E-card per identificare chi fuma

In Giappone è partito il progetto pilota che consente di acquistare sigarette dai distributori automatici solo a chi è in possesso di un'apposita carta elettronica. Per contenere il consumo da parte di minori

Tokyo (Giappone) - L'Istituto del Tabacco del Giappone e alcune aziende produttrici hanno inaugurato un progetto pilota che permetterà di controllare le vendite delle sigarette vietando l'acquisto ai minori di 20 anni, come prescrive la legge. I nuovi distributori, istallati nell'isola di Tanegashima, integreranno un sistema di identificazione con card elettroniche. In pratica, tutti gli over 20 dovranno fare richiesta scritta presso i centri operativi di Tokyo, Tanegashima o Nakatane - il capoluogo dell'isola - per ottenere una tessera elettronica che ne comprovi la data di nascita. Inserendo la card nei distributori i consumatori saranno abilitati all'acquisto.

L'esperimento è iniziato nel maggio scorso e si protrarrà fino al 2008, quando tutti i distributori giapponesi (circa 620 mila) saranno dotati di sistema di verifica dell'età. Secondo i promotori, il progetto è in linea con le direttive del World Health Organization Framework Convention on Tobacco Control, che ha come obiettivo la prevenzione delle malattie provenienti dal fumo e il coinvolgimento delle Nazioni per l'adozione di misure che proteggano i minori.

Tanegashima, poco più a sud di Kyushu, fa parte della provincia di Kagoshima ed ha una popolazione di solo 35 mila persone ma ben 169 distributori di sigarette. Entro la fine dell'anno il 90% sarà sostituito con i nuovi modelli a controllo elettronico. Attualmente fra gli 8 mila fumatori dichiarati sono state distribuite 5100 card. Per i turisti è stata studiata una soluzione alternativa: card a durata settimanale. Ogni mese vengono consegnate 800 card di questo tipo.
I dati della prefettura dell'isola riguardanti il consumo minorile di sigarette indicano un calo notevole. Nel 2003 vennero fermati 40 ragazzi under 20; nel 2004 solo 33 giovani; dall'inizio del 2005 solo uno, cinque in meno allo stesso periodo del 2004.

"Se i nuovi distributori elettronici verranno istallati in tutto il paese, questa si dimostrerà un'iniziativa vincente per la prevenzione del fumo minorile", ha dichiarato il commissario di polizia locale. "Il 95% dei minori trovati in possesso di sigarette le avevano acquistate dai vecchi distributori".

Uno dei tabaccai intervistati ha dichiarato che il numero di ragazzi che si riforniscono ai distributori è diminuito sensibilmente: ormai pare che si fermino solo per scoprire il motivo per cui non possano comprare sigarette.

Il portavoce della Japan Tabacco, l'azienda più grande del Giappone che vende sigarette, ha dichiarato che il fumo minorile è un problema che dovrebbe essere affrontato dall'intera società, non solo dai produttori. Per questi, e per la catena distributiva, si annunciano tempi duri.

Dario d'Elia
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6 Commenti alla Notizia E-card per identificare chi fuma
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  • I Minori non devono fumare, il fumo crea dipendenza e danni irreparabili alla salute, e i minorenni sono troppo stupidi per capirlo   :@
    non+autenticato
  • come per tutto ciò che è proibito. Il propibizionismo conduce direttamente al mercato nero. E arrichisce chi lo gestisce. Se i consumatori richiedono qualcosa e il mercato non lo può fornire per barriere normative allora si crea un mercato parallelo sommerso che evade non solo il divieto, ma tutte le regole del normale commercio, creando sommerso.

    Già mi vedo schiere di amici e fratelli maggiori che riforniscono previa cresta sul prezzo tutti questi "innocenti minori".

