Watermarking pervasivo anche nel video on demand

Obiettivo: controllo totale. I produttori di contenuti sapranno quando e cosa viene riprodotto. Widevine pensa ad un futuro fatto di contenuti video multi-piattaforma e super-blindati

Seattle (USA) - Non c'è che dire: gli operatori televisivi ne sanno una più del diavolo. Solo ieri due dei più grandi gruppi via cavo hanno annunciato il lancio di nuovi servizi di video on demand. Oggi si scopre che un'altra grande società come TVN Entertainment, specializzata nello stesso settore, rilancia con l'adozione di una tecnologia di watermarking realizzata da Widevine. In pratica, tutti i nuovi contenuti video saranno protetti con una sorta di marchio digitale che ne permetterà l'istantanea identificazione; le copie illegali, in questo modo, potranno essere più facilmente individuate, sia dai player hardware che software.

TVN Entertainment è anche uno dei fornitori di Comcast, Cox Communications, Charter Communications e Adelphia Communications, ovvero quattro dei più importanti operatori televisivi via cavo, che a quanto pare adotteranno la soluzione Widewine. Da notare, inoltre, che Comcast è una delle aziende che, in collaborazione con CBS, si appresterebbe a bombardare il settore, con un servizio di video on demand da "sganciare" sul mercato di massa.

Analizzando in maniera dettagliata i possibili effetti del watermarking sul mercato non si può che rimanere stupiti di quanto realmente stia accadendo. Da una parte vi sono le major, sempre più vicine all'integrazione dei watermark in tutti i supporti digitali, dall'altra gli operatori televisivi via cavo, che stanno tentando di attuare la stessa strategia per il video on demand. E il tutto senza che i consumatori si rendano conto di come questo potrà tradursi nel quotidiano. E' evidente che player software e hardware, in futuro, saranno in grado di bloccare la riproduzione di contenuti audio e video non autorizzati, vietarne o limitarne - in base ai desideri delle major - la masterizzazione, disporre di un totale controllo sullo sviluppo e progettazione dei nuovi dispositivi.
Una mano invisibile controllerà tutti i media e i device, dal televisore, al PC, al cellulare. Widevine Mensor, così si chiama la tecnologia di watermarking, però, sarà in grado di fare di più. Non controllerà solo i consumatori, ma anche la catena di distribuzione. Il watermark, infatti, rimarrà intatto attraverso i passaggi via set top box, PC, video-recorder. Ed ogni tentativo di contraffazione avrà come effetto collaterale un degrado qualitativo sui contenuti video. Insomma, in apparenza nessuna via di uscita, anche sotto il profilo licenziatario. Un operatore, in collaborazione con Widewine, potrà tracciare ogni singolo passaggio ed essere certo del pieno rispetto dei contratti di fornitura.

"Si tratta della prima integrazione di watermarking su vasta scala. I proprietari dei contenuti potranno sapere dove, quando e quali dispositivi riproducono i video", ha dichiarato Brian Baker, CEO at Widevine Technologies.

TVN Entertainment ha in ballo nuovi contratti di fornitura. Per ora la lista comprende Adelphia, Bresnan, Buckeye, Blue Ridge, Cablevision, Charter, Comcast, Cox, Insight, Mediacom and Verizon. Watermarking a macchia d'olio sui contenuti digitali.

Dario d'Elia
TAG: drm
55 Commenti alla Notizia Watermarking pervasivo anche nel video on demand
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  • Ciao a Tutti !

    Ennesima "badilata silenziosa", delle major ..

    Leggo sempre molti post che incitano al non comperare più nulla ... ed invece io propongo una idea controcorrente, comperare DI PIU' .... di tutto ciò che non è DRM in fatto di contenuti e Palldium/TCPA in fatto di hardware.

    Certo queste cose si troveranno sempre di più cin "il laternino" ma se ci si impegnasse a "spostare" il denaro e non ad eliminarlo a fare vedere che è il Non-Palladium e Non-DRM a vendere, mettere questi bei grassatori di fronte al loro fallimento, fare vedere che i soldi da qualche parte vanno a inire ... semplicememente non nelle loro tasche, e poi hai voglia a lamentarsi che il P2P è la causa del calo delle vendite !

    Che mi dite ?

  • - Scritto da: The_GEZ
    > Ciao a Tutti !
    >
    > Ennesima "badilata silenziosa", delle major ..
    >
    > Leggo sempre molti post che incitano al non
    > comperare più nulla ... ed invece io propongo una
    > idea controcorrente, comperare DI PIU' .... di
    > tutto ciò che non è DRM in fatto di contenuti e
    > Palldium/TCPA in fatto di hardware.
    >
    > Certo queste cose si troveranno sempre di più cin
    > "il laternino" ma se ci si impegnasse a
    > "spostare" il denaro e non ad eliminarlo a fare
    > vedere che è il Non-Palladium e Non-DRM a
    > vendere, mettere questi bei grassatori di fronte
    > al loro fallimento, fare vedere che i soldi da
    > qualche parte vanno a inire ... semplicememente
    > non nelle loro tasche, e poi hai voglia a
    > lamentarsi che il P2P è la causa del calo delle
    > vendite !
    >
    > Che mi dite ?

