Pochi diritti per i consulenti sviluppatori

La Corte Suprema chiude definitivamente una caso che si protraeva dal 1996: il diritto sulle applicazioni sviluppate da un consulente è sempre dell'impresa committente

Washington (USA) - La Corte Suprema statunitense ha respinto l'appello riguardante una sentenza che sancisce il diritto di un'azienda di modificare un applicativo realizzato da un consulente esterno, senza il suo consenso. Una presa di posizione decisamente dirompente, che potrebbe rimettere in discussione i contratti standard per l'outsourcing specialistico del settore informatico.

Il caso è scoppiato nel 1996, quando William Krause, consulente programmatore, si è licenziato dalla società di assicurazioni Titleserv, per la quale aveva lavorato per 10 anni. In tutto questo periodo aveva curato personalmente lo sviluppo di almeno 35 applicazioni; otto di queste vennero messe al centro di una querelle legale, che "solo adesso" ha visto il capitolo finale.

Titleserv, ai tempi, commise la leggerezza di non discutere con Krause la questione dei diritti di proprietà, e quando quest'ultimo abbandonò il posto di lavoro si portò via le copie dei codici sorgente di due applicazioni, lasciando le copie di altre sei piuttosto importanti. Tutte le applicazioni lavoravano correttamente sui server Titleserv ma i loro codici erano totalmente inaccessibili. Krause, interrogato sul problema, dichiarò che l'azienda avrebbe potuto continuare a lavorare con le applicazioni ma che non disponeva del diritto di modificarne i codici sorgente.
Nell'estate del 1996 Titleserv denunciò William Krause per appropriazione indebita. Nel frattempo il team interno di sviluppo della Titleserv riuscì ad accedere ai codici, effettuando qualche modifica solo per guadagnare tempo sulla realizzazione di un nuovo sistema. A quel punto Krause decise di denunciare l'azienda per la violazione dei diritti di proprietà intellettuale.

La Corte Distrettuale si espresse a favore della Titleserv, giustificando nella sentenza il pieno diritto dell'azienda di usare e modificare i codici in base alla legge sul copyright (US Copyright Act). Una normativa che consegna il pieno diritto sul software a chi ne possieda la copia fisica e non la utilizzi in altri modi che per quelli "prefissati".

Krause lo scorso marzo ha fatto appello ed ha perso di nuovo. Secondo la Corte possedere "il solo nome di una applicazione su una copia non è sufficiente per far riferimento allo US Copyright Act". Allo stesso tempo nella sentenza si legge: "(...) se una delle parti riesce a dimostrare di vantare dei diritti anche su una copia, deve essere considerato il possessore. La presenza o meno di un nome ufficiale per l'applicazione può essere considerato un fattore determinante, ma comunque è più forte la capacità di poter dimostrare di vantarne il pieno di diritto di proprietà".

Un diritto che, secondo la Corte, appartiene a Titleserv che ha investito finanziariamente sulle applicazioni per personalizzarle in base alle sue esigenze. Krause ha tentato di rilanciare con la Corte Suprema, ma questa ha rifiutato di portare avanti il caso.

Dario d'Elia
55 Commenti alla Notizia Pochi diritti per i consulenti sviluppatori
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  • ...e dei soliti santoni alla Stallman che stanno convincendo i colletti bianchi di tutto il mondo del fatto che gli sviluppatori sono dei muli che lavorano per la gloria e il software commerciale un bene dell'umanità Perplesso

    è la fine
    non+autenticato
  • > ...e dei soliti santoni alla Stallman che stanno
    > convincendo i colletti bianchi di tutto il mondo
    > del fatto che gli sviluppatori sono dei muli che
    > lavorano per la gloria e il software commerciale
    > un bene dell'umanità Perplesso
    >
    > è la fine

