venerdì 28 ottobre 2005

ADSL, chi cambia soffre

Mesi di attesa per chi vuole cambiare ADSL, numero di telefono, tariffa. Tiscali non ne può più e cita in giudizio d'urgenza Telecom Italia. Per i consumatori scegliere un altro operatore è una vera e propria odissea

ADSL, chi cambia soffreÈ evidente che l'utente è scoraggiato a cambiare operatore, alle condizioni attuali. Il che imbalsama il mercato, danneggia la concorrenza, ostacola la discesa dei prezzi e il miglioramento del servizio. Gli operatori sanno che gli utenti rimarranno fedeli anche se in parte insoddisfatti; perché sforzarsi a migliorare il call center, le velocità, diminuire i prezzi, allora? Se qualche progresso lo fanno comunque, è per accaparrarsi gli utenti che ancora non hanno l'ADSL. Non tanto per il timore di perdere i propri e per conquistare quelli altrui. Ma gli utenti privi di ADSL sono una fetta di popolazione che tende a ridursi.

Se la situazione non si sblocca, quindi, quando il mercato sarà saturo non ci sarà più interesse a migliorare il servizio e i prezzi; l'ADSL italiana potrebbe allora avvizzire, ferma sullo status quo. Il che fa il gioco soprattutto di chi ha già preso la fetta più grande della torta: Telecom Italia, che ha circa il 70-80 per cento degli utenti ADSL italiani. Purtroppo si può fare ben poco, dal momento che "Telecom ignora le nostre delibere e si rifiuta di essere regolamentata", dice un portavoce del Garante TLC, che al momento ha le armi spuntate perché "siamo sotto organico: siamo meno di 300, mentre avremmo bisogno di circa 400 persone. Ofcom, il Garante TLC britannico, ne ha 1.500. Ma a noi hanno tagliato i finanziamenti, abbiamo ricevuto solo in parte quelli del 2004. E dal 2006 sarà anche peggio". Un problema che quindi non è confinato al settore ADSL, ma investe la politica e l'economia italiana nel complesso. Quando un Paese è in crisi economica, si arrocca su posizioni difensive. Non investe più nella liberalizzazione, ma tende a fare scudo con il protezionismo. Di conseguenza, tendono a rafforzarsi i monopoli.

Al momento, la buona volontà del Garante sembra infrangersi su un muro di gomma, che è lo specchio di un problema più grande, generale del Paese. "L'override al momento ci sta creando solo problemi", dice Nuti. "Alcuni utenti hanno perso l'ADSL perché il call center di un operatore di unbundling aveva inoltrato richiesta di attivazione, senza il loro permesso". "Pensa un po'- aggiunge Nuti- era capitato anche a me, per fortuna sono riuscito a bloccare la nuova attivazione". Non è raro che call center troppo zelanti, per equivoco o malafede, attivino l'ADSL a utenti inconsapevoli. Nelle condizioni dell'override, però, l'utente perde d'un tratto l'ADSL già attiva e magari si vede recapitare a casa il modem e la prima bolletta di un altro provider, cui non ha mai richiesto nulla.
"Gli utenti in questione hanno mandato diffida al nuovo operatore e dopo una settimana sono riusciti a riottenere l'ADSL". "Sono casi isolati", ribatte Festino, "che comunque si dovrebbero combattere sorvegliando meglio il fenomeno delle attivazioni non richieste. Che è un problema a parte. La delibera sull'override è un passo nella giusta direzione, invece. Meglio un sistema imperfetto che niente. Ogni indugio e cavillo posti sull'override fa il gioco di Telecom, cioè di chi mina la concorrenza". Tiscali, nell'attesa che la situazione si sblocchi, favorisce il cambio operatore rimborsando il costo della raccomandata di disdetta. Inoltre, dà cinque euro di bonus sulla prima bolletta, agli utenti che inviano disdetta, al precedente operatore, entro tre giorni dalla richiesta di attivazione dell'ADSL Tiscali.

