UK, le ID card biometriche vanno avanti

Il governo non si ferma e procede sulla via della sperimentazione, chiedendo anche le opinioni delle aziende. Ma molti cittadini sono contrari. Già incassate le critiche di Microsoft

Londra - L'Home Office britannico ha realizzato il primo piano per testare sul campo le nuove tecnologie biometriche correlate al progetto "carta d'identità elettronica" approvato dal premier Tony Blair. Sebbene la legge che renderà possibile l'adozione delle card abbia ancora bisogno di completare l'iter legislativo per ottenere il beneplacito della Camera dei Lords e il consenso reale della Regina Elisabetta II, la strada appare ormai in discesa.

Ecco allora l'utilità dei primi test, che coinvolgeranno 2100 cittadini, rappresentativi dell'intero tessuto sociale inglese. Altri 300 completeranno il campione, e in qualche modo saranno scelti fra le persone con caratteristiche biometriche particolari, più difficilmente registrabili.

L'obiettivo, per ora, è quello di analizzare la qualità di archiviazione e di riscontro delle impronte digitali: i set di immagini trattate saranno comprese fra una e due milioni. Nel documento guida sono contenute anche le direttive per il futuro "National Identity Register", il centro informatico che archivierà le future 100 milioni di immagini di impronte della popolazione. Un golem digitale che dovrà gestire almeno 163 milioni di verifiche annuali, provenienti da almeno 265 dipartimenti governativi e 44 mila organizzazioni del settore privato.
Fra i dettagli del progetto "carta d'identità digitale" per ora non è presente la voce specifica riguardante l'ammontare dei fondi necessari. Con l'aiuto dei distributori IT, il Ministero sembra essere arrivato a definire una forbice di 7/28 miliardi di euro. Comunque, a prescindere dalla spesa, secondo Tony McNulty, Ministro degli Interni, il progetto verrà realizzato.

I vari fornitori, a breve, disporranno di un questionario che permetterà di esprimere opinioni e critiche nei confronti del progetto biometrico. Il Ministero ha sottolineato che ogni considerazione negativa non avrà peso sull'aggiudicazione del bando. Nel documento si può leggere, infatti: "Questa indagine serve solo esclusivamente per aiutare il Programma (carta d'identità digitale) a comprendere le opinioni del comparto sulla strategia di acquisizione biometrica".

Numerose aziende hanno trovato l'iniziativa un po' troppo aleatoria, la sensazione è che si tratti di un mezzo per sondare il mercato. "Solo attraverso un'approfondita comprensione del settore, delle sue abilità e potenzialità il Governo sarà in grado di sviluppare un progetto capace di mantenere le promesse fatte ai cittadini", ha dichiarato Nick Kalisperas, responsabile per il settore pubblico presso Intellect.

Il Ministero degli Interni, inoltre, ha posto una clausola alla fine del documento: "(...) il Ministero degli Interni e nessuno dei suoi consiglieri sono responsabili circa l'accuratezza, l'adeguatezza o la completezza delle informazioni contenute nella presentazione (...)".

A luglio numerosi cittadini britannici avevano indetto una protesta contro il progetto. La settimana scorsa, Jerry Fishenden, esperto del settore per Microsoft, aveva criticato il sistema che probabilmente verrà adottato. Insomma, i dubbi su questa iniziativa permangono ma la sua implementazione è ancora tutta definire. Unica magra consolazione per chi è sfavorevole.

Dario d'Elia
TAG: normativa
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