    Già visto, già letto, già sentito, ma intanto mentre le vendite non calano per niente, loro contiano a fare i loro porci comodi, trattando il cliente come il peggior delinquente della peggior specie, e danneggiandoli pure (leggi un po' cosa sta succedendo con il DRM della Sony e il primo worm che lo sfrutta).
    Mi spiace ma le major hanno già vinto, e lo hanno fatto negli anni 90, lobotomizzandoci a suon di spot, McDonald e MTV.
    non+autenticato
  • Ciao Anonimo !

    > Già visto, già letto, già sentito, ma intanto

    Caspita !
    Ed io lo ho solo scritto !

    > mentre le vendite non calano per niente, loro
    > contiano a fare i loro porci comodi, trattando il
    > cliente come il peggior delinquente della peggior
    > specie, e danneggiandoli pure (leggi un po' cosa
    > sta succedendo con il DRM della Sony e il primo
    > worm che lo sfrutta).
    > Mi spiace ma le major hanno già vinto, e lo hanno
    > fatto negli anni 90, lobotomizzandoci a suon di
    > spot, McDonald e MTV.

    Mi piaccio i posto costruttivi e speranzosi !

    Direi     GIANNI^-1
  • Si infatti che allegria...........vabbè alla peggio al posto che usare il pc, esco col cane a farmi una passeggiataSorride
  • Mi rivolgo direttamente a Michele autore del posto "i contenuti sono come la merce".
    Partendo da una battuta stupida potrei dirti che anche l'aria potrebbe essere merce comune, basta trovare un modo per quantificarne il consumo.
    Apprezzo l'accostamento del furto di caramelle con il furto dei contenuti digitali, potrebbe calzare, moralmente parlando.
    Purtroppo il discorso diviene diverso nel momento stesso in cui il detentore dei diritti decide UNILATERALMENTE che cosa, con che cosa, come, quando e chi può utilizzare la sua opera ... DOPO ... aver incassato una bella sommetta.
    Mi vien da vomitare per tutte le volte che ho letto e scritto che pagare certe cifre per certi contenuti è immorale e che far pagare le spese dei vari DRM ai propri clienti serve solo a mantenere un mercato dai prezzi gonfiati e dai contenuti scadenti.
    Sono sempre più convinto che il cosidetto furto dei diritti sia solo una scusa, una scusa per garantirsi il furto dei diritti degli autori, per garantirsi guadagni senza alcuno sforzo e a volte senza investimenti.
    Il p2p non cala, ma non è il p2p che danneggia checché ne dicano major e co..
    Non è la semplice volontà di scroccare che induce a copiare e/o a imprestare contenuti vari. Sono i prezzi che sono sbagliati, è il sistema major che è medievale nella sua fossilizzazione.
    Si potrebbero fare grandi cose se solo qualcuno avesse il coraggio di cambiare.
    Chi compera supporti ci sarà sempre, chi ha scoperto che scaricare è bello sarà sempre di più.
    Allora si pratichino prezzi abbordabili per la gran massa delle persone e vedrai come il mercato gira.
    Ovviamente la distribuzione digitale manda a casa qualcuno, ma ne assume altri.
    Ritengo che quelli che andrebbero a casa siano, guarda caso, proprio i parassiti, quelli che hanno sempre e solo sfruttato il lavoro degli altri creando situazioni in cui sia necessaria la loro (inutile) presenza e intermediazione. Mi sembra di parlare della Burocrazia, necessaria in quanto utile per giustificare se stessa e i burocrati che la rappresentano.
    Mi piace questo accostamento, le major sono dei burocrati e si comportano e ragionano come tali.
    Sia chiaro che non amo rubare il lavoro degli altri, ma non sopporto che altri si permettano di decidere, in modo molto subdolo, a volte neppure dichiarato (vedi caso Sony), come mi devo comportare. Facessero lo stesso con le armi....!
    Invece il software per il p2p viene considerato più pericoloso di un mitra e di una bomba a mano, chi scrive codice p2p rischia di trovarsi i mastini legaiuoli alle costole, chi invece costruisce mitra, pistole e affini non rischia proprio nulla, guarda caso il male del secolo è la condivisione di contenuti e non il loro incongruo prezzo e la loro miserevole qualità.
    Per guadagnare bisogna faticare, e se il lavoro non è eseguito a "regola d'arte" si rischia di non venir nemmeno pagati, perché questi bell'imbusti vogliono guadagnare senza quasi nemmeno sudare una goccetta del loro sudore?
    Perché si appropriano del lavoro degli artisti che non possono più vantare diritti sulle opere del proprio ingegno?
    Perché devono essere loro a dettare le regole del mercato e non il cliente e i suoi desideri?
    Perché ci si deve sentire mortificati, cornuti e mazziati a casa propria?(e mai a gratis)
    Certamente la gente è troppo spesso stolta, lo dimostra la situazione del decoder digitale terrestre che tutti abbiamo pagato anche non acquistandolo, che facendo sniffare il calcio ai drogati di quello "sport" riusciranno a trombarti anche sulle trasmissioni televisive, facendoti poi pagare anche la famosa aria detta prima.
    Qui si sta perdendo la libertà e il rispetto delle persone, con la scusa del furto dei diritti d'autore, altro che.......