    Invece lavorare per quattro soldi ad un software commerciale che verra' venduto a prezzi esorbitanti su cui altri ci faranno i soldi e' molto piu' gratificante.
    non+autenticato
  • hahahahaha IBM fa i megasoldoni sfruttando software free hahahahaha

    e i muli lavorano gratis per lei pensando di salvare il mondo....
    non+autenticato
  • > ...e dei soliti santoni alla Stallman che stanno
    > convincendo i colletti bianchi di tutto il mondo
    > del fatto che gli sviluppatori sono dei muli che
    > lavorano per la gloria e il software commerciale
    > un bene dell'umanità Perplesso
    >
    > è la fine
    Ciao,
        scusami, ma non sono d'accordo. Quello che penso (non ritengo di avere la Verita' Assoluta) e' che l'Open Source sia un altro modo di fare business, legato soprattutto alle dinamiche di mercato imposte dalle nuove tecnologie.
    Ovviamente poi c'e' chi parla di "liberta' digitale" e fa guerre di religione. Sta di fatto che le societa' di profitto devono, appunto, avere un tornaconto. Non importa se il tornaconto sia prodotto dal software o dalla sua assistenza o dagli introiti pubblicitari, ...

    Secondo me le cause della situazione attuale sono da ricercare in tanti altri fattori.

    Ciao
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > > ...e dei soliti santoni alla Stallman che stanno
    > > convincendo i colletti bianchi di tutto il mondo
    > > del fatto che gli sviluppatori sono dei muli che
    > > lavorano per la gloria e il software commerciale
    > > un bene dell'umanità Perplesso
    > >
    > > è la fine
    > Ciao,
    >     scusami, ma non sono d'accordo. Quello che
    > penso (non ritengo di avere la Verita' Assoluta)
    > e' che l'Open Source sia un altro modo di fare
    > business, legato soprattutto alle dinamiche di
    > mercato imposte dalle nuove tecnologie.
    > Ovviamente poi c'e' chi parla di "liberta'
    > digitale" e fa guerre di religione. Sta di fatto
    > che le societa' di profitto devono, appunto,
    > avere un tornaconto. Non importa se il tornaconto
    > sia prodotto dal software o dalla sua assistenza
    > o dagli introiti pubblicitari, ...

    lo hai detto...

    l'open source, per chi non è una religione, è un modo per fare soldi (IBM, Nokia, ecc..) con metodi indiretti

    in questo scenario, il programmatore varrà sempre meno, nonostante dovrà lavorare sempre di più

    insomma, un circolo vizioso che porterà (o sta già portando) al declassamento di una categoria che lavora generalmente 12 ore al giorno, ma presto anche 24

    >
    > Secondo me le cause della situazione attuale sono
    > da ricercare in tanti altri fattori.

    sicuramente ci sono tanti altri fattori che rendono gli sviluppatori carne da macello, ma quello da me esposto è imho fra i principali

    >
    > Ciao

    ciao
    non+autenticato
  • >
    > l'open source, per chi non è una religione, è un
    > modo per fare soldi (IBM, Nokia, ecc..) con
    > metodi indiretti
    >
    > in questo scenario, il programmatore varrà sempre
    > meno, nonostante dovrà lavorare sempre di più
    >
    > insomma, un circolo vizioso che porterà (o sta
    > già portando) al declassamento di una categoria
    > che lavora generalmente 12 ore al giorno, ma
    > presto anche 24
    >
    Capisco cosa intendi. Mi sembra un'affermazione un po' forte: comunque serve qualcosa da vendere/regalare o qualcuno impegnato nell'assistenza, per cui il ruolo del programmatore o dell'Informatico in generale non dovrebbe perderci.
    Purtroppo stiamo assistendo ad un decadimento della qualita' del lavoro, quindi non posso assolutamente escludere che questo aspetto non conti niente.

    E' tutto effettivamente molto strano: computer (in senso "stretto") a parte, qualsiasi dispositivo, compresa la mia utilitaria, non puo' piu' funzionare senza l'uso di un computer. La nostra professione dovrebbe avere un'altra valenza. Eppure....
    non+autenticato
  • eppure se qualcuno si mette a regalare è finita per tutti e questo sarebbe valido in qualsiasi professione
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > ...e dei soliti santoni alla Stallman che stanno
    > convincendo i colletti bianchi di tutto il mondo
    > del fatto che gli sviluppatori sono dei muli che
    > lavorano per la gloria e il software commerciale
    > un bene dell'umanità Perplesso

    La colpa invece e' della M$ che invece ha abituato tutti a risolvere le questioni per via legale.

    Io ritengo che il tizio abbia sbagliato a portarsi via i sorgenti: in fondo lui era stato pagato per il tempo che ha perso, e il software una volta che e' stato prodotto, e' stato prodotto.

