Le cam che sorvegliano la Bergamasca

Singolare sistema wireless a basso costo quello realizzato da un consorzio di sette comuni italiani che, grazie al Wi-Fi e ad un apparato basato su Linux. tengono decine di occhi aperti sul territorio. PI ha intervistato i protagonisti

Roma - I sistemi di videosorveglianza finiscono spesso nel mirino delle critiche. Non solo da parte di chi ne contesta una limitazione delle libertà individuali (argomento quasi demodé in una società che sempre più si affida alle tecnologie di controllo) ma anche da chi ritiene che le cam sparse sul territorio non garantiscono il raggiungimento degli obiettivi. Questa volta Punto Informatico ha indagato su come si organizzano i servizi italiani più innovativi sotto il profilo della dislocazione delle cam e dei sistemi utilizzati, approfondimento utile a capire come va evolvendosi l'occhio elettronico che sembra sempre più destinato a sorvegliare il comportamento delle persone sul suolo pubblico. Per farlo si è scelto un esempio decisamente singolare, quello che vede protagonisti sette comuni della Bergamasca (Albano Sant'Alessandro, Brusaporto, San Paolo d'Argon, Torre dè Roveri, Gorlago, Cenate Sopra e Cenate Sotto). Un progetto messo in piedi e mantenuto in vita con un budget limitato (218 mila euro) nonostante i limiti tecnici derivanti dalla mancanza di linee in fibra ottica.

Le caratteristiche tecniche
Da quasi un anno i comuni che fanno capo al Consorzio Intercomunale dei Colli utilizzano un sistema di videosorveglianza composto da 48 telecamere senza fili, che copre un'area di 40 Kmq ed è costantemente monitorato da un ufficio mobile di pronto intervento che fa capo alla polizia municipale.

Le telecamere acquisiscono le immagini localmente, ne effettuano la conversione in formato digitale e quindi le trasmettono attraverso collegamenti wireless alla centrale di registrazione e controllo, situata presso la sede operativa del consorzio, ad Albano Sant'Alessandro. Il centro-stella del network è situato su una collina limitrofa, in posizione centrale e abbastanza in alto da poter vedere tutti i punti remoti e la sede operativa. Inoltre, è stata realizzata in forma sperimentale un'area con copertura wireless per connettere tra loro un autoveicolo della polizia adibito a ufficio mobile, le telecamere installate sul territorio e la sede.
"Un sistema unico in Italia per le sue caratteristiche", spiega a Punto Informatico Pierangelo Armati, titolare di Elta, operatore locale al quale è stata affidata l'installazione degli apparecchi. Le telecamere, che si avvalgono della tecnologia Wi-fi, girano a 2,4 Ghz e sono dotate di sensori da 1,3 megapixel di definizione. L'immagine viene registrata a colori durante il giorno e in bianco e nero nelle ore notturne. "La mancanza di fibra ottica nella zona - aggiunge Armati - ci ha spinto a optare per telecamere che registrano direttamente le immagini. La centrale operativa delle forze dell'ordine osserva i movimenti in tempo reale ed entra in possesso dei nastri solo in caso di necessità". Il software a disposizione della Polizia municipale è basato su Linux, fatto che, spiegano i responsabili, ha consentito di contenere la spesa.

Tecnologie a basso costo
"Spesso i sistemi di videosorveglianza - prosegue Armati - vengono realizzati con tecnologie sofisticatissime, che impongono costi di gestione molto al di sopra di quelli preventivati e che per questo motivo finiscono il più delle volte con il restare inutilizzati. Inoltre, il personale delle forze dell'ordine spesso non è preparato a governare i complessi software scelti dagli installatori. Per questo abbiamo puntato su tecnologie semplici da utilizzare ed essenziali nelle funzioni".

Due i partner tecnologici dell'iniziativa: l'israeliana Alvarion e la tedesca Mobix. La prima ha fornito le unità radio per la creazione della rete senza fili, vale a dire: BreezeNET DS.11, un sistema per acquisire i dati locali inviati dalle telecamere; BreezeNET B14 e B28 (frequenza dei 5,4 GHz) per creare le dorsali dai comuni verso il centro stella; infine il link tra il centro stella e il comando di Polizia. Mobotix, invece, ha dotato il sistema di telecamere in grado di elaborare a bordo le immagini e di disporre di un processore e una memoria sufficienti per non creare traffico inutile sulle tratte wireless.

