Samsung, dai big ai mini LCD

Il colosso coreano svela i propri progetti nell'ambito della produzione di display LCD per il mercato domestico e mobile

Seoul (Sud Corea) ? Samsung, il gigante asiatico dell'elettronica, dopo aver speso molto tempo nella progettazione di pannelli LCD e al plasma di dimensioni generose, ha deciso di cambiare rotta e affiancare a quest'ultimi uno sviluppo nell'ambito mobile.

"La maggior parte delle tecnologie che abbiamo utilizzato per la creazione dei nostri schermi di grandi dimensioni potranno essere sfruttate nelle applicazioni mobile dove la miniaturizzazione è sempre più richiesta", ha affermato il vice presidente di Samsung, Joe Virginia. "Lo scambio di tecnologie tra i due ambiti sarà però di tipo bidirezionale, infatti le nuove tecniche che svilupperemo per i dispositivi portatili faranno da banco di prova per i più grandi schermi casalinghi e professionali".

Questo interscambio di conoscenze tra i due ambiti non è solamente su carta, ma è realtà. Samsung ha infatti già portato il rendering ad alta definizione, sviluppato in principio per gli schermi LCD, in dispositivi come i telefoni cellulari e le videocamere.
Inoltre, un altro esempio di come sia importante per Samsung questo progetto di unificare il proprio know-how al servizio dei più disparati ambiti di progettazione è lampante anche nel caso del cambiamento di rotta rispetto allo standard RGB.
Il gigante asiatico ha infatti aggiunto al metodo di composizione dei colori basato sull'RGB un nuovo colore, il bianco. Il nuovo standard sul quale si appoggerà Samsung sarà quindi l'RGBW (red, green, blue, white) che, a suo dire, è capace di aumentare del 70% la luminosità degli schermi senza incidere sul consumo energetico.

Nonostante Virginia non abbia ancora specificato quali prodotti utilizzeranno le nuove tecnologie sviluppate grazie alla nuova roadmap, non ha mancato di stilare una lista di migliorie che l'azienda vuole introdurre entro il prossimo anno.

Gli upgrade più importanti riguardano soprattutto: l'incremento della luminosità degli schermi da 200 nit fino a 300 nit, l'ampliamento della palette dei colori fino a 16,7 milioni di sfumature utilizzabili, l'aumento di velocità dell'interfaccia RGB per permettere un miglioramento della qualità video ed infine lo sviluppo degli standard QCIF (176 x 144 pixel) e QVGA (320 x 240 pixel) per farli arrivare a risoluzioni maggiori come il WVGA (852 x 480 pixel).

Questi miglioramenti avranno inoltre, sempre secondo Samsung, effetti sull'aspetto degli schermi e dei dispositivi che li utilizzeranno riducendone lo spessore.

L'azienda coreana, movendosi ad ampio raggio sui dispositivi dotati di schermi e pannelli, non ha ovviamente dimenticato la tecnologia touch-screen. Entro l'ultimo trimestre del 2006, Samsung spera di raccogliere i frutti dei suoi investimenti fatti per rivisitare la tecnologia esistente. I progettisti stanno cercando di sostituire il sensore, che ora è presente sotto forma di pellicola posizionata sopra lo schermo, con un nuovo tipo di sensore ottico.

Per non farsi trovare impreparata alle richieste che potrebbero derivare dall'introduzione dei nuovi dispositivi, che vedranno la luce entro i prossimi due anni, e per aumentare la produzione degli schermi di grandi dimensioni, l'azienda ha deciso di aprire un'altra fabbrica a Tanjeong, in Sud Corea. Conosciuta con il nome di "linea 7-2" è adiacente alla già esistente "linea 7-1".

Con tutti questi cambiamenti all'orizzonte e le nuove sorprese che Samsung rivelerà nel prossimo futuro, l'azienda non nasconde il suo desiderio di riuscire nel difficile intento di raddoppiare le vendite dei display a cristalli liquidi entro i prossimi 5 anni.

Dario Panzeri
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