    Chi e' che diffonde le idee retrograde e primitive che il sorgente debba essere sempre occultato?
    Stallman forse? Non mi pare.
    non+autenticato
  • veramente il problema è di software gratis più che open. L'open non danneggia nessuno ma il free (gratis) è un danno per chi deve lavorare con lo sviluppo del software perchè gli resta solo più assistenza e consulenza (che si trasforma in schiavismo!)
    non+autenticato
  • Mi sa che oramai l'opensource sia l'unica possibilità per lo sviluppatore di vendere a giusto prezzo le proprie competenze.

    Lo so detta così sembra un paradosso ma se uno ci riflette: di fatto tanto più la licenza è chiusa e commerciale tanto meno lo sviluppatore a modo di rivendicare diritti (e quindi cash) sull'operato. Le aziende sono troppo forti nei confronti di chi ha scritto il codice, dipendente o freelancer che sia ma comunque "prestatore d'opera".

    Tanto vale farsi pagare -bene- per FARE il prodotto piuttosto che rivendicarne i diritti di proprietà, se poi la cosa è buona e gli serve, saranno costretti a richiedere il mio operato e quindi a pagarmi.

    Se il prodotto in questione è sufficientemente complesso, non gli conviene affidarsi allo smanettone minorenne pagato a videogiochi piratati.
    non+autenticato
  • Grazie al software gratuito (non parlo di open ma di gratuito!) basta lo smanettone perchè tanto si tratta di customizzare

    farsi pagare bene.... e come? la parte difficile viene fatta gratis....
    non+autenticato
  • Il problema dell'informatica al giorno d'oggi (e parlo di tutti i vari settori dal software al sistemistico) e' la completa inconsapevolezza sul genere di lavoro che svolgi, da parte di tutto il mondo.
    "Programmino"... "Sitarello"... "Piccola Rete" sono i termini piu' usati, essendo completamente digiuni di quello che c'e' dietro a un "programmino".
    Quando vado da un architetto non dico che mi serve un progetto per una "casettina" pensando che "tanto tutti sarebbero buoni a farlo"
    Allora partendo da queste premesse e' normale di venire considerati alla stregua di niente di piu' che scimmie che digitano su una tastiera. E la cosa mi fa' lievemente imbestialire perche' nel caso dei "programmini" la parte di scrittura del codice e' forse quella meno vincolante, mentre la fase di analisi, di test e tutto il resto viene completamente trascurata da chi "osserva".
  • Mi trovi d'accordo.
    Ogni tanto (ogni spesso, direi) salta fuori il problema dell'associazione di categoria. Chiamiamolo albo, chiamiamolo come vogliamo ma il problema e' sentito e, soprattutto, VERO ed URGENTE!
    Il nostro settore non e' per niente regolamentato e produce tutte le cose (e tante altre) di cui hai parlato.

    Ovviamente questo thread fara' nascere una serie terribile di risposte, le solite cose. Cmq hai ragione

    Ciao
    non+autenticato
  • > Il problema dell'informatica al giorno d'oggi (e
    > parlo di tutti i vari settori dal software al
    > sistemistico) e' la completa inconsapevolezza sul
    > genere di lavoro che svolgi, da parte di tutto il
    > mondo.

    Perche' il settore e' invaso da smanettoni pronti a dirsi programmatori e "sputtanare" il lavoro degli altri dicendo: "ma cosa sara' mai fare quella roba", "ti ha fatto pagare troppo, ti ha fregato" ecc...
    Tenendosi pronti a dire "io lo farei in 5 minuti ma non ho tempo" quando il cliente chiede loro di fare il lavoro.
    Insomma il cliente e' confuso e non riesce a capire se quello che paga e' un professionista oppure uno che vuole fregarlo.

    > "Programmino"... "Sitarello"... "Piccola Rete"
    > sono i termini piu' usati, essendo completamente
    > digiuni di quello che c'e' dietro a un
    > "programmino".

    Si all'inizio mi sono preso tante di quelle fregature facendo preventivi per "programmini" che dovevano fare due cosette e poi invece con le richieste ulteriori sono diventati complessi gestionali che hanno richiesto molte ore di lavoro.