"Tutti i prodotti utilizzati - spiega il titolare di Elta - sono adatti all'uso esterno, in modo da non risentire delle temperature estreme (le telecamere funzionano da -30° a +60°; le unità radio da -40° a +55°, ndr). In questo modo si è ovviato a una delle principali cause di malfunzionamento di questi sistemi".

Ampliamento della rete
Nei prossimi mesi il sistema dovrebbe essere completato con altre 30 telecamere, che saranno distribuite nei punti nevralgici delle sette aree cittadine (scuole, banche, poste, uffici pubblici, centri sportivi ecc.). "Sin dall'inizio - aggiunge Lucian Ciobanu, business development Manager di Mobotix per l'Italia - abbiamo puntato su tecnologie in grado di garantire un'espansione progressiva della rete. Il che vale non solo in termini di territorio coperto, ma anche per l'avvio di nuovi servizi, dal collegamento tra le sedi municipali, all'utilizzo di Internet veloce da parte delle aziende e dei privati, al monitoraggio ambientale".

Il progetto, a sentire i diretti interessati, è studiato con attenzione da altri comuni della regione che devono fare i conti con i problemi legati alla mancanza di linee in fibra ottica. "Un caso di scuola - conclude Ciobanu - per abbattere il digital divide che colpisce i centri italiani meno serviti dalle tecnologie". Un digital divide che, evidentemente, impatta in modo inversamente proporzionale sull'efficienza delle forze dell'ordine e sulla privacy dei cittadini.

Luigi dell'Olio
TAG: wi-fi
72 Commenti alla Notizia Le cam che sorvegliano la Bergamasca
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  • leggendo questo articolo nn ho saputo resistere e segnalare come a torino vengono messe alcune telecamere!!

    In una zona di torino,purtroppo malfamata,piena di gentaglia che nn si fa nessun problema a rubare,spacciare o dare fastidio alle ragazze ( zona Porta Palazzo) hanno installato sopra   il ponte pedonale che passa sopra la Dora,allinizio di Lungo Dora Firenze una telecamera per monitorare la situazione. Son avvenuti scippi e sotto il ponte ci viveva parecchia gentaglia che dava fastidio alle persone,di pomeriggio molti immigrati dell'est si davano appuntamento sulle panchine per ubriacarsi....

    La telecamera c'è........ma PUNTA NEL FIUME,sorveglia i pesci della Dora!!!!E questo da parecchio tempo, forse più di un anno.....



    non+autenticato
  • Stiamo perdendo la conoscenza del gusto della libertà: avete idea che significa avere 40 telecamere puntate 24h sul suolo pubblico?

    Stiamo perdendo le consapevolezze sudate in passato: le strategie del controllo non funzionano!

    Stiamo perdendo la capacità di analizzare i problemi: vi state facendo le pippe mentali sui costi reali (vogliamo parlare di un linksys wrt54g da 70 euro, 22mbit di troughput e linux a bordo?), sui costi delle licenze... sulla "potenza da 2,4GHz"... LA PRIVACY DIO BUONO!!! Quello è il problema principale, e poi viene lo sperpero di denaro pubblico... 200 MILA EURO... datemene la metà e vi monto 120 telecamere.

    Il Sig. Rossi è spacciato ormai, è solo questione di tempo.
    non+autenticato
  • ...che nessun lettore di PI si sia inalberato gridando alla violazione della privacy...

    Quando la violazione della privacy serve per difendere il diritto d'autore, tutti pronti a ribellarsi. Qui pioppano telecamere a gogo, ma siccome si basano su linux...

    EVVIVA LE TELECAMERE....


    non+autenticato
  • ti dico solo una cosa: "MA ANCHE NO!
    non+autenticato
  • La soluzione su Linux serve solo per fidelizzare il cliente che non saprà assolutamente come metterci le mani, quello che si risparmia in licenze lo si spenderà in assistenza.
    Attenzione, non dico che manchino le competenze, dico che ho visto decine di installatori fare ognuno a suo modo per la scelta dei pacchetti, degli aggiornamenti delle configurazioni ecc ecc, alla fine si ottiene un prodotto talmente personalizzato che ci vogliono 8 ore solo per capire solo come funziona.
    Può darsi che mi sbaglio per il caso specifico, però sono i casi che ho visto maggiormente.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > La soluzione su Linux serve solo per fidelizzare
    > il cliente che non saprà assolutamente come
    > metterci le mani, quello che si risparmia in
    > licenze lo si spenderà in assistenza.

