Kurzweil e Joy: occhio ai virus biologici!

I due guru ammoniscono il Mondo e la comunità scientifica: la ricetta per la distruzione dell'umanità è negli archivi online che contengono il codice genetico di virus ed agenti patogeni

New York (USA) - Ray Kurzweil, inventore di fama e celebre osservatore del progresso tecnologico, lancia un allarme rivolto a tutti gli esponenti della comunità scientifica. Se il mondo trema all'idea dell'influenza aviaria, Kurzweil lancia un SOS dalle colonne dell'autorevole New York Times con un articolo dal titolo significativo: "La ricetta per la distruzione". Un titolo che ben si sposa anche con gli scenari catastrofisti più volte disegnati dal co-autore di quell'articolo, il co-founder di Sun Microsystems Bill Joy.

"Dopo un decennio di duri sforzi di ricerca - si legge nell'articolo - gli scienziati statunitensi sono riusciti a ricostruire il virus dell'influenza spagnola che nel 1918 falciò l'esistenza di 50 milioni di persone". La condizione essenziale per la pubblicazione di questi studi, come ricorda Jocelyn Kaiser del prestigioso Science, è che "gli autori di queste ricerche genetiche devono rendere di pubblico dominio tutto il DNA dei virus analizzati".

Una "assoluta follia", dichiarano i due futurologi. Il design genetico di questo virus, appartenente al ceppo dell'influenza aviaria, è stato recentemente pubblicato su Internet dal dipartimento della salute degli Stati Uniti, disponibile attraverso il database GenBank. Un sistema facilmente consultabile ed aperto, grazie a strumenti di consultazione gratuiti.
Un sistema informatico e come tale vulnerabile. "Il genoma di questo virus è un'arma di distruzione di massa, forse peggio", continuano Joy e Kurzweil, "perché creare una bomba atomica è molto più difficile rispetto a nuove mutazioni virali ancora più potenti e letali". Chiunque, con un minimo di conoscenze specifiche, potrebbe mettere le mani su queste informazioni e creare la propria arma biologica personalizzata.

La polemica di Kurzweil e Joy è spaventosa ed attuale. "Abbiamo bisogno di un nuovo Manhattan Project", dicono, paragonando i dati genetici reperibili su Internet ai piani per la costruzione di bombe atomiche. "Abbiamo bisogno di organizzare e sperimentare difese specifiche contro queste nuove minacce provenienti dal mondo dell'alta tecnologia", concludono: "Forse questa volta ci andrà bene e la diffusione di informazioni su questi virus potrà contribuire alla creazione di vaccini antiepidemici".

L'intero articolo è disponbile qui.

Tommaso Lombardi
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