    > Quando vado da un architetto non dico che mi
    > serve un progetto per una "casettina" pensando
    > che "tanto tutti sarebbero buoni a farlo"

    Quello prima di tutto di rifila un progetto gia' pronto con un po di modifiche, poi se vuoi altre modifiche o te le fa strapagare oppure non te le fa e ti chiede comunque di pagare un progetto di casa che non userai.

    > Allora partendo da queste premesse e' normale di
    > venire considerati alla stregua di niente di piu'
    > che scimmie che digitano su una tastiera.

    Alcuni lo sono e non sanno nemmeno battere a macchina.

    >E la
    > cosa mi fa' lievemente imbestialire perche' nel
    > caso dei "programmini" la parte di scrittura del
    > codice e' forse quella meno vincolante, mentre la
    > fase di analisi, di test e tutto il resto viene
    > completamente trascurata da chi "osserva".

    Sono arrivato anche al punto di creare "offuscatori di codice sorgente" ovvero il codice e' compilabile e a disposizione del cliente che pero' se vuol fare qualsiasi modifica senza diventare scemo dovra' rivolgersi a me.

    Non e' una politica che seguo con tutti, quelli che pagano l'onesto e non cercano di fregarmi hanno tutto il codice commentato e documentato.
    non+autenticato
  • ...
    > Insomma il cliente e' confuso e non riesce a
    > capire se quello che paga e' un professionista
    > oppure uno che vuole fregarlo.


    E diciamo pure che il cliente dovrebbe darsi una seria svegliata.

    Chi mai assumerebbe una persona per fare le pulizie se non sa valutare se poi la casa e' pulita ?
    Nessuno.
    Eppure le aziende fanno proprio cosi'.

    E' come farsi elaborare l'automobile sapendo guidare solo la bicicletta.

    Comunque, questa situazione incresciosa di intrelocutori assolutemente incompetenti, e' una cosa nuova, c'e' in maniera generalizzata da 4 o 5 anni a questa parte. Speriamo che escano dall'estasi in fretta.

    .....

    >
    > Sono arrivato anche al punto di creare
    > "offuscatori di codice sorgente" ovvero il codice
    > e' compilabile e a disposizione del cliente che
    > pero' se vuol fare qualsiasi modifica senza
    > diventare scemo dovra' rivolgersi a me.
    >
    > Non e' una politica che seguo con tutti, quelli
    > che pagano l'onesto e non cercano di fregarmi
    > hanno tutto il codice commentato e documentato.

    Eheh, i tuoi clienti battono ogni record di superficialita'. Beato te.
    I miei mi pagano solo per il codice, non per gli eseguibili.


    non+autenticato
  • > Eheh, i tuoi clienti battono ogni record di
    > superficialita'. Beato te.
    > I miei mi pagano solo per il codice, non per gli
    > eseguibili.

    Ai miei clienti non interessa, generalmente, come il lavoro viene fatto, ma che il lavoro venga fatto e nel piu' breve tempo possibile e con il piu' basso esborso possibile.

    Chiamali superficiali Deluso

    Se trovano qualcuno che costa meno di te vorrebbero infilarlo al tuo posto immediatamente, quindi e' importante, nel limite del legale, che la cosa non sia poi cosi' agevole.A bocca aperta
    non+autenticato
  • Personalmente mi comporto cosi':
    All'azienda fornisco l'eseguibile, il codice su esplicita richiesta, ma ha un costo aggiuntivo e cio' e' chiaro fin dall'inizio, prima cioe' di scrivere una sola riga.
    Inoltre cedo il codice gratuitamente (da contratto) nel caso in cui dovessi decidere di non supportarlo piu'.
    Garantisco cioe' che l'azienda possa continuare ad aggiornare il software anche se io dovessi decidere di fare l'idraulico (cosa a cui sto pensando).