    Scusa il MIO sfogo e gli errori eventualmente commessi.
    YenA

    ==================================
    Modificato dall'autore il 10/11/2005 16.01.26
  • Ciao,

    Non voglio passare come un sostenitore delle major. L'attuale modello di business che utilizzato è semplicemente una migrazione dall'offline all'online, ovvero se prima vendevano dischi, oggi vorrebbero vendere le licenze dei DRM.
    Il mio post non è entrato in questa faccenda, perchè come possiamo ben capire è un argomento molto lungo. Il rapporto autore-produttore è strano, ed effettivamente l'autore incassa poco come royalities. Mi sembra dal 10 al 15%.
    Nella mia vita, ho prodotto un disco di una band locale ed ebbene un CD ti parlo nel 1995 costava circa 2 ? in termini di ?. Per qualche migliaia di copie, figuriamoci per decine di migliaia di copie.
    Il concetto che volevo esprimere, è che mi pare inevitabile e giusto che si paghi per la musica o i video che utilizziamo. Il problema come tutti i beni e i servizi è il prezzo. Prendiamo un CD: su Amazon, l'ultimo album degli U2 costa 9.99 £, che in Euro fanno circa 15 ?. In Italia su un sito preso a caso, in Italia su un sito preso a caso, tanto tutti hanno gli stessi prezzi, lo stesso CD costa 19.58 ?. Togliamo il discorso delle spese di spedizione. Ebbene lo stesso prodotto con uno scarto di quasi il 25% di prezzo in meno in Inghilterra.
    E qui i DRM e tutti il resto non c'entrano un tubo. Qui il problema è un altro: la concorrenza che esiste solo in teoria, e forse una catena distribuitiva poco efficente. Ma è un problema che riguarda un sacco di cose in Italia.
    Quanto al resto il trend è quello della sempre più massiccia distribuzione di contenuti on line, è questo è un bene, quanto ai prezzi li deve fare il mercato. Ma Internet risolve i problemi esistenti, vedi la risposta al caro prezzi dei CD con il P2P, ne crea di nuovi, la blindatura dei contenuti, e darà risposta anche a quelli.
    Purtroppo quelle delle tecnologie DRM e watermarking, è qualcosa che scoccia anche me, specie con la giungla di formati e standard, e conseguenziale probema di piattaforma, ma siamo ancora in una fase di "divenire"... avremo le risposte giuste... E nella speranza che la risposta giusta e ultima non sia il TCPA o Palladium come a dir si voglia.
    Forse se non ci fosse stato quell'abuso dei network P2P Bill non avrebbe risposto tirando fuori il TCPA e l'industria i vari lucchetti.
    E una risposta potrà essere un domani anche la pubblicazione diretta dei brani ad opera degli artisti, ma tieni presente, vista la mia fugace esperienza nel settore, che un artista ha bisogno del produttore per andare avanti, almeno agli esordi. Dopo può anche prodursi da se come sempre più spesso accade. Produttore e casa discografica non significa solo distribuzione, ma anche pubblicità, promozione, supporto iniziale. E confezionamento di un prodotto ad hoc. Anche se non ti piace questo termine da che mondo è mondo, l'arte è stata sempre condizionata dai vari mecenati e sovvenzionatori. Tutto sommato se ci guardiamo intorno non è poi una gran brutta cosa, alludendo ad artisti e musicisti del passato. Michelangelo voleva fare la Creazione secondo te??
    Ha trovato un committente e ha preso i quattrini....ma ripeto meno male! Oggi vuoi suonare con la tua band? Si puoi essere bravo, puoi farti il tuo disco, il sito Internet, ma senza casa discografica (che serve anche a risolvere conflitti nel gruppo) resti solo la band che ha fatto un disco.... ma da lì al successo ce ne passa. Le case discografiche, volente o no, hanno il know-how e la capcità di trasformare musica in soldi, sia offline che online. Almeno così la penso.
    Poi scusate, chi mi dice che devo per forza comprarmi un disco delle major? A me piacciono gli U2, posso anche comprare il loro disco, ma non comprerò mai un disco di un gruppo nato da esperti di marketing.
    Purtroppo i tempi corrono, e oggi abbiamo una quantità di artisti e una scarsa qualità con tanto di omologazione.
    Quanto al ruolo tra produttore e cliente: il produttore o fornitore di generico servizio farà sempre in modo di dare risposte al cliente. Se oggi va la musica "meteora" ovvero gruppi che nascano, diventano famosi e poi spariscono, è perchè il pubblico l'ascolta e piace. E non ci possiamo fare nulla.
    Io mi terrò i miei Doors, Beethoven, gli U2 e tanti altri. Quando troverò qualcosa di nuovo, se varrà la pena spenderò i soldi per acquistarne il disco o la licenza.
    Cmq il discorso è molto più lungo.

    M. Giudilli
    non+autenticato
  • Ciao Anonimo !

    > Non voglio passare come un sostenitore delle
    > major. L'attuale modello di business che
    > utilizzato è semplicemente una migrazione
    > dall'offline all'online, ovvero se prima
    > vendevano dischi, oggi vorrebbero vendere le
    > licenze dei DRM.

    Isomma diamo per scontato che quello che le major vogliono fare, siccome è una "smplice migrazione" sia anche giusto.
    Bè ... non lo è.

    > Il concetto che volevo esprimere, è che mi pare
    > inevitabile e giusto che si paghi per la musica o
    > i video che utilizziamo. Il problema come tutti i

    E chi te lo ha detto ? Dio in persona ?
    Ti risulta che Mozart vendesse dischi ?
    La tecnologia ha creato un mecato.
    Ora la tecnologia è destinata a cambiarlo.

    > di spedizione. Ebbene lo stesso prodotto con uno
    > scarto di quasi il 25% di prezzo in meno in
    > Inghilterra.

