Un messaggio anonimo può costare il licenziamento?

Un impiegato critica anonimamente l'operato del management dell'azienda per cui lavora su un forum Yahoo! L'impresa, con l'aiuto della Legge, ottiene il suo nominativo e lo licenzia

Washington (USA) - Una storia del 21esimo secolo che mette in gioco la legislazione statunitense, un impiegato, l'azienda per cui lavora - anzi lavorava (spoiler inevitabile), un forum e Yahoo. L'anonimo "Dilbert" un giorno decide di lasciare un messaggio infuocato nel forum Yahoo sulla società per cui lavora, Allegheny Energy Service. Le accuse, sotto anonimato, riguardano la discutibile gestione manageriale corporate e su tutto, con toni coloriti, la critica del "diversity program" interno, ovvero la politica aziendale - prescritta dalla legge - che cerca di agevolare le minoranze nella corsa ai ruoli di responsabilità. Dichiarazioni pesanti, insomma, che sebbene celate da un nickname fanno da catalizzatore al desiderio di vendetta dell'impresa.

Immediatamente da parte di quest'ultima scatta una denuncia contro ignoti per "rottura del dovere fiduciario e della lealtà all'impresa". Norme che rientrano in numerosi contratti di lavoro statunitensi e che servono per proteggere il settore privato dal cosiddetto "mobbing al contrario". Clifton G. Swiger
- nome dell'impiegato - continua a fare il suo lavoro e si preoccupa poco delle conseguenze di questa azione, tanto più che il suo anonimato sembra ancora essere solido ed impenetrabile.

Ebbene, passano tre mesi e la Allegheny Energy Service rilancia con un'azione legale che possa prevenire ulteriori nuovi attacchi da sconosciuti e, con la legge dalla sua, ottiene un "atto di comparizione" per Yahoo. L'obiettivo è quello, ovviamente, di poter ottenere il nome dell'impiegato "mascalzone". E qui la commedia diventa farsa, perché Yahoo! spedisce al malcapitato un mail che lo avverte di quanto sta succedendo e che, se non dirimerà la questione, fra quindici giorni il suo nome sarà comunicato alla Allegheny Energy Service.
L'epilogo è quanto mai annunciato, con un tocco di "classe". Allegheny Energy, conosciuto il nome del presunto millantatore, ritira le accuse e poco dopo licenzia il fastidioso impiegato. Clifton G. Swiger, dalla sua, si dispera, dichiara di non aver mai ricevuto la comunicazione proveniente da Yahoo!, e racconta tutta la storia ad uno dei giuristi più quotati nel settore IT, nonché docente della George Washington University Law School, ovvero Daniel J. Solove.

E come tutte le storie legali statunitensi adesso sembra essere arrivato il momento della resa dei conti. Swiger ha deciso di impelagarsi in una querelle legale che potrebbe diventare epica, denunciando: abusi processuali, abuso delle procedure civili, prevaricazione del diritto alla privacy, divulgazione pubblica di fatti privati e licenziamento ingiustificato.

Secondo Solove se la subpoena fosse stata dibattuta in tribunale, molte corti si sarebbero pronunciate per proteggere l'identità dell'impiegato e per rispettare il Primo Emendamento che protegge anche i diritti dell'anonimato. L'unico modo per aggirare l'Emendamento sarebbe stato quello di dimostrare di avere una solida motivazione, che però nella maggior parte dei casi sembra riguardare questioni ben più serie che un caso di diffamazione anonimo su un forum, sempre secondo Solove.

Sebbene tutti i particolari non siano chiari a Solove, sul suo blog, sostiene che si sia trattata di una semplice strategia per ottenere il nome dell'impiegato, da licenziare poi in seguito. "Non ho idea di quante possibilità abbia di vincere la causa, ma certamente si è trattato di un uso improprio della procedura legale", ha spiegato Solove. "L'azienda ha deliberatamente adottato sotterfugi per ottenere informazioni che erano private. La questione centrale è che il metodo adottato è altamente offensivo per chiunque; in questo caso il querelante potrebbe vincere".

