Nessun ribasso su CD e DVD

Il Governo esclude dal maxiemendamento alla Finanziaria la norma che avrebbe ridisegnato l'equo compenso, portando ad una sostanziale diminuzione dei prezzi dei supporti al pubblico

Roma - No, per ora nulla cambierÓ sul fronte del cosiddetto equo compenso. Chi ha sperato nei giorni scorsi che la maggioranza e il Governo avessero finalmente optato per una sostanziale revisione della normativa dovrÓ, almeno per il momento, ricredersi.

Il Governo in questi giorni ha infatti deciso di escludere la nuova modulazione dal maxiemendamento alla Finanziaria, quella che avrebbe ridotto il "compenso per copia privata" al 10 per cento del prezzo di vendita al distributore. Come noto, l'equo compenso Ŕ un aggravio pensato come strumento compensativo per autori e detentori del diritto d'autore sulla base del possibile utilizzo di supporti come CD e DVD per la copia privata dei materiali acquistati dagli italiani, copia peraltro ammessa dalle attuali normative. Oggi ogni CD o DVD venduto attraverso i canali ufficiali Ŕ gravato del compenso che produttori ed importatori devono versare alla SIAE, che in alcuni casi Ŕ pari al doppio del prezzo di vendita al distributore.

Sulla questione, che da lungo tempo solleva vivacissimi dibattiti, denunce e problemi di mercato, Ŕ intervenuta l'Associazione dei Produttori di Supporti e Sistemi Multimediali Italiana (ASMI), secondo cui la rimodulazione ora bocciata avrebbe portato benefici a tutti:
"- all'Industria, che avrebbe beneficiato della riduzione del mercato nero e delle vendite via internet dall'estero;
- allo Stato, che avrebbe ottenuto un maggior gettito IVA grazie al ritorno dei volumi legati alla vendita legale dei prodotti;
- ai Consumatori, che avrebbero visto ridursi i prezzi dei prodotti;
- alla SIAE, che avrebbe mantenuto il livello di gettito derivante dall'equo compenso, ora in calo per la crisi del settore".

Secondo ASMI, data l'entitÓ del compenso, "dal 2003 ad oggi, il mercato ufficiale di supporti ottici Ŕ crollato e sono esplose le vendite dall'estero via internet e lo sviluppo del mercato nero con perdite, per IVA evasa, che secondo nostre stime supererÓ nel 2005 gli introiti SIAE derivanti dal compenso per copia privata".

Nonostante tutto, ASMI rimane fiduciosa che il Governo introduca "una nuova soluzione" per la materia che, secondo il decreto con cui Ŕ stato esteso ai nuovi supporti l'equo compenso, deve essere comunque rivista entro la fine di quest'anno.
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