    A quanto ammonta in media lo stipendio di un inglese ?
    Guarda bene e vedrai che la differenza è MOLTO di più del semplice 25%

    > Forse se non ci fosse stato quell'abuso dei
    > network P2P Bill non avrebbe risposto tirando
    > fuori il TCPA e l'industria i vari lucchetti.

    Ma ci credi davvero a quello che scrivi ?
    E magari se abbassiamo le tasse alle aziende i prezzi dei prodotti calano.

    > pubblicità, promozione, supporto iniziale. E
    > confezionamento di un prodotto ad hoc. Anche se
    > non ti piace questo termine da che mondo è mondo,
    > l'arte è stata sempre condizionata dai vari
    > mecenati e sovvenzionatori. Tutto sommato se ci
    > guardiamo intorno non è poi una gran brutta cosa,
    > alludendo ad artisti e musicisti del passato.
    > Michelangelo voleva fare la Creazione secondo
    > te??

    Quella del mecenatismo delle major ancora mi mancava ...

    > successo ce ne passa. Le case discografiche,
    > volente o no, hanno il know-how e la capcità di
    > trasformare musica in soldi, sia offline che
    > online. Almeno così la penso.

    Hanno esaerato, punto e basta.
    Hanno voluto troppo !!!

    > Io mi terrò i miei Doors, Beethoven, gli U2 e

    Che differenza c'è dal punto di vista ... commerciale ... tra U2, Doors e Beethoven ?

  • Ciao Michele,
    ho cercato di capire il senso del tuo discorso ma...posso solamente risponderti in questo modo:
    non credo nelle transizioni proprio perché NON si vogliono i cambiamenti, anzi si chiede di portare il possesso dei diritti all'eternità!!!
    La quota spettante all'artista autore di un'opera è mooolto meno del 10% e gli vengono anche detratte le spese....!
    L'artista se guadagna qualcosa lo deve alla SIAE, ma anche qui dipende da come e se è entrato in classifica vendite altrimenti....i soldi prodotti dalla sua canzone vanno all'Orchestra Casadei(non è uno scherzo informati)!!!
    La SIAE e le sue regole sono una vergogna, inoltre è tutto meno che trasparente.
    La stessa SIAE si fa pagare da me un obolo oneroso per i cd e dvd che utilizzo per il backup dei MIEI dati, e mica mi passa dei soldini in seguito, noooo se li tiene e li dà a Casadei.
    Guarda caso, a causa errori di trascrizione di titoli e autori (sigh) da parte dei gestori di discoteche e radio gli rimangono in cassa, non distribuiti, una barcata di euro.
    Penseresti mai che quei soldini lì vengono ridistribuiti.... fra i dirigenti e gli operatori della SIAE ma non agli artisti? Che cosa strana vero?
    Eh ma succede, ci si può sbagliare, perché essere maliziosi? Magari chi ha scritto quel regolamento non voleva che finisse così, poverino, è umano anche lui... ha sbagliato.
    Come questa farsa, reale, così funziona il resto del sistema Majors, tutto e solo a spese nostre ma appena la gente si stufa e trova un suo rimedio...attaccano i piagnistei, le crociate, le leggi scritte da politici buffoni ecc. ecc.
    E se queste non bastano? Allora incominciamo a fare terrorismo digitale, mettiamo DRM, inventiamo Palladium, e chi più ne ha più ne metta!!!
    Hai ragione nel dire che ci sarebbe tanto da scrivere, troppo!
    Potrei continuare per l'equivalente della Bibbia a scrivere per dimostrarti le storture e le oscenità di cui siamo vittime.
    Ecco perché il precedente post l'ho terminato con tre puntini.
    Ciao
    YenA
  • Se la protezione agisce a livello hardware immagino che sarà necessario acquistare un nuovo lettore DVD, un nuovo televisore, un nuovo lettore per PC, ecc...

    Il mio attuale lettore DVD ha un paio d'anni, il mio televisore anche qualche anno in più e funzionano entrambi perfettamente: il primo legge i dvd, il secondo me li mostra sullo schermo.
    Se tutto funziona benissimo perché mai, di grazia, dovrei acquistare tutto nuovo?
    Per poter leggere i loro DVD col watermark?
    Se i loro DVD col watermark non vengono letti dal mio attuale lettore DVD (che risponde allo standard dvd) non è un problema mio, ma di chi li produce, in quanto farò molto semplicemente a meno di comprarli.
    non+autenticato
  • giusto?

    ovvero quando _tu_ "Luigi Bardisghunzi" compri "ROCKY 9 , Sfida nell'aldilà" e poi ne fai un divx e lo piazzi sul mulo, se viene scaricato a manetta e arriva in mano a qualche controllore, lui sa immediatamente che deve piazzarlo in quel posto principalmente a   Luigi Bardisghunzi.

    ovvero ogni copia del film dice "E' stato Luigi Bardisghunzi!!!" e non c'è verso di smacchiare il tutto.

