Internet, la ritirata di Seat

Il Gruppo di Marco Tronchetti Provera inizia a dettagliare le attività online che verranno ridimensionate e quelle che saranno abbandonate. I dettagli

Roma - I grandi gruppi italiani continuano a ristrutturare la propria presenza in rete improntando i nuovi percorsi a criteri di estrema prudenza. In quest'ambito stupisce ma non troppo la decisione di Marco Tronchetti Provera e del Gruppo Telecom Italia di procedere speditamente alla ristrutturazione di Seat Pagine Gialle, così come annunciato dallo stesso Provera dopo l'acquisizione del Gruppo.

Una operazione che vede prima di tutto quella che si può definire una "ritirata" di Seat dalla rete. Il gruppo intende infatti porsi sempre più all'interno del mercato dei servizi alle imprese e sembra ora disposto a cedere rami d'azienda e partecipazioni che non rientrino nel proprio core business.

In quest'ottica, stando alle ultime notizie di stampa e a quanto dettagliato da "IlMondo", Seat pare intenzionata a mantenere in vita Virgilio.it pur riducendo i contenuti e il lavoro interno e stringendo nuove partnership con soggetti esterni per ridurre i costi.
Allo stesso modo dovrebbe rimanere in mano a Seat Miaeconomia.com di Alan Friedman. Mentre verrebbero accorpate in Seat sia Kmatrix che Tin.it.

Saranno invece cedute le partecipazioni di Seat in aziende di rete come TicketOne, B-Finance, Elettroclick, ZDNet Italia, Gay.it e Giallo Viaggi/Lavoro/Market e altre ancora. Il destino di queste imprese appare dunque tutt'altro che sicuro. Nulla si sa, ancora, di eventuali conseguenze della "ritirata" di Seat sui livelli occupazionali.
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3 Commenti alla Notizia Internet, la ritirata di Seat
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  • A quanto si dice, gestire un abuse desk per reprimere gli spammer che abusano della rete (e dei nostri attributi) ha un costo.
    Tin, a quanto pare, ha deciso di risparmiare pesantemente, col risultato che piu' o meno tutti abbiamo sotto gli occhi (e per chi lo volesse vedere meglio, legga per un po' it.news.net-abuse), con dial-up e addirittura adsl Tin che ci inondano di spazzatura.
    Leggendo l'articolo, temo che ci aspetteranno tempi peggiori, perche' un abuse desk efficiente non semgbra essere considerato dai miopi dirigenti come un costo indispensabile.
    Per quanto mi riguarda, sono scappato da qualsiasi servizio TIN e ne restero' ben lontano, in attesa di un blacklistaggio totale o di un abuse desk *esistente*.
    non+autenticato
  • ho vissuto sulla mia pelle la "ristrutturazione" del portale virgilio.it e la mia imprassione, da uomo di marketing, è che sia stata condotta un po' alla carlona.

    Mi spiego meglio: la ristrutturazione di un portale dovrebbe partire da una strategia di ridimensionamento e conseguente taglio/chiusura di rami secchi (cui segue, inevitabilmente, una ristrutturazione di personale).

    Quello che è avvenuto in virgilio, o almeno quello che hanno percepito i protagonisti, è stato un percorso inverso: hanno tagliato posti, un po' caso, per ridurre l'occupazione a circa la metà (con un balletto di cifre percentuali che variava dal 30 al 65%, a seconda dell'interlocutore di turno). Dopo di che hanno cominciato a contare chi era sopravvissuto alla decimazione semi-selvaggia e stanno valutando cosa sono ancora in grado di fare internamente e cosa, invece, sono costretti a chiudere per mancanza di risorse umane.

    Secondo me si tratta di una politica miope: non contesto il licenziamento o il ridimensionamento del portale, ma non è certo questo il modo!
    non+autenticato
  • Sono perfettamente d'accordo.
    Prima tagliano per dare "un segnale al mercato" e poi cominciano a chiedersi che fare. Senza considerare che adesso si trovano con alcuni comparti sprovvisti del personale di cui avrebbero bisogno. La cosa nuova è quell'eplicito riferimento ai "servizi alle imprese". E' vero? si va in quella direzione? Allora perché si tengono Virgilio e danno via Giallo? Mi sembra che dopo mesi, non siano ancora chiari nel far capire le strategie
    non+autenticato