > cartellini e godiamoci la vita, basta con le
    > 24 ore di lavoro al giorno!
    >
    > bah.
    >
    > Matro

    caro matro,
    no, nessun cazzottoSorride e nemmeno intendevo affrontare il problema in questi termini.

    A me interessava sottolineare due fenomeni.
    Il primo e' quello cui tu accenni in parte, l'assunto che cio' che e' nuovo e' per definizione migliore. Parlo in generale eppure come ho scritto piu' e piu' volte in passato mi pare che in materia di nuove tecnologie questa tendenza sia assai accentuata ........la mia impressione al riguardo e' che esista ,da sempre una scarsissima analisi culturale dei fenomeni che accadono.....e che questo sia dovuto al fatto che chi dovrebbe dare eventuali allarmi (gli intelletuali, le universita' i media e chi ti pare a te) quasi mai hanno gli strumenti per comprendere a pieno cio' che accade.......in altre parole la velocita' non e' tutto

    Si puo' non essere d'accordo ma guardati intorno: dove sta l'elaborazione culturale di come internet e la new economy cambiano le nostre vite......per conto mio da nessuna parte. Stiamo navigando a naso e gli effetti si vedono tutti.

    Noi, tutti noi, mica solo i lavoratori della new economy, di questa comprensione abbiamo invece un maledetto bisogno....... . E nonostante cio' non ho mai scritto che "prima era meglio"......

    Secondo: provavo a dire che esiste invece una cultura di deriva (una specie di onda lunga di chi e' d'accordo con qualsiasi cosa pur che sia parto della maggioranza) che e quasi peggio della assenza di posizione.....in questi ultimi anni abbiamo collezionato miriadi di saggi sociologici di beatificazione di dinamiche economiche nuove e rivoluzionarie, almeno nel nostro paese, .....apologie di modelli che non funzioneranno, per lo meno nel breve periodo, e nessuno si prendesse la briga (tranne pochissime persone in europa, per quel che ne so virilio e basta) di dire attenti! la tecnologia puo' essere anche una grossa fregatura.....

    quindi in definitiva per come la vedo io il cazzoto me lo hai tirato tu...;)

    saluti

    M.
    >
    >
    non+autenticato


  • - Scritto da: massimo mantellini
    >
    > A me interessava sottolineare due fenomeni.
    > Il primo e' quello cui tu accenni in parte,
    > l'assunto che cio' che e' nuovo e' per
    > definizione migliore.

    In genere il mondo tende a "creare" nuove cose che solitamente sono migliori di quelle vecchie. A volte ci sono dei FLOP giganteschi, altre, come penso sia invece la new economy basata sul mondo informatico, riescono a dare migliorie a livello mondiale. E non credo sia necessario evidenziare "concetti di massa" come "cio' che e' nuovo non e' per definizione migliore", perchè sono frasi fatte, che non comunicano proprio niente. Come per tutte le cose, esistono i pro e i contro anche per questa new economy che tanto critichi e che ti permette di esprimerti in maniera così veloce e diretta come nessun'altra tecnologia potrebbe fare.

    > Parlo in generale
    > eppure come ho scritto piu' e piu' volte in
    > passato mi pare che in materia di nuove
    > tecnologie questa tendenza sia assai
    > accentuata ........la mia impressione al
    > riguardo e' che esista ,da sempre una
    > scarsissima analisi culturale dei fenomeni
    > che accadono.....

    Io non capisco perchè devi essere così ottuso nelle tue affermazioni. E' da quando esiste internet, la new economy, l'informatica in generale, che tutti questi argomenti sono analizzati quotidianamente da chiunque. Anche a livello culturale. Su che fonti ti basi per poter asserire ciò che scrivi?