    Hmm. Metterci le mani? Per fare che?

    Qui nella mia azienda è pieno di prodotti che girano su Windows e si tratta sia di roba marchiata Microsoft che di altra realizzata da un variegato numero di software house più o meno grandi e su nessuno di questi prodotti "si mettono le mani" (a parte il normale utilizzo) e si spendono comunque cifroni per l'assistenza.

    "Linux" non vuol dire che ogni prodotto software che vi gira deve essere per forza "qualcosa su cui mettere le mani".

    In questo caso Linux può essere stato scelto per far girare un prodotto proprietario sul quale "non si devono mettere le mani", sempre a parte il normale utilizzo. Prodotto che avrebbe potuto girare su Windows, ma che oltre al prezzo del prodotto (ed assistenza) avrebbe richiesto anche il pagamento della licenza del sistema operativo.

    E poi ci sono le caratteristiche tecniche dei due diversi sistemi operativi, che possono aver fatto preferire Linux A bocca aperta
    non+autenticato


  • > Hmm. Metterci le mani? Per fare che?
    >

    Perchè si rompe un disco? perchè bisogna aggiornare il sistema? perchè per motivi X non funziona più?

    > Qui nella mia azienda è pieno di prodotti che
    > girano su Windows e si tratta sia di roba
    > marchiata Microsoft che di altra realizzata da un
    > variegato numero di software house più o meno
    > grandi e su nessuno di questi prodotti "si
    > mettono le mani" (a parte il normale utilizzo) e
    > si spendono comunque cifroni per l'assistenza.
    >

    Se metti su un Server Windows 2003 con ISA server 2003 trovi diverse persone che nel giro di pochi minuti sanno metterci le mani, se metti una distro linux con iptables ci sono tante persone che sanno metterci le mani però prima devono capire che kernel usa, che distro c'è, qual'è il pannello che utilizza per la conf (turtle o altri), se può collegarsi in locale o ssh ecc ecc

    > "Linux" non vuol dire che ogni prodotto software
    > che vi gira deve essere per forza "qualcosa su
    > cui mettere le mani".
    >

    No, intendevo che in caso di necessità è più difficile cambiare ditta che ti dà assistenza

    > In questo caso Linux può essere stato scelto per
    > far girare un prodotto proprietario sul quale
    > "non si devono mettere le mani", sempre a parte
    > il normale utilizzo. Prodotto che avrebbe potuto
    > girare su Windows, ma che oltre al prezzo del
    > prodotto (ed assistenza) avrebbe richiesto anche
    > il pagamento della licenza del sistema operativo.
    >

    Daccordo, però sono proprio i sostenitori di linux che mi dicono che più concorrenza dà più libertà (e prezzi più bassi), a cosa serve per me azienda non spendere 1000 euro in licenze se poi sono costretto a rimanere con lo stesso fornitore in balie delle sue tariffe?

    > E poi ci sono le caratteristiche tecniche dei due
    > diversi sistemi operativi, che possono aver fatto
    > preferire Linux A bocca aperta

    Sicuro, anche se dubito che questa sia un'applicazione così critica...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    >
    > > Hmm. Metterci le mani? Per fare che?
    > >
    >
    > Perchè si rompe un disco? perchè bisogna
    > aggiornare il sistema? perchè per motivi X non
    > funziona più?
    >
    Vale per qualsiasi S.O.,per qualsiasi applicazione,per qualsiasi server,per qualsiasi desktop.

    > > Qui nella mia azienda è pieno di prodotti che
    > > girano su Windows e si tratta sia di roba
    > > marchiata Microsoft che di altra realizzata da
    > un
    > > variegato numero di software house più o meno
    > > grandi e su nessuno di questi prodotti "si
    > > mettono le mani" (a parte il normale utilizzo) e
    > > si spendono comunque cifroni per l'assistenza.
    > >
    Questi prodotti sono auto-installanti,auto-configuranti,si auto-riparano,in caso di errore lo correggono autonomamente??
    Ogni software richiede l'installazione,la configurazione,la manutenzione.

    >
    > Se metti su un Server Windows 2003 con ISA server
    > 2003 trovi diverse persone che nel giro di pochi
    > minuti sanno metterci le mani, se metti una
    > distro linux con iptables ci sono tante persone
    > che sanno metterci le mani però prima devono
    > capire che kernel usa, che distro c'è, qual'è il
    > pannello che utilizza per la conf (turtle o
    > altri), se può collegarsi in locale o ssh ecc ecc
    >
    Buona abitudine vorrebbe che si utilizzassero i vecchi e (per me)amati file di configurazione da editare con VI(ostico ma indispensabile).

