USA a caccia di privacy

Microsoft intende spingere per una legge federale unica che possa contrastare anche i furti di identità, vera grave epidemia per gli utenti internet, non solo negli Stati Uniti

Washington (USA) - Microsoft ha dichiarato di essere a favore di una legge che prescriva standard nazionali per la protezione dei dati personali. Certamente, almeno per ora, non si è ancora apertamente schierata a favore di una soluzione specifica, ma non è escluso che in futuro non lo faccia. L'uscita di Microsoft non è casuale: il Congresso statunitense proprio in queste settimane sta vagliando proposte di linee guida scaturite dalle grosse onde alzate dal fenomeno del phishing e più in generale dal furto d'identità.

"La crescita dell'attenzione nei confronti della privacy, sia a livello statale che federale, ha stimolato la corsa legislativa; i risultato non è stato certamente positivo, con norme, in alcuni casi, inconsistenti e incomplete", ha dichiarato Brad Smith, consigliere generale di Microsoft, in un discorso presso il Congressional Internet Caucus. "Questo non solo confonde il nostro settore, ma lascia i consumatori indifesi. Un'unica legge federale permetterebbe la creazione di uno standard sul quale il privato e il pubblico potrebbero fare pieno affidamento".

Secondo Jerry Berman, presidente del Center for Democracy and Technology, che si occupa anche delle questioni di privacy applicate al settore IT, l'annuncio di Microsoft dovrebbe essere considerato come un punto di riferimento nella causa per il riconoscimento e la protezione dei diritti individuali online riguardanti la privacy. L'idea è anche quella di garantire maggiore trasparenza su attacchi e problemi subiti dalle società che online gestiscono dati sensibili o offrono servizi di banking.
"I consumatori vogliono la trasparenza, soprattutto su come le informazioni che li riguardano vengono archiviate, utilizzate e protette", ha spiegato Peter Cullen, specialista in privacy per Microsoft. "Lo scorso anno più di dieci milioni di statunitensi sono stati vittime di furto di identità, e allo stesso tempo sono state promulgate centinaia di leggi statali riguardanti la privacy. Il Congresso è chiamato a mettere ordine", ha dichiarato Cullen.

Dario d'Elia
TAG: privacy
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