    > e che questo sia dovuto al
    > fatto che chi dovrebbe dare eventuali
    > allarmi (gli intelletuali, le universita' i
    > media e chi ti pare a te) quasi mai hanno
    > gli strumenti per comprendere a pieno cio'
    > che accade.......in altre parole la
    > velocita' non e' tutto

    Chi ha detto che "chi dovrebbe dare eventuali allarmi" devono essere "gli intellettuali, le università e i media"? E anche se continui con le tue "frasi fatte" del tipo "la velocità non è tutto", possiamo "commentare" anche questa: sicuramente non è tutto, ma chi lo ha mai detto? Però fa parte dell'evoluzione. Tutto ha una determinata velocità, che dipende da altri fattori. Nel caso della new economy, la velocità è una dominante, una caratteristica evidente, che fa parte di essa. E non mi sembra che la si possa condannare e dichiarare "fallita" solo per questo.

    >
    > Si puo' non essere d'accordo ma guardati
    > intorno: dove sta l'elaborazione culturale
    > di come internet e la new economy cambiano
    > le nostre vite......per conto mio da nessuna
    > parte. Stiamo navigando a naso e gli effetti
    > si vedono tutti.

    Ma ancora... io sono proprio curioso di sapere da quali fonti trai le tue informazioni e in base a cosa puoi affermare oscenità simili. Internet stessa è stracolma di ogni tipo di elaborazione di cui necessiti. Il fatto che tu non sappia cercare al suo interno è un altro discorso.
    Io non navigo "a caso", navigo e pondero ciò che cerco, e gli strumenti che ho a disposizione sono estremamente semplici da utilizzare, quindi alla portata di tutti. Le persone hanno avuto più difficoltà ad utilizzare i cellulari (che ormai hanno tutti) che ad usare internet.

    >
    > Noi, tutti noi, mica solo i lavoratori della
    > new economy, di questa comprensione abbiamo
    > invece un maledetto bisogno.......

    STUDIA!!! Come per qualsiasi cosa, non puoi pretendere di saper guidare la macchina senza avere la patente o senza almeno imparare a farlo. E se non impari perchè non hai voglia di "studiarlo", non puoi inveire contro chi produce le macchine dicendo che hanno dato al mondo uno strumento difficile da usare e che quindi sarà destinato a perire inesorabilmente perchè uno squilibrato che ha iniziato a prudurle ha miseramente fallito nel proprio intento. Se analizzi bene, magari, quello squilibrato ha fallito perchè pretendeva di far camminare le macchine che produceva col detersivo per i piatti anzichè con la benzina.

    > . E
    > nonostante cio' non ho mai scritto che
    > "prima era meglio"......

    Vorrei proprio vedere... Perchè altrimenti avresti dovuto inserire i tuoi commenti in questo forum mandando un fax a ciascuno di noi...

    >
    > Secondo: provavo a dire che esiste invece
    > una cultura di deriva (una specie di onda
    > lunga di chi e' d'accordo con qualsiasi cosa
    > pur che sia parto della maggioranza) che e
    > quasi peggio della assenza di
    > posizione

    Su questo siamo d'accordo! Ma guarda caso è la stessa maggioranza di cui fai parte tu, che sputa sentenze gratuite (accennate da altri, come evidenzi nel link che hai messo nel tuo articolo) senza avere una posizione personale documentata da esperienze proprie.

    > .....in questi ultimi anni abbiamo
    > collezionato miriadi di saggi sociologici di
    > beatificazione di dinamiche economiche nuove
    > e rivoluzionarie, almeno nel nostro paese,
    > .....apologie di modelli che non
    > funzioneranno, per lo meno nel breve
    > periodo, e nessuno si prendesse la briga
    > (tranne pochissime persone in europa, per
    > quel che ne so virilio e basta) di dire
    > attenti! la tecnologia puo' essere anche una
    > grossa fregatura.....

    Ma guarda... Il mondo è pieno di "pubblicazioni baggianate", il tuo articolo per primo. Ma internet da la possibilità di smentirle in maniera diretta, semplice e veloce, cosa che non è possibile fare tramite gli altri media!

    >
    > quindi in definitiva per come la vedo io il
    > cazzoto me lo hai tirato tu...;)

    No, infatti te lo sei tirato da solo...


