Dal Social Networking allo Spam Trasversale

di Pietro Morelli - Ovvero come le piattaforme che tramite Internet danno corpo a nuove relazioni sociali, offrendo opportunità per moltissimi utenti, possano talvolta trasformarsi in un problemaccio per la mailbox

Roma - Si parla tanto e sempre più spesso, sui media e non solo, della diffusione delle Reti Sociali ovvero dei Social Network, perlopiù definiti come "un insieme di attori (nodi) e di relazioni (link) che li collegano". Immaginando una Rete nella quale ci sono molti nodi (gli attori), questi ultimi possono essere rappresentati da persone, computer, organismi, pagine web ed i collegamenti/link (le relazioni) tra essi possono essere attinenti a: lavoro, amicizia, amore, collaborazione ecc... Il social networking favorisce la condivisione delle amicizie e dei contatti per creare una rete di rapporti in cui nessuno è sconosciuto e chiunque è identificabile in quanto "amico di" un altro (per aderire ad un social network ci si registra, si invitano i propri amici/conoscenti/colleghi/ecc..., i quali a loro volta invitano i loro e così via, fino a creare una fitta rete di contatti a seconda della tipologia del social network: sentimentale, lavorativo, collaborativo).
Il fenomeno ha preso piede sulla Rete a partire dal 2003 ma il principio che un numero limitato di relazioni collèghi una realtà complessa è uno dei presupposti della "Teoria delle Reti", detta anche "Piccolo Mondo", come fu ribattezzata dal sociologo statunitense Stanley Milgram già nel 1967. La "Teoria delle Reti" studia il comportamento e l'evoluzione di entità tra loro interconnesse e ritiene che ogni tipo di rete sociale, economica, biologica ecc. si baserebbe su regole precise.

All'interno della "Teoria delle Reti" è stato studiato il fenomeno del "Piccolo Mondo", termine diventato popolare dopo la pubblicazione su Nature, nel giugno del 1998, dell'articolo Collective dynamics of small world networks di Duncan Watts e Steve Strogatz, due ricercatori della Cornell University di New York. Nell'articolo si sostiene che una qualunque persona nel pianeta è separata da ogni altra da un numero limitato di relazioni. In altri termini, chiunque può contattare una persona sconosciuta attraverso una catena formata da pochissime relazioni e questa regola è applicabile ad ogni contesto di rete.

Si tratta del cosiddetto principio dei sei gradi di separazione attraverso il quale, in teoria, si potrebbe raggiungere una qualsiasi persona sulla terra, passando per non più di 5 persone che si conoscono a vicenda. La teoria dei six degrees è stata formulata dal fisico Albert-László Barabási che nel suo libro LINKED: The New Science of Networks (2002) ne ha esposto prerogative e funzionamento.
Ma già nel 1990 John Guare, scrittore e commediografo statunitense, aveva pubblicato un libro dal titolo Sei gradi di separazione ispirato ad una storia realmente accaduta: David Hampton (morto a 39 anni nel 2003), un ragazzo di colore di Buffalo, riuscì a farsi invitare nei salotti dell'alta società di Manhattan, spacciandosi per studente di Harvard e figlio del celebre attore Sidney Poitier. Da questa vicenda e dal libro di Guare furono poi realizzate centinaia di rappresentazioni teatrali e nel 1993 fu prodotto anche un film con Will Smith e Donald Sutherland per la regia dell'australiano Fred Schepisi.

E' di settembre di quest'anno, peraltro, la notizia che un gruppo di ricercatori dell' Università del Massachussetts è riuscito ad elaborare un algoritmo (denominato "Expected Value Navigation") che descrive un metodo innovativo per inviare dati all'interno di reti informatiche decentralizzate: si tratterebbe di un'applicazione pratica della teoria sociologica dei "sei gradi di separazione".

L'applicazione di tale principio al mondo digitale potrà permettere la nascita di reti P2P più efficienti e motori di ricerca più veloci: uno degli autori della ricerca, Ozgur Simsek, ha affermato che dal lavoro svolto è emerso che gli individui sono tutti connessi tra di loro.

Le piattaforme di Social Networking
Sulla scorta di quanto esposto sinora sono sorte sul web, la Rete delle reti, tutta una serie di piattaforme che hanno cercato di attuare, in pratica, il principio dei "sei gradi di separazione", favorendo la creazione di reti sociali tra individui che si conoscono ed individui che non si conoscono affatto, proprio attraverso il meccanismo della presentazione o della "conoscenza indiretta" (il principio per cui "gli amici dei miei amici sono miei amici").