    Conviene comprare un DVD originale, naturalmente e non uno prodotto online on-demand.

    perfetto eh?

    che schifo.
    non+autenticato
  • ... si pagano.
    Se vado al supermarket e mi carico il carrello di articoli vari, passo alla cassa e pago. Giusto?
    I contenuti digitali, sono la nuova "merce" del 21 secolo!
    Se io voglio vedere un film, protetto da copyright, lo devo pagare stop. L'industria, ha bisogno di questo genere di tecnologie, perchè diciamo pure la verità, è "roba" loro e hanno il diritto sacrosanto di pretendere dei soldi da chi ne usufruisce, o quantomeno di adottare le tecnologie di protezione (watermarking, DRM, etc) affinchè ne venga impedito l'utilizzo a chi non ha acquistato una regolare licenza.
    Ai tempi delle casette analogiche si poteva semplicemente fregare il produttore, facendo una bella copia: dalle cassette audio alle cassette video. Questo incideva poco i guadagni del produttore perchè la maggior parte preferiva avere il disco originale, anche per la perdita di qualità del contenuto duplicato, e per la noia di duplicare cassette. ll digitale è tutta un altra cosa come sappiamo. E' facile da duplicare, vedi il CDR o trasferire, con il P2P, e non vi è perdita di qualità, per la maggior parte dei casi.
    Ovvio che l'industria di fronte all'disequazione: molti copiano e pochi pagano, stà correndo ai ripari al fine di tutelare i loro leggittimi interessi.
    La colpa forse è anche nostra: se stò in un negozio di caramelle e rubo una caramella ogni tanto, il venditore manco se ne accorge o forse tollera il mio gesto. Ma se anzichè prendere una caramella, ne prendo sacchetti ogni giorno e altri emulano il mio comportamento, penso che il negoziante adottera tecnologie invasive per evitare questo: telecamere, RFID ( A bocca apertaDD) ert, o metodi più antichi. Insomma dovrà pur tutelarsi.
    Forse se avessimo abusato, toccandoci un pò il naso, meno delle possibilità di fruizione "a sbafo" dei contenuti, non saremmo arrivati, a queste tecnologie di controllo in stile grande fratello. Forse la colpa è della nostra furbizia, a cui cerca di far fronte l'intelligenza (???) delle major, se siamo arrivati a questo punto.
    In altre parole, è più facile reprimere (con tecnologie anticopia, o di protezione) che auspicarsi un buon senso dagli utenti, un non facciamola tanto sporca. E invece l'abbiamo fatto e ben ci meritiamo tutti i lucchetti di questo mondo.
    Proviamo a metterci nei panni di un autore o di un produttore: investire soldi, tempo, creatività, talento solo per la gloria? E come campano? Direte voi ma gli artisti sono abbastanza ricchi, o guadagna già tanto. O potrebbero andare in giro a suonare... Certo, certo. Anche gli asini volano.
    Mozart se ha prodotto in pochi anni la sua vasta opera, fu grazie alla "protezione" economica del suo mecenate. Ma anche allora non lo faceva per la gloria. Oggi dovremmo semmai discutere che la musica è business, che la qualità è scarsa, che la musica è sempre la stessa, ma dovremmo parlare solo nel caso in cui abbiamo pagato regolamente il "biglietto": la licenza, il supporto originale, o il biglietto di un concerto. Altrimenti siamo dei ladri, proprio come i clienti del negozio di caramelle.
    Poi ci sono servizi basati su abbonamento che per pochi dollari al mese puoi "ascoltare" tutta la musica che vuoi, se vuoi la "tua" copia personale: paga!
    E mi sembra una buona cosa: anzichè spendere soldi in CD ho accesso a tutta la musica del mondo. Mi sembra una grande invenzione!

    Cordiali saluti

    Michele Giudilli
    non+autenticato
  • Mi scuso per alcuni errori o meglio "orrori" ma stamattina non è giornata.... Grazie per la comprensione!
    Quindi risparmiatevi messaggi del tipo "impara l'italiano" !

    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > ... si pagano.
    > Se vado al supermarket e mi carico il
    > carrello di articoli vari, passo alla cassa
    > e pago. Giusto?

    Ovvio, ma se potessi copiarli chi mi impedirebbe di fare la spesa anche per la
    vicina ??? Sono una persona gentile io...

    Se mi compro una ferrari perche' non potrei
    copiarla a tutti i miei amici, cosi' ci facciamo
    le corse in collina Sorride

    > Proviamo a metterci nei panni di un autore
    > o di un produttore: investire soldi, tempo,
    > creatività, talento solo per la gloria? E come
    > campano? Direte voi ma gli artisti sono
    > abbastanza ricchi, o guadagna già tanto.

    Si, mettiamo nei panni, ma separatamente, quelli del produttore e quelli dell'autore :

    Nella situazione attuale
    Autore: crea la musica e la vende ad una casa discografica ricavandone un valore forfettario inversamente proporzionale alla propria fama + una certa percentuale sui dischi venduti.

    Produttore : prende dei prodotti creati dagli artisti, li distribuisce, a seconda dell'artista puo' anche sobbarcarsi delle spese pubblicitarie.

    > O potrebbero andare in giro a suonare...

    In fondo hanno sempre fatto cosi', i concerti forniscono la maggior percentuale degli incassi degli artisti.

    > Certo, certo.
    > Anche gli asini volano.
    Se tu non sei informato forse dovresti stare attento che un asino volante non te la faccia sulla testa.


    > Mozart se ha prodotto in pochi anni la sua
    > vasta opera, fu grazie alla "protezione"
    > economica del suo mecenate. Ma anche
    > allora non lo faceva per la gloria. Oggi
    > dovremmo semmai discutere che la musica
    > è business, che la qualità è scarsa, che
    > la musica è sempre la stessa, ma dovremmo
    > parlare solo nel caso in cui abbiamo pagato
    > regolamente il "biglietto": la licenza, il
    > supporto originale, o il biglietto di un
    > concerto.

    Infatti, molti artisti sono daccordo con questo, infatti io vado spesso ai concerti.