    > saluti
    >
    > M.
    > >
    > >

    Max
    non+autenticato


  • - Scritto da: massimo mantellini
    > Si puo' non essere d'accordo ma guardati
    > intorno: dove sta l'elaborazione culturale
    > di come internet e la new economy cambiano
    > le nostre vite......per conto mio da nessuna
    > parte. Stiamo navigando a naso e gli effetti
    > si vedono tutti.
    > Noi, tutti noi, mica solo i lavoratori della
    > new economy, di questa comprensione abbiamo
    > invece un maledetto bisogno....... . E
    > nonostante cio' non ho mai scritto che
    > "prima era meglio"......

    Io non leggo, in effetti, alcun pessimismo nel tuo articolo: leggendo gli interventi nel forum, sembra che l'ammettere di aver esagerato nei sogni e nelle utopie promesse da questa grande corsa di Internet significhi screditare il mezzo da cui siamo ormai diventati dipendenti.

    Non è per fare previsioni: ma nel momento in cui ci accorgiamo che la tecnologia cambia i nostri stili di vita, mi sembra lecito - e doveroso - fermarsi a guardare la strada che è stata percorsa. Soprattutto quando sono in gioco le nostre carriere professionali.

    La cultura di deriva di cui parli è la stessa che produce le mitizzazioni che screditano, pur di suscitare consenso del pubblico (e di far ruotare denaro), il lavoro e il valore di Internet. Questa cultura non si diffonde solo tramite saggi e libri e conferenze, ma anche grazie a quelle "società di Internet" (quelle che fanno la "new economy") che campano sulla voracità dei media, di quei media che sono tanto alla ricerca di notizie che se non esistono le creano.

    non+autenticato
  • Sono d'accordo con te

    > Io non leggo, in effetti, alcun pessimismo
    > nel tuo articolo: leggendo gli interventi
    > nel forum, sembra che l'ammettere di aver
    > esagerato nei sogni e nelle utopie promesse
    > da questa grande corsa di Internet
    > significhi screditare il mezzo da cui siamo
    > ormai diventati dipendenti.

    Credo che il problema sia quello di molti che vorrebbero vedere una Net Economy in ripresa, senza aver colto quello che e' accaduto in questi mesi. Concordo totalmente con Mantellini su questo.


    > Non è per fare previsioni: ma nel momento in
    > cui ci accorgiamo che la tecnologia cambia i
    > nostri stili di vita, mi sembra lecito - e
    > doveroso - fermarsi a guardare la strada che
    > è stata percorsa. Soprattutto quando sono in
    > gioco le nostre carriere professionali.

    Assolutamente. Il piu' grande rischio e' continuare a correre avendo perso di vista su che cosa si sta correndo.


    > La cultura di deriva di cui parli è la
    > stessa che produce le mitizzazioni che
    > screditano, pur di suscitare consenso del
    > pubblico (e di far ruotare denaro), il
    > lavoro e il valore di Internet.

    Vedi secondo me i grandi portali, le grandi favole che ci hanno raccontato, le grandi "imprese" che stanno ora chiudendo. Mentre rimane in campo chi aveva visto piu' lungo e che, forse, non ha mai corso.


    >Questa
    > cultura non si diffonde solo tramite saggi e
    > libri e conferenze, ma anche grazie a quelle
    > "società di Internet" (quelle che fanno la
    > "new economy") che campano sulla voracità
    > dei media, di quei media che sono tanto alla
    > ricerca di notizie che se non esistono le
    > creano.

    Concordo appieno. Anche per questo sono qui.


    non+autenticato
  • aspetta però, il corposo concetto che mi ha toccato è lo sfruttamento delle persone, l'idea del fuori orario, 24 ore al giorno e giardini zen. l'impressione che dai ai non addetti ai lavori (che leggono questi articoli e - spero - anche questi utilissimi forum) è dei salariati come un branco di coglioni accecati e pronti ad essere schiavizzati in nome della new economy.

    ora, è chiaro che posso portare qui la mia sola esperienza lavorativa di 2 anni e mezzo di new economy [attenzione, ma di 8 nell'IT in generale], cmq qualcosa l'ho vista, e posso dire che questi shiavizzati non mi sembrano poi così tonti: le tecnologie internet e i nuovi settori creati dall'editoria elettronica [intesa come pubblicazione su internet] hanno portato un sacco di roba interessante da fare, finalmente. da un lato logiche enterprise e problematiche di scalabilità e sicurezza, dall'altro nuovi mezzi di comunicazione da creare ed esplorare. vuoi mettere? e ti credo che uno ci perde ore e ore, che magari passerebbe davanti alla tv!