    Ciao
    Swamiji65
  • - Scritto da: swamiji65
    > Personalmente mi comporto cosi':
    > All'azienda fornisco l'eseguibile, il codice su
    > esplicita richiesta, ma ha un costo aggiuntivo e
    > cio' e' chiaro fin dall'inizio, prima cioe' di
    > scrivere una sola riga.
    > Inoltre cedo il codice gratuitamente (da
    > contratto) nel caso in cui dovessi decidere di
    > non supportarlo piu'.
    > Garantisco cioe' che l'azienda possa continuare
    > ad aggiornare il software anche se io dovessi
    > decidere di fare l'idraulico (cosa a cui sto
    > pensando).
    >
    > Ciao
    > Swamiji65
    Mi sembra un buon modo di procedere. Attualmente ho pero' un problema con un cliente, il quale ha ricevuto da parte del sottoscritto il software e la relativa messa in servizio sull'impianto, il tutto ovviamente secondo contratto.
    Purtroppo non ho ancora ricevuto un soldo bucato (e sono tanti, si trattava di un lavoro di parecchi mesi).
    In questo caso, da quel che ho capito, il software sarebbe comunque dell'azienda che lo ha commissionato, giusto? Inoltre, essendo un software per un determinato impianto, non posso nemmeno pensare di rivenderlo.

    Ti prego di tener aggiornato questo forum con eventuali possibilita' di impiego come idraulico, sono seriamente interessato anch'io

    Sottovento
    non+autenticato
  • Io nei contratti di sviluppo esplicito che i sorgenti sono consegnati al saldo dell'ultima fattura, spero tu abbia fatto lo stesso....

    non+autenticato
  • Spero vivamente che il tuo software abbia dei BUG, cosi devono ritornare da te a chiedere aiuto.

    Io in genere quando sviluppo qualcosa per esterni metto bene in chiaro che la versione fornita ha un Time-Limit e che dopo si blocca.
  • - Scritto da: Anonimo
    > Io nei contratti di sviluppo esplicito che i
    > sorgenti sono consegnati al saldo dell'ultima
    > fattura, spero tu abbia fatto lo stesso....
    Purtroppo l'architettura del sistema e' piuttosto articolata, e su molte parti e' possibile risalire ai sorgenti (una sorta di reverse-engineering) in maniera piuttosto semplice.

    Scusate lo sfogo ma continuo a pensare che servirebbe davvero un'associazione di categoria. Spesso mi sento alla merce' di chiunque...
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Io nei contratti di sviluppo esplicito che i
    > sorgenti sono consegnati al saldo dell'ultima
    > fattura, spero tu abbia fatto lo stesso....
    Purtroppo l'architettura del sistema e' piuttosto articolata, e su molte parti e' possibile risalire ai sorgenti (una sorta di reverse-engineering) in maniera piuttosto semplice.

    Scusate lo sfogo ma continuo a pensare che servirebbe davvero un'associazione di categoria. Spesso mi sento alla merce' di chiunque...
    non+autenticato

  • > In questo caso, da quel che ho capito, il
    > software sarebbe comunque dell'azienda che lo ha
    > commissionato, giusto? Inoltre, essendo un
    > software per un determinato impianto, non posso
    > nemmeno pensare di rivenderlo.

    > Sottovento

    A me è capitata una situazione simile:
    ho sviluppato un software su commessa per un'azienda. Mi è stato spiegato il flusso lavorativo aziendale per poter creare il software che rispecchi tale modello lavorativo.
    In fase di contratto mi hanno imposto che tali personalizzazioni non avrei potuto rivenderle ad aziende concorrenti.
    Vi sembra corretta una tale clausola di contratto?
    Avrei potuto contestarla?

    Hypr
    non+autenticato
  • >
    > A me è capitata una situazione simile:
    > ho sviluppato un software su commessa per
    > un'azienda. Mi è stato spiegato il flusso
    > lavorativo aziendale per poter creare il software
    > che rispecchi tale modello lavorativo.
    > In fase di contratto mi hanno imposto che tali
    > personalizzazioni non avrei potuto rivenderle ad
    > aziende concorrenti.
    > Vi sembra corretta una tale clausola di contratto?
    > Avrei potuto contestarla?
    >
    > Hypr
    Difficile dirlo, soprattutto per degli informatici.
    Sarebbe opportuno valutare quanto grande sia la parte di personalizzazione rispetto al resto del software sviluppato. La clausola si applica alla sola parte di personalizzazione, giusto?
    Per la contestazione... beh, nessuno penso obblighi a firmare un contratto. Se ti riferisci alla contestazione dopo che il contratto e' stato firmato, la contesti solo se essa era contraria alle leggi vigenti.