    > Altrimenti siamo dei ladri, proprio come i
    > clienti del negozio di caramelle.
    > Poi ci sono servizi basati su abbonamento
    > che per pochi dollari al mese puoi
    > "ascoltare" tutta la musica che vuoi, se
    > vuoi la "tua" copia personale: paga!
    > E mi sembra una buona cosa: anzichè
    > spendere soldi in CD ho accesso a tutta
    > la musica del mondo. Mi sembra una
    > grande invenzione!

    Infatti, quindi puoi capire perche' le mayor stanno facendo di tutto per impedire questo : a loro non conviene che un artista passi attraverso una macchina per produrre, pubbilicizzare, vendere la propria musica; altrimenti perdono i loro guadagni.
    non+autenticato
  • Se sei tu, diciamo che il tuo punto di vista, non e' proprio imparzialissimo...................

    http://www.contents.it/team.htm
    http://www.contents.it/res.htm
    non+autenticato
  • Ciao Anonimo !

    > Se sei tu, diciamo che il tuo punto di vista, non
    > e' proprio imparzialissimo...................
    > http://www.contents.it/team.htm
    > http://www.contents.it/res.htm

    E poi ha dimenticato di inserire all' inizio del messaggio il messggio "Messggio promozionale" ... e si che dovrebbe saperlo ...

  • > La colpa forse è anche nostra: se stò in un
    > negozio di caramelle e rubo una caramella ogni
    > tanto, il venditore manco se ne accorge o forse
    > tollera il mio gesto
    La caramella è un bene materiale, chi ruba una caramella, impedisce al negoziante di incassare il suo valore da un altro cliente, ciò non accade nel caso di quando si scarica un film, tutt'al più non lo acquista lo "scaricatore"medesimo e stop.
    Cio' per le Major equivale egualmente ad un furto, poichè danno per scontato,sbagliando IMHO, che chi scarica avrebbe acquistato il contenuto scaricato.

    Allora se un individuo ha un reddito mensile pari a X e scaricasse film e programmi per un valore Y >> X, come avrebbe potuto acquistare "regolarmente" quei beni"? Da dove verrebbe il lorosupposto mancato guadagno?

    Le major inserireanno dei watermark ai film che acquistiamo?
    Verranno Sharate versioni "screener" casalinghe!
    O saremo obbligati a far entrare in casa nostra un dipendente della RIAA MPAA o SIAE che ci controlla durante la visione?

    Saluti.
    non+autenticato


  • > La caramella è un bene materiale, chi ruba una
    > caramella, impedisce al negoziante di incassare
    > il suo valore da un altro cliente, ciò non accade
    > nel caso di quando si scarica un film, tutt'al
    > più non lo acquista lo "scaricatore"medesimo e
    > stop.
    > Cio' per le Major equivale egualmente ad un
    > furto, poichè danno per scontato,sbagliando IMHO,
    > che chi scarica avrebbe acquistato il contenuto
    > scaricato.

    E' vero la caramella è un prodotto, la musica on line è un servizio. Un CD originale o un DVD che cosa è? Un bene o un servizio? Senza scomodare un economista, ad occhio mi sembra un bene, solo che a causa della peculiarità del bene, che contiene musica e quindi è facilmente duplicabile, e con l'immissione su una rete telematica diventa un servizio. Ma preferirei ancora meglio un bene digitale. Semmai la musica per subscription è più un servizio.
    Scaricando un disco non compro un bene, che è il "vecchio" CD! Per questo loro corrono ai ripari, perchp hanno visto che le vendite dei CD sono calati..... Altrimenti farebbero come le software house, sanno che i software si vendono e hanno notevoli guadagni, e tollerano la pirateria nel loro insieme. Il giorno in cui non venderanno più pacchetti sofwtare inizieranno ad correre ai ripari anche loro! Mi sembra ovvio.... e a rincorrere la casalinga di Voghera (si cita sempre questa casalinga qua) che usa Office per scrivere la lista della spesa!

    >
    > Allora se un individuo ha un reddito mensile pari
    > a X e scaricasse film e programmi per un valore
    > Y >> X, come avrebbe potuto acquistare
    > "regolarmente" quei beni"? Da dove verrebbe il
    > lorosupposto mancato guadagno?

    Ma scusa te lo ha detto il dottore che devi per forza scaricare tutto??
    Scarichi tutto perchè sai che non si paga, altrimenti ne faresti a meno. Ma scusa prima di Internet, se mi piaceva un CD lo acquistavo, altrimenti non lo compravo. Non capisco perchè oggi debba essere tutto dovuto, addirittura facendo queste ridicole equazioni. Non è nbecessario sentirsi tutta la musica dell'universo.... lo fai ora perchè è gratis, altrimenti saresti più selettivo. Così come vederti un film, se voglio vedermi un film vado al cinema, lo apprezzo di più, e per evitare bidoni cinematografici mi documento. Nel caso dei film oltre ai soldi c'è anche il costo del tempo. Con la musica almeno puoi fare altre cose.
    Oggi solo perchè è gratis che fai ti spari 3 film al giorno?


    > Le major inserireanno dei watermark ai film che
    > acquistiamo?
    > Verranno Sharate versioni "screener" casalinghe!
    > O saremo obbligati a far entrare in casa nostra
    > un dipendente della RIAA MPAA o SIAE che ci
    > controlla durante la visione?
    >
    > Saluti.