    Se si vuole che la gente non fumi, non si droghi, non beva sarebbe il caso di agire un po' più a fondo sulle cause. Perchè gestire la proibizione è impossibile. Nemmeno se ci fosse la pena di morte per i trasgressori.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > come per tutto ciò che è proibito. Il
    ...
    > è impossibile. Nemmeno se ci fosse la pena di
    > morte per i trasgressori.

    Sono d'accordo in tutto. Comunque considera che piu' che frenesia di proibizionismo, si tratta della necessita' di rendere a norma di legge i distributori automatici, ora come ora hanno solo un adesivo con scritto che l'acquisto e' vietato a chi ha meno di 20 anni, adesivo inutile e norma disdetta. Forse l'unico effetto benefico che ne uscira' sara' il messaggio sulla pericolosita' del fumo. Certo, non colpira' come una rivelazone tutti i minorenni, ma potrebbe contribuire a mettere in cattiva luce il tabacco agli occhi di molti. E in un paese come il Giappone che ha leggi antifumo blande, nulle per i posti di lavoro, e troppo recenti e deboli per i luoghi pubblici, ce n'e' un gran bisogno.
    I giapponesi fumano molto, per lo meno pero' dove e' vietato, la regola viene rispettata. Solo da poco campagne antifumo hanno preso piede, ben vengano ma non dicono "non fumare" bensi' "rispetta le regole e il prossimo" cose tipo "fuma lontano dagli altri". Sono campagne della Japan Tobacco stessa, per cui non dicono mai "se fumi ti cresce cancro/tumore/infarto/enfisema/impotenza e crepi".
    Come in Italia a combattere i danni del fumo e' lo stato stesso che ne ha il monopolio.
    La sanita' pero' e' solo parzialmente pubblica per cui le spese delle malattie da fumo non hanno mai spinto i governi giapponesi a limitare il consumo di tabacco, i cui introiti sono da capogiro.
    non+autenticato
  • Il Giappone ha regolamenti antifumo solo a discrezione delle singole prefetture, così che si creano assurdi come nelle strade più affollate di Tokyo, in cui devi entrare in un locale per fumare - qualsiasi locale - perché per strada è proibito e dentro no. I disclaimer sulle sigarette poi ci sono solo da pochi mesi, e la pubblicità è permessa (in Giappone è pieno di manifesti enormi per strada che pubblicizzano giovani e avvenenti modelli e modelle con la sigaretta in bocca). È vietato solo nelle scuole, a livello nazionale. C'è anche da dire che una legge antifumo viene regolarmente proposta ogni anno ma si arena a causa di pressioni delle multinazionali del tabacco (il Giappone ha un sistema parlamentare simile a quello italiano della prima repubblica: è molto facile far arenare le leggi e far cadere i governi con ricatti di piccoli partiti). Ma c'è anche da dire che i sistemi di condizionamento sono potentissimi e diffusissimi, e che il livello di fumo nell'aria è bassissimo anche nei locali dove non è vietato fumare (pochissimi).
    Comunque le cose stanno cambiando anche là, a quanto pare. Non si può da poco più scrivere "Light" e, come a Hong Kong, c'è una causa in atto per far cambiare nome alle "MILD Seven".
    Vedremo.
    non+autenticato
  • Tutto verissimo.
    Aggiungo pero' che benche' nei locali pubblici e posti esposti al pubblico si applichino le leggi antifumo, nei posti di lavoro non aperti al pubblico nessuna legge tutela il lavoratore dal fumo passivo.
    Le cose come dici stanno pero' cambiando.
    non+autenticato
  • Questo non è proibizionismo. Proibire la vendita di una sostanza sicuramente dannosa ai minorenni non ha nulla di illiberale. Considera che la maggior parte dei fumatori comincia in giovane età e poi quando capisce dell'errore, è ormai troppo tardi per via della dipendenza. Sicuramente è possibile che un maggiorenne rifornisca i minori delle sigarette ma in questo caso è denunciabile da parte del genitore che ha il diritto/dovere di occuparsi della salute dei propri figli.
    non+autenticato