    Spero nell'intervento di qualcuno esperto (almeno piu' del sottoscritto), perche' e' un problema interessante che, purtroppo, riguarda tanti utenti di questo forum
    non+autenticato
  • Non ci vedo niente di scandaloso.

    Tantopiù che non c'era nessun contratto esplicito riguardo ai diritti sul software; se un consulente lavora per una certa azienda, il lavoro che fa appartiene all'azienda, non ci piove.
    non+autenticato
  • - Scritto da: Anonimo
    > Non ci vedo niente di scandaloso.
    >
    > Tantopiù che non c'era nessun contratto esplicito
    > riguardo ai diritti sul software; se un
    > consulente lavora per una certa azienda, il
    > lavoro che fa appartiene all'azienda, non ci
    > piove.

    Non e` vero... tutto dipende dal contratto che hai con essa.
    Se sei un dipendente e` una cosa, se sei un consulente esterno e` tutt'altra faccenda.
    Lei paga per avere il software, ma questo non vuol dire che sia suo o meglio, non e` detto che abbia dei diritti su di esso. Cmq rpeto, tutto dipende dal contratto che stipuli.

    Il problema sorge quando nel contratto non c'e` traccia di questa cosa...
    non+autenticato
  • > Non e` vero... tutto dipende dal contratto che
    > hai con essa.
    > Se sei un dipendente e` una cosa, se sei un
    > consulente esterno e` tutt'altra faccenda.
    > Lei paga per avere il software, ma questo non
    > vuol dire che sia suo o meglio, non e` detto che
    > abbia dei diritti su di esso. Cmq rpeto, tutto
    > dipende dal contratto che stipuli.
    >
    > Il problema sorge quando nel contratto non c'e`
    > traccia di questa cosa...
    Giusto o sbagliato che sia, questo e' un altro colpo sulla categoria. Piano piano ci stanno riducendo a sgabassi.

    Mi ritengo fortunato, ma se per curiosita' provo a fare ricerche di lavoro sui siti, trovo soprattutto lavori precari, a progetto, ....

    Sarebbe opportuno pensare ad una forma di difesa, ammesso ovviamente che si possa pensare ad una categoria di "informatici".

    ciao
    non+autenticato
  • Infatti.
    C'e' da dire che qui in italia le cose stanno diversamente e in modo parecchio ingarbugliato.

    Ci sono le societa' serie che ti assumono a tempo indeterminato, e allora tutto cio' che produci e' di proprieta' dell'azienda, in quanto il programmatore e' paragonato ad un bene strumentale.

    Ci sono societa' bastarde che ti assumono a progetto e mettono una serie di clausole vessatorie (Non Disclosure Agreement, cessione dei diritti ecc.. ecc... ecc... ) e obbligo di non lavorare a progetti simili per i prossimi x anni, che solo un poveraccio alle prime armi firmerebbe senza adeguata contropartita.

    E ci sono consulenti che hanno preso inculcate anche peggiori e senza la seconda C oltre che vasella, e che di fronte a contratti come quello di cui sopra aggiungono gli zeri alla cifra pattuita.

    Purtroppo per quello sviluppatore, non ha pensato a pararsi il culetto in sede contrattuale e che, nonostante abbia avuto 10 anni di tempo per evitare l'inculVata senza V di vasella, s'e' deciso fuori tempo massimo.

    >GT<
  • In ginocchio, occhi sullo schermo, mani sulla tastiera, tacchete tacchete, lavora, studia, ingegna, scrivi, e non pensare di avere diritti tu sei un prodotto delal società e come tale devi comportarti Arrabbiato
    non+autenticato
  • e appena diventi troppo vecchio vieni buttato fuori a calci nel . e sostituito da un sottopagato "minorenne", magari indiano o dell'europa dell'est
    e non importa se ti sei fatto il . per 10 anni
    e in questo campo vecchio --> >= 40anni
    e poi ti volgio vedere a 68 anni sulla tastiera ...
    non+autenticato
  • Obbligato, purtroppo, a quotare in pieno.
    E per quanto riguarda il futuro, beh,... e' peggio, no?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > In ginocchio, occhi sullo schermo, mani sulla
    > tastiera, tacchete tacchete, lavora, studia,
    > ingegna, scrivi, e non pensare di avere diritti
    > tu sei un prodotto delal società e come tale devi
    > comportarti Arrabbiato

    E che si programma cosi'?