    E' chiaro che ci sarà sempre un modo di raggirare i sistemi di protezione. Ho letto in questo forum un metodo per rippare bene un DVD, ma piuttosto che perdere tempo in questo, o studiarmi le tecniche di hacking per raggirare un DRM, e avere un pessimo risultato, mi continuo ad ascoltarmi i miei dischi.... E vado al cinema e mi godo il film, senza nessun lucchetto. Ripeto, ci siamo un attimino abituati male.... Pretendiamo troppo senza voler scucire una lira, o a maggior torto pretenderlo pure.... mah!!!!

    M Giudilli

    non+autenticato
  • chiariamo subito che hai fatto la premessa sbagliata....

    - Scritto da: Anonimo
    > ... si pagano.
    > Se vado al supermarket e mi carico il carrello di
    > articoli vari, passo alla cassa e pago. Giusto?

    giusto caro michele, giustissimo.... però c'è un MA.... io non pago nulla quando scarico perchè c'è qualcuno che CONDIVIDE quello che scarico.
    che strano termine vero??

    condividere:
    http://www.demauroparavia.it/25650

    rubare:
    http://www.demauroparavia.it/99628

    la capisci la differenza si??

    allora cerca di non fare come quelle zecche delle majors che cercano di trasformare "condividere" in un sinonimo di "rubare"........

  • - Scritto da: Straha
    > chiariamo subito che hai fatto la premessa
    > sbagliata....
    >
    Caro Straha,

    La premessa è sbagliata perchè le caramelle sono un bene e la musica è più servizio. Questo però con Internet. Prima dell'avvento di Internet, e ancora attualemnete, i CD non mi sembrano che siano un servizio, bensì hanno tutto l'aspetto di un prodotto.
    Sono beni materiali, li puoi toccare, pur se veicolano un servizio o offrono un bene immateriale, quale la possibilità di ascoltare la musica.
    I discografici non sono incazzati perchè scarichi la musica (che in realtà non viene meno il principio di marginalità, ovvero di disponibilità del bene) ma piuttosto che scaricando la musica non compri il CD, che prima di Internet era l'unico modo (insieme ad altri supporti) di sentire e di distribuire la musica. Oltre la radio! Insomma prima di Internet, non sò che età hai, io ho 30 anni e per oltre due terzi della mia vita, Internet non è esistito, e si faceva tutto lo stesso! Dalla musica agli affari..... (scusate l'nciso banale) Ma sembra che essendo nell'epoca di Internet, tutto sia dovuto... e guai a parlare di far pagare! E la musica deve essere gratis solo perchè ci sono le reti P2P! Ma non è così... Io ho speso milioni in dischi, da piccolo facevo il cameriere di domenica per comprarmi i CD.... caro... adesso non capisco perchè quello che si pagava, oggi deve essere necessariamente gratis, e che il gratis debba essere un sacrosanto diritto garantito... ma state proprio fuori!


    >
    > giusto caro michele, giustissimo.... però c'è un
    > MA.... io non pago nulla quando scarico perchè
    > c'è qualcuno che CONDIVIDE quello che scarico.
    > che strano termine vero??
    >
    > condividere:
    > http://www.demauroparavia.it/25650
    >
    > rubare:
    > http://www.demauroparavia.it/99628
    >
    > la capisci la differenza si??

    La differenza tra condividere e rubare valla a spiegare a quelli come te. Le reti P2P nascono per condividere file, ed è questo è sacrosanto, ed è una gran tecnologia. Solo che puoi condividere i video, i file tuoi, o tutto ciò che non è protetto dal diritto d'autore, che non è un invenzione di ieri, ma molto prima di Internet. Se condivi un file protetto da un diritto d'autore, e per il quale il titolare dei diritti non ha espessamento rinunciato al pagamento dei relativi diritti, tu stai violando una legge, e stai usufruendo di qualcosa che non puoi. Che ti sembra assurdo o no, è così!

    Rubare e Condividere son due cose differenti: Se ti rubo la macchina tu non la puoi più utilizzare, se poi la condividiamo te la "faccio" utilizzare. Ma la macchina è mia o tua? Se è tua, penso che dovresti darmi un permesso.... altrimenti è un furto o appropriazione indebita!

    > allora cerca di non fare come quelle zecche delle
    > majors che cercano di trasformare "condividere"
    > in un sinonimo di "rubare"........

    Ti ringrazio per l'offesa implicita, non penso che quelle delle majors siano delle zecche, è gente, che gestisce un business che esisteva tanto tempo prima di Internet, e che abbia tutto il diritto di tutelare i propri interessi. Tu come utente pensa a tuoi! Compra quello che ti pare, se riesci e vuoi, altrimenti se scarichi non sputare nel piatto in cui mangi. E ringrazia le major almeno!

    M. Giudilli
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    >
    > - Scritto da: Straha
    > > chiariamo subito che hai fatto la premessa
    > > sbagliata....
    > >
    > Caro Straha,
    >
    > La premessa è sbagliata perchè le caramelle sono
    > un bene e la musica è più servizio. Questo però
    > con Internet. Prima dell'avvento di Internet, e
    > ancora attualemnete, i CD non mi sembrano che
    > siano un servizio, bensì hanno tutto l'aspetto di
    > un prodotto.
    > Sono beni materiali, li puoi toccare, pur se
    > veicolano un servizio o offrono un bene
    > immateriale, quale la possibilità di ascoltare la
    > musica.
    > I discografici non sono incazzati perchè scarichi
    > la musica (che in realtà non viene meno il
    > principio di marginalità, ovvero di disponibilità
    > del bene) ma piuttosto che scaricando la musica
    > non compri il CD, che prima di Internet era
    > l'unico modo (insieme ad altri supporti) di
    > sentire e di distribuire la musica.

    complimenti, anche tu sei uno di quelli che pensano che tutta la musica scaricata sarebbe stata comprata....