Si tratta di piattaforme più o meno note volte a creare network esclusivamente affettivi, amicali o lavorativi: Linkedin.com, OpenBC.com, Ecademy.com, Ryze.com, Bizbureau.it, Academici.com, Supereva.com, Doostang.com, Myplace.com, Huminity.com, Flickr.com, Orkut.com, Friendster.com, Spoke.com, Tribe.net, Zerodegrees.com, Visiblepath.com, Meetic. ecc...

Il meccanismo di partenza è sempre lo stesso: mi registro (autonomamente o perché invitato da qualcun altro, il quale riceverà una qualche forma di premio a mia iscrizione avvenuta), compilo una mia scheda (il profilo), scelgo quali dati rendere pubblici (alcuni sono obbligatori) e quali no, scelgo se poter essere contattato o meno e via dicendo.

Una volta iscritti, si possono effettuare molteplici tipologie di ricerche a seconda del network, con la finalità di interagire con gli altri membri: colleghi, ex-colleghi, posizioni lavorative aperte, professionisti nello stesso ruolo, nella stessa città, ecc... (per i business network); età, sesso, città, hobby, caratteristiche fisiche, ecc... (per i social network sentimentali).

In ambito di business network, nello specifico, ci sono piattaforme che consentono di contattare solo persone che si conoscono direttamente (visualizzo la scheda di un utente ma posso contattarlo solo se conosco il suo indirizzo e-mail, indizio in teoria di una reale conoscenza) e piattaforme che, attraverso un form, consentono di contattare chiunque, anche membri che non si conoscono affatto.

Social Networking e "Spam trasversale"

Con la diffusione dei social network, soprattutto in ambito business, si verifica un fenomeno che definisco di spam trasversale, ovvero ci si trova a ricevere e-mail non sollecitate o non richieste che, è vero, rientrano nel concetto di condivisione di una rete esponenziale di contatti e che quindi "fanno parte del gioco" ma che assumono preoccupanti sembianze di spam se hanno ad oggetto: invio di cv per trovare lavoro; inviti a convegni, seminari, corsi, tavole rotonde, eventi in generale; inviti ad iscriversi ad ulteriori piattaforme di social networking; invio di presentazioni della propria società ecc...

Immaginate un utente che abbia anche solo 200 contatti su una piattaforma e che dalla metà di questi riceva anche una sola e-mail al giorno avente uno degli oggetti di cui sopra: anche se avesse creato un account e-mail ad hoc per quella data piattaforma sarebbe comunque inondato di messaggi di posta elettronica!

Questa forma di spam trasversale è favorita anche dalle piattaforme che consentono di contattare anche gli iscritti di cui non si conosce l'indirizzo e-mail (attraverso il form di contatto di cui si parlava più sopra) e da coloro che, nelle piattaforme dove invece è necessario conoscere l'indirizzo e-mail dell'iscritto da contattare, hanno aggirato tale "regola" fornendo loro stessi, nella propria scheda, l'indirizzo e-mail al quale poter essere contattati per essere aggiunti al network altrui.

In poche parole: se non posso contattarti perché non conosco il tuo indirizzo e-mail allora pubblico il mio nella mia scheda di contatto ed invito chiunque a contattarmi, in tal modo accresco il network di conoscenze sia mio che di chi mi contatta per inserirmi nel suo.

Spesso la realtà è che si ingaggiano vere e proprie "sfide virtuali" tra chi ha più contatti, chi riesce ad accrescere in maniera rapida ed esponenziale il proprio network: ci sono piattaforme che favoriscono tale "agonismo" indicando nella scheda di ciascun iscritto il posto occupato in graduatoria nel proprio Paese d'origine sia per numero totale di contatti sia per numero di persone che si è riusciti a far iscrivere alla piattaforma tramite proprio invito.

Spesso la permanenza su queste piattaforme, senza dover elargire alcun canone mensile (in alcuni casi, per beneficiare di funzionalità evolute, sono a pagamento), è legata proprio alla capacità del singolo iscritto di riuscire ad attrarre sulla stessa il maggior numero di iscritti tramite invito (questa attività viene premiata con mesi omaggio); tutto ciò genera una conseguenza inevitabile: la "transumanza" perpetua, più o meno delle stesse persone ("i soliti noti"), sulle differenti piattaforme business.

Lo spam trasversale che si verifica è poi anche dovuto ad un'altra diffusa abitudine che sta prendendo piede sulla Rete: l'address book online, sempre consultabile ovunque ed in qualsiasi momento e tra questi si è affermato Plaxo.com.

Si tratta, nella fattispecie, di un'anagrafica online che chiunque può attivare gratuitamente; il problema dello spam si presenta ogniqualvolta ciascun fruitore decide di chiedere un aggiornamento della propria scheda ad ognuno dei contatti che egli ha inserito: a tutti i contatti arriva infatti una e-mail che li invita a confermare o modificare le informazioni inserite nella scheda che li riguarda.