"Per quanto riguarda, invece, la divulgazione pubblica del suo nome credo che le motivazioni addotte dal querelante siano deboli. La sua identità è stata resa nota solo agli altri impiegati", ha aggiunto Solove. L'ultima questione riguarda le leggi del lavoro, e quindi, in un certo senso, i diritti e i doveri di un assunto. Anche in questo caso Solove ha un'opinione piuttosto condivisibile: "Non sono un esperto del settore, ma può una persona creare un ambiente di lavoro ostile lasciando un post online mentre non lavora ed è a casa? Il licenziamento è contro la policy pubblica? Se si è basato sull'acquisizione illegale della sua identità, allora può essere".

Non è certamente il primo caso di licenziamento legato al mondo dei blog e dei forum, ma la questione sembra ormai diventare un fenomeno in crescita: Ellen Simonetti, cacciata dalla Delta Airlines per aver pubblicato sul proprio sito Web le foto in uniforme da hostess, Jessica Cutler dell'ufficio di un senatore di Washington, cacciata a causa delle dichiarazioni pubblicate sul suo blog personale, Joe Gordon brutalmente licenziato dalla catena libraria Waterstone a causa delle sue affermazioni lesive nei confronti dell'azienda pubblicate sul suo blog personale, Michael Hanson, ex impiegato Microsoft, licenziato per lo stesso motivo...

"Disapprovo ciò che dici, ma difenderò fino alla morte il tuo diritto di dirlo" - Voltaire

Dario d'Elia
TAG: privacy
33 Commenti alla Notizia Un messaggio anonimo può costare il licenziamento?
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  • nei diversi post mi sembra che non si colga il punto della questione.

    forse non e' chiaro a tutti ma se io scrivo su un giornale (o dico alla televisione):

    >

    mi prendo una responsabilita' evidente.

    tizio infatti, qualora ritenga che le mie affermazioni siano mendaci o offensive, puo' adire a vie legali per ottenere riparazione del torto. Si va in tribunale e un giudice decide se tizio ha ragione, nel qual caso verro' condannato a pagare un tot o addirittura (diffamazione grave) rischio la galera.

    non si capisce perche' internet dovrebbe essere diverso e costituire un porto franco in cui tutto e' permesso, vi piacerebbe venire sputtanati senza possibilita' di difendervi? e' questa la vostra idea di liberta' d'espressione?

    La cosa che trovo insensata e' che la giustizia privata si sostituisca a quella pubblica. Non esiste che yahoo consegni dati privati su ingiunzione di chiunque a meno che il chiunque non sia un giudice... Personalmente questa puo' essere una buona ragione per chiudere la mia email personale su yahoo...

    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > nei diversi post mi sembra che non si colga il
    > punto della questione.
    >
    > forse non e' chiaro a tutti ma se io scrivo su un
    > giornale (o dico alla televisione):
    >
    TIZIO HA FATTO QUESTO E QUEST'ALTRO
    >
    > mi prendo una responsabilita' evidente.
    >
    > tizio infatti, qualora ritenga che le mie
    > affermazioni siano mendaci o offensive, puo'
    > adire a vie legali per ottenere riparazione del
    > torto. Si va in tribunale e un giudice decide se
    > tizio ha ragione, nel qual caso verro' condannato
    > a pagare un tot o addirittura (diffamazione
    > grave) rischio la galera.
    >
    > non si capisce perche' internet dovrebbe essere
    > diverso e costituire un porto franco in cui tutto
    > e' permesso, vi piacerebbe venire sputtanati
    > senza possibilita' di difendervi? e' questa la
    > vostra idea di liberta' d'espressione?
    >
    > La cosa che trovo insensata e' che la giustizia
    > privata si sostituisca a quella pubblica. Non
    > esiste che yahoo consegni dati privati su
    > ingiunzione di chiunque a meno che il chiunque
    > non sia un giudice... Personalmente questa puo'
    > essere una buona ragione per chiudere la mia
    > email personale su yahoo...
    >
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Si va in tribunale e

    Manca questo passaggio nella vicenda, non concordi?
    non+autenticato
  • Chi ha qualcosa da dire di serio non ha problemi a fare il suo nome.
    Chi spara merd@ a volonta' forse qualcuno ce l'ha.
    In ogni caso e' normale e giusto che uno si prenda la responsabilita' di quello che fa.
    Per caso qualcuno non legge anche su PI che il suo IP è registrato? Cosa credete, che sia per giocare gli ottetti all'enalotto?