    Oltre la
    > radio! Insomma prima di Internet, non sò che età
    > hai, io ho 30 anni e per oltre due terzi della
    > mia vita, Internet non è esistito, e si faceva
    > tutto lo stesso! Dalla musica agli affari.....
    > (scusate l'nciso banale) Ma sembra che essendo
    > nell'epoca di Internet, tutto sia dovuto... e
    > guai a parlare di far pagare!

    io ne ho 15 più di te, e mi ricordo di ben altre cose, proprio per questo scarico finchè posso, e non perchè sia tutto dovuto, ma perchè non ritengo che condividere sia un crimine, e questo a prescindere dal diritto d'autoreA bocca aperta

    E la musica deve
    > essere gratis solo perchè ci sono le reti P2P! Ma
    > non è così... Io ho speso milioni in dischi, da
    > piccolo facevo il cameriere di domenica per
    > comprarmi i CD.... caro... adesso non capisco
    > perchè quello che si pagava, oggi deve essere
    > necessariamente gratis, e che il gratis debba
    > essere un sacrosanto diritto garantito... ma
    > state proprio fuori!

    stiamo perfettamente dentro.
    tu facevi il cameriere per pagarti i cd, io mi facevo le cassette, un pò dalla radio e un pò dagli amici, come d'altronde mi facevo le fotocopie dei libri che mi prestavano, se ne valeva la pena....

    > >
    > > giusto caro michele, giustissimo.... però c'è un
    > > MA.... io non pago nulla quando scarico perchè
    > > c'è qualcuno che CONDIVIDE quello che scarico.
    > > che strano termine vero??
    > >
    > > condividere:
    > > http://www.demauroparavia.it/25650
    > >
    > > rubare:
    > > http://www.demauroparavia.it/99628
    > >
    > > la capisci la differenza si??
    >
    > La differenza tra condividere e rubare valla a
    > spiegare a quelli come te.

    a quelli come me non devo spiegare proprio nulla, visto che già la conosciamo bene.
    sto tentando di spiegarla a te e a quelli come te, ma vedo che è impossibile.

    Le reti P2P nascono
    > per condividere file, ed è questo è sacrosanto,
    > ed è una gran tecnologia. Solo che puoi
    > condividere i video, i file tuoi, o tutto ciò che
    > non è protetto dal diritto d'autore, che non è un
    > invenzione di ieri, ma molto prima di Internet.
    > Se condivi un file protetto da un diritto
    > d'autore, e per il quale il titolare dei diritti
    > non ha espessamento rinunciato al pagamento dei
    > relativi diritti, tu stai violando una legge, e
    > stai usufruendo di qualcosa che non puoi. Che ti
    > sembra assurdo o no, è così!
    >
    > Rubare e Condividere son due cose differenti: Se
    > ti rubo la macchina tu non la puoi più
    > utilizzare, se poi la condividiamo te la "faccio"
    > utilizzare. Ma la macchina è mia o tua? Se è tua,
    > penso che dovresti darmi un permesso....
    > altrimenti è un furto o appropriazione indebita!

    arieccolo con la storia della ferrari, riveduta e correttaA bocca aperta
    condividendo musica nessuno si priva del bene.... qui continuate a confondere le mele con le pere....

    >
    > > allora cerca di non fare come quelle zecche
    > delle
    > > majors che cercano di trasformare "condividere"
    > > in un sinonimo di "rubare"........
    >
    > Ti ringrazio per l'offesa implicita,

    l'offesa non era nè esplicita ne implicita, ma se vuoi proprio metterla sul personale avvertimi, ne conosco di migliori.

    non penso
    > che quelle delle majors siano delle zecche, è
    > gente, che gestisce un business che esisteva
    > tanto tempo prima di Internet, e che abbia tutto
    > il diritto di tutelare i propri interessi. Tu
    > come utente pensa a tuoi!

    appunto, ci penso mooooolto bene.

    Compra quello che ti
    > pare, se riesci e vuoi, altrimenti se scarichi
    > non sputare nel piatto in cui mangi.

    io non sputo dove mangio, dato che condivido.
    se rubassi ed insultassi le major allora sì che lo farei!!

    E ringrazia
    > le major almeno!

    HAHAHAHAAAAAAAAA.......
    questa me la segno, è la barzelletta del millennio, grazie di cuore, mi hai rallegrato la giornataA bocca aperta
  • - Scritto da: Anonimo
    > - Scritto da: Straha

    > Rubare e Condividere son due cose
    > differenti: Se ti rubo la macchina tu
    > non la puoi più utilizzare, se poi la
    > condividiamo te la "faccio" utilizzare.
    > Ma la macchina è mia o tua? Se è tua,
    > penso che dovresti darmi un permesso....
    > altrimenti è un furto o appropriazione
    > indebita!

    Se potessi fare le copie anche della macchina, la prima cosa che farei sarebbe darne una copia ad un paio di amici che hanno le auto mezze scassate, il che certo non mi impedirebbe di utilizzare la mia copia....

    E' questo che tu non capisci... Se copio non sottraggo... Copio Sorride
    non+autenticato
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