Se sono inserito nell'anagrafica di 100 utilizzatori di Plaxo.com ed a turno, un giorno si ed uno no, tutti e 100 la aggiornano, mi troverò a ricevere 100 e-mail con richiesta di conferma o modifica della mia scheda su Plaxo.com!

Pietro Morelli

L'autore è ICT Business Analyst, curatore della rubrica "E-Business e dintorni" su NetJus e responsabile del sito Notaio.org
TAG: spam
7 Commenti alla Notizia Dal Social Networking allo Spam Trasversale
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  • viva i polizziotti che ci rendono la vita piu sicura e tranquilla, anche a costo della loro stessa vita . sono stupendi . saluti da concetta.
    non+autenticato
  • Personalmente non penso che lo spam trasversale sia il problema principale del social networking. Anzi. Mi lascia invece perplesso l'esaltazione di strumenti di cui si parla ormai da anni, ma che stentano a decollare.
    Sono in Linkedin da due anni, ma sinceramente di sociale ci ho visto assai poco, direi che ho fatto più attività sociale nel condominio che in Linkedin.
    Mi sembra l'ennesima riprova che la rete è un ottimo strumento, ma che senza contenuti rischia di diventare autoreferenziale: una sorta di "luddismo alla rovescia" in cui anziche diventare la macchina l'oggetto su cui sfogo la mia repressione, la macchina diventa un oggetto che io esalto a prescindere, senza sapere cosa farci. Come sappiamo la famigerata bolla nasce proprio da qui.
    Come citazione autorevole, non per sminuire le tue, proporrei il mitico sketch di Guzzanti e dell'aborigeno...
  • Quante persone hai nel tuo network? il tuo profilo è interessante/ben scritto? aspetti che gli altri ti cerchino, o sei tu a cercare loro?
    Te lo dico perchè ho visto gente, con 1 contatto, col profilo di 1 riga, che osa pure lamentarsi perchè "non riesce a fare network".
    non+autenticato
  • Ho 700 contatti in Linkedin, e se va bene ricevo 1 email al giorno di qualcuno che updata il suo profilo, chiede conferma via Plaxo dei miei dati, o chiede un forward.
    Piero, tu che hai 575 contatti, quanto spam trasversale ricevi?
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Ho 700 contatti in Linkedin, e se va bene ricevo
    > 1 email al giorno di qualcuno che updata il suo
    > profilo, chiede conferma via Plaxo dei miei dati,
    > o chiede un forward.
    > Piero, tu che hai 575 contatti, quanto spam
    > trasversale ricevi?

    Ciao,

    con 575 contatti ricevo da Linkedin ca. 10 e-mail al giorno ma il grosso arriva da OpenBC dove ho 1800 contatti con una media di e-mail giornaliere intorno alle 50/60.

    E' legato al numero tendenzialmente esponenziale dei contatti e delle piattaforme che si possa raggiungere un collasso critico...ma fa parte del gioco!

    L'importante è come i tuoi contatti "vedono" ed utilizzano il mezzo, affinchè non diventi strumento privilegiato di "spam trasversale" (in teoria, ma solo in teoria, efficace perchè mirato su utenti specifici).

    P.M.
    non+autenticato
  • Non sono iscritto su linkedIn ma sono iscritto su http://www.aaamici.it, che è una rete sociale che ricostruisce il tuo network di amicizie reali e quelle virtuali.

    Sono io che decido attraverso il loro sistema di privacy, se voglio ricevere delle email. Ho già all'interno del sito tutti gli strumenti di comunicazione e messaggistica per mantenere i contatti e non è prevista nessun contatto attraverso la posta elettronica, nessuno puo' vedere la mia email a meno che non sia io a fornirla.

    Posso addirittura scegliere di non ricevere nessuna delle email di sistema che notificano l'arrivo di nuovi annunci, messaggi ricevuti, cambi nick etc....
    Non mandano mai email che l'utente non abbia richiesto ed autorizzato dal suo profilo, si puo' decidere di non ricevere neanche le newsletter del sito. Insomma so che sono iscritto, ci entro regolarmente, comunico con i miei contatti, ma non mi arriva mai una email che me lo ricorda/notifica (a meno che io non decida di voler ricevere le notifiche).
  • Ciao, ho letto le tue considerazioni sullo spam traversale e cercandoti su LinkedIn ho notato che hai messo il tuo indirizzo email accanto al tuo nome: mi sembra ovvio che ti arrivino tutte queste email!
    Ogni mezzo va utilizzato attraverso le sue regole...

    Ciao
    non+autenticato