    è chiaro che mi ci metto in mezzo in questo contesto. ho sempre avuto i piedi per terra e attendevo da un momento a l'altro il momento in cui gli investimenti dovevano tradursi in profitto, il momento in cui qualcuno si sarebbe chiesto "dov'è la ciccia?". il momento è venuto, e ok, magari ora si starà di più davanti alla tv in attesa che il mercato si assesti, per poi riprendere non appena questa ripresa offrirà spunti interessanti sui quali lavorare.

    per il resto, quello che dici non fa una piega. noi, i salariati-zen, leggiamo con interesse e facciamo sapere che forse abbiamo i paraocchi ma niente sveglia al collo e sopratutto catene.



    - Scritto da: massimo mantellini

    > A me interessava sottolineare due fenomeni.
    > Il primo e' quello cui tu accenni in parte,
    > l'assunto che cio' che e' nuovo e' per
    > definizione migliore. Parlo in generale

    > Secondo: provavo a dire che esiste invece
    > una cultura di deriva (una specie di onda
    > lunga di chi e' d'accordo con qualsiasi cosa
    > pur che sia parto della maggioranza) che e
    > quasi peggio della assenza di
    non+autenticato
  • Massimo Mantellini...
    Io non so come tu ti sia svegliato la mattina del giorno in cui hai scritto un articolo che sai che viene letto da tantissime persone, e tanti "addetti ai lavori", che, essendo io uno di questi, considerano PI un buon quotidiano di informazione scientifica.
    Leggendo il tuo lungo (a tratti banale) articolo, mi sono non poco sorpreso, sorpreso di leggere un commento (perchè non si può certo dire che sia un articolo giornalistico!) ad una serie di fatti perfettamente normali. Da che mondo è mondo, esistono aziende che vivono e aziende che muoiono. Quando muoiono alcune aziende considerate "grosse", non vuol dire che "è la fine di un sogno" o qualcosa di simile a quello che si intuisce dalle tue parole. Vuol dire molto più semplicemente, che queste aziende non hanno saputo dare al mercato un qualcosa di concreto, si sono buttate su di esso senza cognizione di causa, senza sapere su cosa investire per poter far fruttare i loro soldini. E il mercato le snobba e le costringe a chiudere, perchè NON SONO COMPETITIVE. Ovviamente l'azienda chiude e manda a casa i dipendenti, che, se veramente hanno voglia di lavorare seriamente e non desiderano semplicemente ritirare una busta paga a fine mese, cercano un'azienda SERIA che li paga SOLO se VALGONO qualcosa, cioè se danno al mercato quello che questo richiede.
    Ti chiederei solamente un favore per il futuro: risparmiaci i tuoi commenti completamente gratuito su un mondo che evidentemente non conosci così bene come credi, personalmente te ne sarò grato.

    Max
    non+autenticato
  • Concordo perfettamente!
    Sono il responsabile tecnico di un'azienda che fa gestioni avanzate per la media impresa. Lavoriamo con Internet da quando c'è e ci lavoreremo fino a quando ci sarà. Però non facciamo astronavi, ma, ad esempio, sistemi di schedulazione a distanza della manutenzione di impianti che si trovano in Brasile o nelle Filippine. Che funzionano e PRODUCONO VALORE AGGIUNTO PER IL CLIENTE E QUINDI PER NOI.
    Mi occupo spesso della selezione del personale tecnico: tanti colloqui, tutti ragazzi volonterosi, tanta confusione, poca professionalità. Il 90% dei curricula li rubrico in una cartella che ho intitolato "Web Astronauts". Buoni per le astronavi della new economy, ma perfettamente inutili se c'è un'azienda bloccata con i camion che aspettano la bolla...
    non+autenticato
  • - Scritto da: maxloi
    > Ti chiederei solamente un favore per il
    > futuro: risparmiaci i tuoi commenti
    > completamente gratuito su un mondo che
    > evidentemente non conosci così bene come
    > credi, personalmente te ne sarò grato.