Anche Telecom riconosce che la procedura di cambio operatore è, al momento, troppo lunga; è studiata per favorire l'operatore uscente e non l'utente. Telecom si batte, presso Agcom, perché debba essere l'operatore entrante ad affrontare la burocrazia, a curare la procedura di disdetta. È così in altri settori, come in quello bancario. Adesso, invece, è l'operatore uscente a istruire la pratica. Quest'ultimo ha però tutto l'interesse "a fare retention" (come si dice nel marketing), cioè a dissuadere l'utente a cambiare, a rallentare il tutto. La procedura di distacco passa in ogni caso da Telecom Italia, che deve intervenire in prima persona per applicarla nella centrale cui è collegato l'utente. Il problema, secondo Telecom, è che gli operatori uscenti se la prendono comoda prima di inviargli la richiesta di disdetta dell'utente. La ragione è che non sono tenuti a rispettare un tempo limite, non rischiano di pagare penali, che invece si applicano a Telecom se non dà seguito entro sette giorni alla richiesta di disdetta.
TAG: adsl
159 Commenti alla Notizia ADSL, chi cambia soffre
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  • Ho dato la disdetta a Tiscali per l'ADSL il 5-3-2008 e ho aderito a "Tutto incluso" di Telecom. Tiscali mi ha disattivato l'account (senza preavvisarmi) il 15-5-2008. Da allora sono schiavo di Tiscali perché non si decide a liberarmi la linea, per cui Telecom non può darmi quanto da me richiesto! Dalla mia disdetta sono passati ben 9 mesi. Questa si chiama democrazia? Dove sono la mia libertà di utente e i miei diritti? Non solo: Tiscali mi ha fatto anche pagare una fattura che non mi competeva dal momento che il suo servizio era cessato!!! Non so più che fare...
    non+autenticato
  • Il giorno 15 Novembre 2005 ho sottoscritto un contratto ADSL con l'operatore Tiscali. Contestualmente ho inviato i fax di disdetta a Telecom per un precedente contratto per l'ADSL Alice. Analoga disdetta è stata inviata, per mio conto, da Tiscali con raccomandata. Dopo innumerevoli altri fax di sollecito, email e telefonate al 187 il giorno 27 Dicembre mi è stata disconnessa la Linea ADSL Telecom.
    Nel frattempo Tiscali riceveva un rifiuto alla nuova installazione.
    Per farla breve dopo innumerevoli solleciti, il giorno 3 Febbraio 2006 Tiscali riceveva il secondo rifiuto da Telecom senza alcuna motivazione.
    In questo momento non so più come agire; non posso agire contro Telecom che a me dice che non ci sono ostacoli alla nuova attivaziene e non posso agire con Tiscali che afferma che la responsabilità è di Telecom...
    non+autenticato
  • un'esperienza tranquilla in mezzo a tanto casino: volendo passare da free a flat con tele2 -in piena estate!- hanno assolutamente rispettato i tempi prospettati senza il minimi problemi
    e il call center ha sempre risposto praticamente subito

    qualcosa da qualche parte funziona...
    non+autenticato
  • beh non c'è da stupirsi che la frettolosa e bacata privatizzazione della sip, che ha portato alla creazione di questo mostro malato col 500% di DEBITI poi si vada a ripercuotere sul cittadino... :/

    Il governo che fa? Invece di preoccuparsi dei problemi del cittadino è impegnato a farsi le leggi per gli affari propri, si sa... in questo settore come da un po' tutte le parti (a partire dalle più importanti e con precedenza, figuriamoci), non c'è proprio nulla da stupirsi neanche qui! :/:/
    non+autenticato
  • Qualche tempo fa sono passato dalla linea ISDN alla linea ADSL con Alice flat, (640 K) alla modica spesa di 37 euro circa al mese. I tecnici Telecom hanno passato un nuovo cavo, esclusivo per l'ADSL, infatti il mio telefono è senza alcun filtro. Dopo qualche mese, la concorrenza ha imposto l'adeguamento della velocità da 640 a 1,2 Mega. La promessa per i vecchi utenti flat, era il passaggio automatico entro un certo periodo, poi ritardato di qualche mese. Alla fine, quando tutto doveva essere a posto, navigavo ancora a 640. Telefonate al 187 che il più delle volte mi dicevano che il mio pc aveva dei problemi, faccio fare le verifiche del caso ad un tecnico, il quale non grova niente di anormale. Saranno seguite un centinaio di telefonate sempre al 187 (qualche volta, meglio dire spesso, l'operatore faceva cadere accidentalmente la linea ) bisognava ricominciare tutto daccapo con i tempi che tutti conoscono. Per fortuna, dopo aver telefonato anche alla centrale di Cagliari, da cui dipendo, un operatore molto gentile, anche se non era suo compito, mi ha aggiornato la velocità nel giro di un'ora. In questi giorni, sempre per l'agguerrita concorrenza, Telecom alza la velocita FINO a 4 mega. Io aspetto i proverbiali tempi tecnici per l'adeguamento, ma niente o ben poco e cambiato, la mia velicità media e di 1,5 - 1,6 mega, senza MAI SUPERARE 1,8. Di nuovo telefonate al 187 e di nuovo risposte insensate. Qualche operatore mi dice che è tutto normale, che malgrado la promessa di 4 mega, non si superano mai i 2 mega.
    Mi chiedo allora, perchè pagare molto di più, quando la concorrenza (Tiscali in testa), per una velocità superiore fino a 6 mega, mi fa spendere molto meno?
    Sarebbe opportuno che i dipendenti Telecom prendessero posizione nei confonti della Società per evitare che clienti come me possano riempirli di impropreri per la presa per i fondelli con cui veniamo trattati.
    Saluti Franco
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