Ericsson rileva la telefonia di Marconi

L'azienda scandinava acquisterà le attività di telecomunicazioni della società britannica per 2,10 miliardi di dollari. Si parla di tagli negli impianti italiani di Marconi

Stoccolma - Spesa grossa per il colosso svedese Ericsson, che ha comunicato ufficialmente di avere siglato un accordo con Marconi Corporation per rilevarne le attività di telefonia. Il contratto varrebbe 16,8 miliardi di corone (2,10 miliardi di dollari). "L'acquisizione avrà un effetto accrescitivo sulle vendite per circa 14 miliardi di corone e un impatto neutrale sull'utile per azione di Ericsson nel 2006 con un contributo positivo a partire dal 2007" riporta il comunicato diffuso dal gruppo svedese.

Marconi, che assumerà il ruolo di partner preferenziale di Ericsson nel settore TLC nel Regno Unito, cambierà la propria denominazione in "telent plc". Ericsson ha spiegato che l'intesa contribuirà alla crescita dell'attività della comunicazione fissa e mobile, con particolare attenzione alla telefonia IP.

Ericsson acquisirà da Marconi i principali asset:
- il nome ed il marchio Marconi con gli altri diritti di proprietà intellettuale legati alle attività acquisite;
- le attività di Marconi relative alle Reti Ottiche;
- la maggioranza delle attività di Marconi relative alle reti di accesso;
- le attività relative ad apparati e servizi Data Networks con base in Nord America;
- i Servizi internazionali di Marconi, che includono le attività per i Servizi di Telecomunicazioni (installazione, commissioning e manutenzione) non stanziate nel Regno Unito, le attività nei Servizi a Valore Aggiunto (VAS) nel Medio Oriente e le attività relative ai Servizi Wireless Software.
A Telent resteranno le attività relative ai Servizi per le telecomunicazioni in Gran Bretagna (installazione, commissioning e manutenzione), le attività relative ai Servizi a Valore Aggiunto (VAS) nel Regno Unito e in Germania, la piattaforma System X con annesse attività di supporto e i Payphones (telefoni pubblici).

Non mancano i risvolti "italiani" dell'affare, legati alle attività di Marconi. Se infatti sembrano chiari i termini generali dell'operazione, preoccupazione è stata espressa dalle delegazioni sindacali di Genova di Fiom e Cgil alla notizia del passaggio di proprietà, che porta con sè l'ombra degli esuberi.

L'amministratore delegato della Ericsson, Carl-Henric Svanberg, avrebbe annunciato che il colosso svedese intenderebbe tagliare dal 15 al 20% della forza lavoro di Marconi negli stabilimenti italiani.

"Non sono chiari i contorni reali dell'operazione - rilevano le organizzazioni sindacali - nè rispetto agli aspetti industriali, nè a quelli proprietari e societari, nè tantomeno a quelli occupazionali". L'operazione "puo' dare l'avvio a sovrapposizioni sia di aree di mercato che di prodotti, ed è quindi evidente che nel prossimo incontro tra le segreterie nazionali sindacali e la direzione dovranno emergere chiarimenti sugli effetti dell'acquisizione".

Dario Bonacina
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