    Non capisco, sinceramente, un atteggiamento così chiuso nei confronti dell'articolo di Massimo.

    Ha centrato il bersaglio, parlando di retorica, guardando agli anni di fuoco e incertezza appena trascorsi: mi stupisce la tua reazione, perché se dici che fai parte del settore avresti sentito, come me, la necessità di un articolo così saggio. E ti saresti sentito soddisfatto a leggerlo.

    O sei uno di quelli che dentro questa retorica ci sguazza, o, detto più gentilmente, un illuso sognatore di chissà quale potenza nel nostro lavoro?
    non+autenticato
  • Hai totalmente mancato il bersaglio. Molto più semplicemente, trovo perfettamente inutile la retorica contenuta in questo articolo, che non aiuta nessuno, lancia allarmi assolutamente inesistenti e spavanta le poche persone alle quali è rimasta una SANA e GIUSTA voglia di imparare e anche di fare gavetta che, da che mondo è mondo, è il pane di un aspirante esperto. E anche le aziende che ora hanno o stanno per chiudere avrebbero dovuto fare un po' di gavetta sul mercato, invece di gettarvisi a capofitto senza nemmeno sapere se stavano andando a vendere polpette o schede di rete.
    Ribadisco il concetto: Massimo dovrebbe evitare di scrivere articoli privi di un reale contenuto e dannosi per le persone che ancora non conoscono il mondo informatico che, a parte lui, a detta di tutti è in continua espansione e non vede al momento limiti.
    non+autenticato
  • - Scritto da: maxloi
    > Hai totalmente mancato il bersaglio. Molto
    > più semplicemente, trovo perfettamente
    > inutile la retorica contenuta in questo
    > articolo, che non aiuta nessuno, lancia
    > allarmi assolutamente inesistenti e spavanta
    > le poche persone alle quali è rimasta una
    > SANA e GIUSTA voglia di imparare e anche di
    > fare gavetta che, da che mondo è mondo, è il
    > pane di un aspirante esperto.

    Credo, sinceramente, che gli articoli che trovano spazio in una rubrica chiamata "Contrappunti" non vadano letti con una intenzione propositiva, ma critica e riflessiva.
    Vorrei capire da te quando arriverà il momento di guardarsi indietro per capire cosa abbiamo davanti. E magari argomentare un po' meglio la tua opinione, evitando frasi senza senso del tipo "il mondo informatico è in continua espansione" Sorride

    non+autenticato
  • > Credo, sinceramente, che gli articoli che
    > trovano spazio in una rubrica chiamata
    > "Contrappunti" non vadano letti con una
    > intenzione propositiva, ma critica e
    > riflessiva.

    Se scrivi articoli che vuoi che siano interpretati o letti con propositi critici e riflessivi, non cerchi di demonizzare un qualcosa basandoti su un fatto più unico che raro e, basandoti unicamente su questo, distruggi con commenti più o meno gratuiti quanto invece funziona e non lamenta il minimo sussulto.

    > Vorrei capire da te quando arriverà il
    > momento di guardarsi indietro per capire
    > cosa abbiamo davanti.

    Non penso che sia ancora il momento di "guardarsi indietro" per capire cosa abbiamo davanti, visto che NESSUNO al momento è in grado di anche solamente intuire cosa il futuro serbi su questo argomento. Siamo in piena rivoluzione tecnologica, forse possiamo addiritura battezzare la nostra epoca come quella della "Rivoluzione Informatica", che è stata preceduta dalle varie divoluzioni industriali, del piombo, del ferro, della pietra, etc.
    Oppure, se proprio ci vogliamo "guardare indietro", fammi tu un esempio che riporti un evoluzione così veloce, pressante e coivolgente come quella informatica. Siamo in piena "corsa all'oro", e nessuno ha la minima idea di quante miniere ci siano ancora nel mondo. Come puoi guardarti indietro ADESSO? Ci si guarda indietro alla fine di un'epoca, non agli inizi. E' prematuro, ma a parte questo, determinate asserzioni da parte di persone considerate "esperte" dai meno esperti, possono causare danni non indifferenti e "spaventare" il mercato creando falsi allarmi.