    > > "Linux" non vuol dire che ogni prodotto software
    > > che vi gira deve essere per forza "qualcosa su
    > > cui mettere le mani".
    > >
    Vale lo stesso discorso di prima,i prodotti non si auto-ordinano (ricordate una vecchia pubblicità IBM?) e non si auto-installano.

    >
    > No, intendevo che in caso di necessità è più
    > difficile cambiare ditta che ti dà assistenza
    >
    Perchè?

    > > In questo caso Linux può essere stato scelto per
    > > far girare un prodotto proprietario sul quale
    > > "non si devono mettere le mani", sempre a parte
    > > il normale utilizzo. Prodotto che avrebbe potuto
    > > girare su Windows, ma che oltre al prezzo del
    > > prodotto (ed assistenza) avrebbe richiesto anche
    > > il pagamento della licenza del sistema
    > operativo.
    > >
    >
    Sistema informatico funzionante=hardware+SO+ore uomo per l'installazione+software applicativo+ore uomo per installazione software applicativo+manutenzione ordinaria(quindi ore uomo)+manutenzione straordinaria(alre ore uomo).

    > Daccordo, però sono proprio i sostenitori di
    > linux che mi dicono che più concorrenza dà più
    > libertà (e prezzi più bassi), a cosa serve per me
    > azienda non spendere 1000 euro in licenze se poi
    > sono costretto a rimanere con lo stesso fornitore
    > in balie delle sue tariffe?
    >
    Cerca una ditta che ti offre professionalità e serietà,non fumo ed effetti luccicanti.

    > > E poi ci sono le caratteristiche tecniche dei
    > due
    > > diversi sistemi operativi, che possono aver
    > fatto
    > > preferire Linux A bocca aperta
    >
    Vero,non esiste un S.O. perfetto!I vari produttori si collocano in diverse fasce di mercato e offrono features diverse.
    Non dimentichiamo che esistono altri S.O. (Sun Solaris,Apple Mas OSx,UNIX,etc....etc....)

    > Sicuro, anche se dubito che questa sia
    > un'applicazione così critica...
    Bisognerebbe avere più dettagli
    non+autenticato
  • > Se metti su un Server Windows 2003 con ISA server
    > 2003 trovi diverse persone che nel giro di pochi
    > minuti sanno metterci le mani, se metti una
    > distro linux con iptables ci sono tante persone
    > che sanno metterci le mani però prima devono
    > capire che kernel usa, che distro c'è, qual'è il
    > pannello che utilizza per la conf (turtle o
    > altri), se può collegarsi in locale o ssh ecc ecc

    Un server linux lo gestisci da remoto con una semplice interfaccia a caratteri, la distro è relativamente poco importante, gestisco molte distro diverse nello stesso modo. Un server windows è buono solo per i virus, se non hai le finestrelle colorate sei fregato, le differenze nella configurazione di un 2003 server rispetto a un win2000 sono notevoli, così come lo saranno probabilmente con windows vista.
    Su linux hai il controllo completo del sistema, puoi intervenire anche sui sorgenti dei programmi. Windows è a ascatola chiusa.
    I computer unix o unix like seguono regole nell'organizzazione del file system e dei file di configurazione che sono pressapoco le stesse da decenni, anni fa ho lavorato su un vecchio sun solaris senza problemi grazie all'esperienza maturata su linux: in questo ambiente le conoscenze acquisite valgono a lungo, le differenze tra le distribuzioni non sono un problema per un sistemista esperto. Le conoscenze acquisite su winNT, quanto valgono oggi? Come fai ad avere dei professionisti esperti se quello che imparano oggi domani non vale più?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Chi gira la manovella ?

    a turno....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Chi gira la manovella ?

    o quando iniziate con le boiate, le tirati avanti per anni!
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Anonimo
    > > Chi gira la manovella ?
    >
    > o quando iniziate con le boiate, le tirati avanti
    > per anni!

    e dai! un po' di umor!
    mica si puo' esser sempre seriosi!
    non+autenticato
  • l'importante è farle funzionare per 24 ore, con i soldi ricavati dalle multe si procede all'installazione degli UPS
    non+autenticato
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