    Anonimo
    non+autenticato
  • Il problema sta ovviamente nel contratto.

    Nel contratto viene imposto al dipendente di non poter fare affermazioni che possano nuocere alla societa'. Questo e' palesamente una limitazione dei diritti costituzionali statunitensi.

    Forse sarebbe stato piu' utile che la societa' dimostrasse che quento detto non corrispondesse al vero.

    Bisognerebbe decidere se e' piu' importante che qualcuno abbia detto una cosa o non e' forse piu' grave quello che accade in quella societa' se el accuse sono vere.
  • So che negli Stati Uniti questo tipo di clausole sono molto comuni ma la cosa mi pare veramente mostruosa. Il comportamento di Yahoo poi è riprovevole ed andrebbe boicottata
    non+autenticato
  • Perchè si pensa che il posto di lavoro sia un diritto senza alcun dovere? Perchè un dipendente può arrecare danno all'azienda impunemente? Il suo stipendio viene ricavato dagli incassi della società per cui lavora, se si diletta ad arrecargli danno beh... è giusto che ci rimetta anche lui e non solo l'azienda.
    non+autenticato
  • Ma stai bene?
    non+autenticato
  • Perche' negli Stati Uniti (molto meno in Italia) esiste il diritto costituzionale di esprimere il proprio parere

    e perche' mai una ditta non dovrebbe volere che si sappia qeullo che combina? Ha qualcosa da nascondere?

    Finche' si tratta di non diffondere segreti industriali posso capire, ma questo non puo' arrivare a negare la possibilita' di violazione di diritti (come quelli sulla diversita')

    Il problema non e' che lo ha denunciato in forma anonima, ma che nonostante quanto previsto dalla legge, non sarebbe stato possibile fare una denuncia formale.
  • - Scritto da: Anonimo
    > So che negli Stati Uniti questo tipo di clausole
    > sono molto comuni ma la cosa mi pare veramente
    > mostruosa. Il comportamento di Yahoo poi è
    > riprovevole ed andrebbe boicottata

    Negli stati uniti? quasi tutte le aziende italiane contrattualizzano il fatto che qualsiasi conoscenza, informazione, fatto che il dipendente venga a conoscere nel corso della sua attività lavorativa non può essere utilizzato in alcun modo dal dipendente per creare, direttamente o indirettamente, danno economico, di immagine o altro alla società...


    ==================================
    Modificato dall'autore il 07/11/2005 15.42.29
  • > Bisognerebbe decidere se e' piu' importante che
    > qualcuno abbia detto una cosa o non e' forse piu'
    > grave quello che accade in quella societa' se el
    > accuse sono vere.

    son squali... con i soldi e gli stessi diritti del cittadino (se non di più!)
    per cui figurati se a loro sta a cuore la verità.
    Akiro
    1906
  • Ma come hanno fatto ad identificarlo?

    Yahoo! avrà avuto un'indirizzo email ...

  • - Scritto da: chemicalbit
    > Ma come hanno fatto ad identificarlo?
    >
    > Yahoo! avrà avuto un'indirizzo email ...

    Si vede che il babbeo si era registarto con dati veri.
    non+autenticato
  • moltissimi usano questo "modo di dire".

    eppure nella sua forma errata (sicuramente chi lo dice VORREBBE dire "quel che dici secondo me è errato per questo e quest'altro motivo") trasporta una voglia di tappare la bocca agli altri


    di questo siamo circondati

    violenza.
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > moltissimi usano questo "modo di dire".
    >
    > eppure nella sua forma errata (sicuramente chi lo
    > dice VORREBBE dire "quel che dici secondo me è
    > errato per questo e quest'altro motivo")
    > trasporta una voglia di tappare la bocca agli
    > altri
    >
    >
    > di questo siamo circondati
    >
    > violenza.

    Non puoi dire che è una forma di violenza.
    non+autenticato
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