    > E magari argomentare
    > un po' meglio la tua opinione, evitando
    > frasi senza senso del tipo "il mondo
    > informatico è in continua espansione" Sorride

    Non ho problemi ad argomentare meglio la mia opinione, anche se pensavo di essermi dilungato anche troppo. Ma se vuoi posso "spiegarmi" meglio su punti che evidentemente ti sono risultati poco argomentati...
    non+autenticato
  • caro mio...mi sa che lavori a tiscali!
    ma guardati intorno...se vuoi ti presto i miei occhiali...da miope
    non+autenticato
  • Non mi sembra di aver offeso nessuno... IN tiscali forse ci lavori tu e l'anime.... gemelle tue...
    Ma non capisco il senso della "battuta" degli occhiali da miope... Sei forse senza lavoro? O sei uno di quelli che lavorano non sapendo in cosa consiste il proprio lavoro ma che però vengono pagati? Spiegati...
    non+autenticato
  • > Non capisco, sinceramente, un atteggiamento
    > così chiuso nei confronti dell'articolo di
    > Massimo.

    A me ha dato fastidio l'atteggiamento.. si puo' criticare senza sentirsi stocazzo. Soprattutto quando non si legge quello che si critica.
    Mi pare ovvio che la niu economi sia figlia di un certo atteggiamento...
    non+autenticato
  • Mi sono perso tra le virgole e credo di non essere riuscito a capire il senso che volevi attribuire alla tua frase. Potresti scriverla in parole più semplici?
    non+autenticato
  • Basterebbe dividire i guadagni miliardari dei dirigenti con i dipendenti e nell'attesa di un altro posto di lavoro scommetto che nessuno si lamenterà.
    non+autenticato
  • E secondo te un dirigente se l'azienda non rende che cazzo la tiene viva a fare.
    Ricordati che gli imprenditori, come i lavoratori del resto, quello che fanno lo fanno per guadagnare soldi non perchè sono dei buoni samaritani.
    Oddio chi non sapesse chi era il buon samaritano vada a leggersi il vangelo.

    N.B. parlo per esperienza diretta, sono stato da una parte e dall'altra della barricata per cui quello che dico lo dico con cognizione di causa e non come molti che contestano tanto per partito preso.
    non+autenticato

  • Non ha detto che dovrebbe lavorare gratis
    il dirigente...

    Ma se prende 13000 euro al mese e il dipendente
    che fa le cose 1300 euro al mese qualcosa di
    strano ci sara' pure.. oppure sei un berluskoniano 'fatto da solo' (nel senso che
    ti fai le pere nel bagno) ?

    sai qual'e' il vero problema in italia ?

    troppi fascisti di destra con idee pseudocapitaliste....

    @




    - Scritto da: pirix
    > E secondo te un dirigente se l'azienda non
    > rende che cazzo la tiene viva a fare.
    > Ricordati che gli imprenditori, come i
    > lavoratori del resto, quello che fanno lo
    > fanno per guadagnare soldi non perchè sono
    > dei buoni samaritani.
    > Oddio chi non sapesse chi era il buon
    > samaritano vada a leggersi il vangelo.
    >
    > N.B. parlo per esperienza diretta, sono
    > stato da una parte e dall'altra della
    > barricata per cui quello che dico lo dico
    > con cognizione di causa e non come molti che
    > contestano tanto per partito preso.
    non+autenticato
  • no, sai qual'è il vero problema in Italia? troppi comunistoidi con la voglia di seguire idee utopiche piuttosto che realtà e progetti reali. In un sistema capitalistico-democratico come il nostro il prezzo lo fa il mercato. Il prezzo di tutto, sia di un pomodoro sul banco del supermercato che dello stipendio del dirigente. Se il dirigente vale ? 12.000 non ci sarà nessuna azienda (che vuol tenerlo) disposta a dargli di meno, semplicemente perchè costui migrerà verso altri lidi. Quindi, è brutto dirlo ma in un certo senso è giusto così: Se Virgilio non rende, è giusto che gli esuberi vadano a casa. Se sono capaci, troveranno sicuramente un'altra occupazione, mentre se non lo sono, perchè dovevano trascinarsi dietro le sorti di una società che ha delle buone potenzialità?
    Saluti a tutta la lista.