    Stai dimenticando le frustate, imbecille.
    Le frustate e il capo col tamburo Hortatur che da il tempo.

    Tse'...

    Principiante.
    >GT<
  • > Stai dimenticando le frustate, imbecille.
    > Le frustate e il capo col tamburo Hortatur che da
    > il tempo.
    >
    Veramente e' anche peggio, visto che ultimamente non ti frustano. Anzi sorridono, apprezzano il tuo lavoro e... beh per i soldi... insomma, sai, il lavoro e' buono ma sai, non e' il caso... vorresti esser pagato, mi sembra una pretesa eccessiva....
    non+autenticato
  • ...soldi? Ho parlato di soldi? Ho detto frustate e tamburo.
    Sii felice di poter fare il tuo lavoro e accontentati.

    Scherzi a parte, chi non lo sa rischia di rovinarsi al primo contratto.

    >GT<
  • Mah...guarda...se devo essere sincero a me piace picchiettare allegramente sulla tastiera per poi vedere realizzata un'applicazione enterprise che verrà usata da un bel pò di gente...sopratutto se il progetto è bello lungo e la tariffa giornaliera è di 200 euro netti Occhiolino

    Ma quanti di voi qui lavorano realmente? O siete tutti studentelli?
    non+autenticato
  • > Mah...guarda...se devo essere sincero a me piace
    > picchiettare allegramente sulla tastiera per poi
    > vedere realizzata un'applicazione enterprise che
    > verrà usata da un bel pò di gente...sopratutto se
    > il progetto è bello lungo e la tariffa
    > giornaliera è di 200 euro netti Occhiolino
    >
    > Ma quanti di voi qui lavorano realmente? O siete
    > tutti studentelli?
    Non siamo tutti studentelli, ed abbiamo anche tariffe superiori a quanto indicato.
    non+autenticato
  • ....
    > > il progetto è bello lungo e la tariffa
    > > giornaliera è di 200 euro netti Occhiolino
    > >
    > Non siamo tutti studentelli, ed abbiamo anche
    > tariffe superiori a quanto indicato.

    Secondo me state parlando di tariffe di altri tempi.

    200 nette equivalgono a 400 lorde, + IVA, al giorno.

    Oggi questi soldi li danno agli intermediari (body rental o societa' di consulenza che siano), i quali, nella QUASI totalita' dei casi, ne trattengono almeno il 50%.
    Rimangono quindi 200 euro LORDI per chi lavora veramente. Che sono 100 euro netti. Che sono 2.200 al mese. Senza malattie, senza 13esima, senza 14esima, senza ferie, senza pensione, senza alcuna garanzia (nessun articolo 18), senza alcun mutuo se non si e' gia' ricchi di famiglia.
    Diciamo che metti da parte 400 euro al mese per avere, a fine anno, una specie di 13esima e 14esima.
    Ti rimangono 1800 euro netti al mese. E comunque se stai a casa un giorno, questo giorno non ti viene pagato. E di mututi, comunque, niente.
    Vieni pagato come un impiegato qualunque, anche se hai alle spalle 10 anni di dura esperienza.

    Se veramente la tua societa' di consulenza ti paga 400 euro al giorno (cioe' 200 nette), preoccupati TANTO, perche' di ragazzini che imparano solo quel che serve al tuo cliente ce ne sono tanti. E si accontentano di 1/4 del tuo stipendio. In fondo, tu eri esattamente uno di quei ragazzini quando sei entrato li.
    Su certe esperienze bisogna passarci per capirle.

    E' possibile sapere di che ti occupi ?


    non+autenticato
  • Si chiama libero mercato
    nessuno ti vieta di fare la tariffa che ti pare, di gestire i contratti come ti pare, ecc....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Si chiama libero mercato
    > nessuno ti vieta di fare la tariffa che ti pare,
    > di gestire i contratti come ti pare, ecc....


    Hey Gringo, non siamo mica in america qui.

    Potra' anche esistere il libero mercato, peccato pero' che non esista anche la libera concorrenza.

    Qui o lavori per una body rental (lasciandogli almeno meta' di quel che produci) o non lavori del tutto.


    non+autenticato