    - Scritto da: @.
    >
    > Non ha detto che dovrebbe lavorare gratis
    > il dirigente...
    >
    > Ma se prende 13000 euro al mese e il
    > dipendente
    > che fa le cose 1300 euro al mese qualcosa di
    > strano ci sara' pure.. oppure sei un
    > berluskoniano 'fatto da solo' (nel senso che
    > ti fai le pere nel bagno) ?
    >
    > sai qual'e' il vero problema in italia ?
    >
    > troppi fascisti di destra con idee
    > pseudocapitaliste....
    >
    > @
    >
    >
    >
    >
    > - Scritto da: pirix
    > > E secondo te un dirigente se l'azienda non
    > > rende che cazzo la tiene viva a fare.
    > > Ricordati che gli imprenditori, come i
    > > lavoratori del resto, quello che fanno lo
    > > fanno per guadagnare soldi non perchè sono
    > > dei buoni samaritani.
    > > Oddio chi non sapesse chi era il buon
    > > samaritano vada a leggersi il vangelo.
    > >
    > > N.B. parlo per esperienza diretta, sono
    > > stato da una parte e dall'altra della
    > > barricata per cui quello che dico lo dico
    > > con cognizione di causa e non come molti
    > che
    > > contestano tanto per partito preso.
    non+autenticato
  • sei proprio uno zuzu...rellone...
    ne riparliamo tra una decina d'anni...
    e se ti sento piagnucolare che t'hanno fregato...
    sono c***i tuoi!
    non+autenticato
  • se c'è qualcuno che piagnucola qui questo sei certamente te. Zuzzurellone io? mi sembra che qui quello che vuole la paga anche se l'azienda chiude in rosso, sei proprio te.
    Comunque protesta, richiedi, esigi soldi a man bassa, che questo è il sistema per far crescere un mercato! Se poi si lavora in 300 in un portale dove persino la metà sono troppi, non c'è problema, qualcuno pagherà.
    Sai quanti sono gli addetti alla sezione news di Virgilio? te lo dico io: 1! una sola persona!
    Ma guarda che roba.....

    - Scritto da: seekers64
    > sei proprio uno zuzu...rellone...
    > ne riparliamo tra una decina d'anni...
    > e se ti sento piagnucolare che t'hanno
    > fregato...
    > sono c***i tuoi!
    non+autenticato


  • - Scritto da: zuzu
    > no, sai qual'è il vero problema in Italia?
    > troppi comunistoidi con la voglia di seguire
    > idee utopiche piuttosto che realtà e
    > progetti reali. In un sistema
    > capitalistico-democratico come il nostro il
    > prezzo lo fa il mercato. Il prezzo di tutto,
    > sia di un pomodoro sul banco del
    > supermercato che dello stipendio del
    > dirigente.

    Sai chi è Pellicoli e quanto ha messo in tasca
    dalla fusione Seat-Pagine Gialle ??
    Sai chi è Colannino e quanto si è messo in
    tasca con la cessione di Telecom a Provera ??
    Sentito mai parlare dei grandi manager delle
    dot com che vendono le azioni prima di pubblicare
    i bilanci ?? (Oracle, Amazon...)
    E' democratico lasciare sul lastrico qualche
    centinaio di migliaio di risparmiatori e di
    dipendenti quest'ultimi senza neanche la
    pensione (ti dice niente il nome Enron o
    Global Cossing)...
    Leggi sul sito Enron.it la loro visione del
    futuro...corrisponde pari pari alla tua,
    l'unica differenza è che loro sono scappati
    con la cassa...
    Viva il libero mercato, sopratutto se ad
    intascare sono sempre i soliti.....!!
    non+autenticato

  • Ma cosa c'entra questo ensamble di personaggi ultramiliardari con le tute arancioni? adesso vorresti annientare tutti i manager di questo mondo? cazzo, a te Lienin fa una sega, vero?
    Se questi signori hanno fatto fortuna è perchè qualcuno è stato disposto a pagargli sull'unghia le loro proprietà, e basta. Hanno fatto quello che tutti facciamo quotidianamente, solo che l'hanno fatto "in grande".
    Non hai mai fatto un'affare con qualche piccolo arnese? Io ho comprato sul fu ibazar una fotocamera digitale che nuova passa il milione, a 300.000 e l'ho rivenduta a 450.000. Vuoi spararmi? Se avessi avuto le mie fortune moltiplicate per 10.000, avrei fatto la stessa cosa con Telecom, puoi starne certo!
    Non è che per caso sei un ex generale URSS che dopo il crollo si è riciclato in Italy, per caso?
    - Scritto da: miriambart
    > Sai chi è Pellicoli e quanto ha messo in
    > tasca
    > dalla fusione Seat-Pagine Gialle ??
    > Sai chi è Colannino e quanto si è messo in
    > tasca con la cessione di Telecom a Provera ??
    > Sentito mai parlare dei grandi manager delle
    > dot com che vendono le azioni prima di
    > pubblicare
    > i bilanci ?? (Oracle, Amazon...)
    > E' democratico lasciare sul lastrico qualche
    > centinaio di migliaio di risparmiatori e di
    > dipendenti quest'ultimi senza neanche la
    > pensione (ti dice niente il nome Enron o
    > Global Cossing)...
    > Leggi sul sito Enron.it la loro visione del
    > futuro...corrisponde pari pari alla tua,
    > l'unica differenza è che loro sono scappati
    > con la cassa...
    > Viva il libero mercato, sopratutto se ad
    > intascare sono sempre i soliti.....!!
    non+autenticato


  • -> Non è che per caso sei un ex generale URSS

    Beh quella categoria lì a fatto presto a riciclarsi e quindi è più adatta al libero
    mercato dei furbi di quello che posso
    essere io.
    Forse lo sei tu visto che molti ex-rossi arrabbiati sono ora i portabandiera del Berlusconismo arrembante...
    Comunque se questi sono gli argomenti che hai a disposizione vai pure a disquisire in un circolo (pardon Club) di Forza Italia....Buona Fortuna
    non+autenticato

  • > sai qual'e' il vero problema in italia ?
    >
    > troppi fascisti di destra con idee
    > pseudocapitaliste....
    >
    > @

    noooooooooooooooooo bastaaaaaaaaaaaaaaa che noiaaaaaaaaaaaaaa vi dite sempre le stesse stupidaggini.

    siate costruttivi
    non+autenticato
  • Cosa sono sono c.. miei
    Per il momento sono uno che lavora in prorpio coordinando un mucchio di persone e mi faccio un c.. così tutti i giorni e anche le notti.
    Certo così guadagno un mucchio di soldi.. e allora??
    Me li sudo io, non sto a casa a grattarmi in attesa di poter protestare contro qualsiasi cosa non mi vada bene.

    Per caso questo non ti va bene perchè tu invece vorresti guadagnare tanto perchè studi tanto ma non hai ancora fatto un giorno di lavoro per verificare le tue capacità???
    E come cazzo lo dimostri agli altri che sei bravo ... a si stando al computer 10 ore al giorno , dove faccio il consulente ci sono decine di persone che stanno davanti al computer 10 ore al giorno solo che giocano, scaricano MP3 e si fanno i cazzi loro continuamente al posto di lavorare....saranno diventati tutti dei geni facendo così???
    N.B. Non ce l'ho con te in particolare ma sai quanti colloqui ho fatto con gente che "io smanetto il pc dalla mattina alla sera " "Io overcklocco i processori dai tempi del 486" e poi non erano in grado di fare un cazzo senza l'interfaccina amichevole di win98 o non sapevano neanche mettere 2 HD in cascata.???
    non+autenticato
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