Pirateria, scoperti due lab a Roma

Altro che P2P: la Polizia Municipale smantella un'organizzazione che guadagnava smerciando supporti contraffatti, pieni di software e materiali audiovisivi, nelle vie della Capitale. Si parla di connivenza di negozianti

Roma - Un copione già scritto: la Polizia Municipale a Roma ha annunciato nelle scorse ore di aver concluso un'indagine su una organizzazione malavitosa dedita alla produzione e spaccio sul mercato nero di CD e DVD contraffatti, contenenti tutti materiale pirata, un'organizzazione che secondo gli inquirenti portava a casa montagne di sesterzi grazie ad una rete di distribuzione dei materiali a Roma. Quel che non era fin qui ancora emerso con chiarezza è l'aspetto considerato più inquietante dagli esperti antipirateria, ovvero la "rete di complicità" di cui avrebbero fruito i criminali addirittura con negozianti e ristoratori.

L'operazione del "Gruppo Pronto Intervento Traffico", ha portato allo smantellamento di due laboratori dedicati alla riproduzione dei supporti collocati in aree periferiche della Capitale. Sono sei i denunciati all'autorità giudiziaria. Tutta l'indagine si è svolta in collaborazione con i "consulenti tecnici" - come li descrive una nota - messi a disposizione da BSA, Fapav e SIAE, tre entità che lavorano per tutelare le proprietà intellettuali di softwarehouse e industria dell'audiovisivo.

"Un'organizzazione ben attrezzata e a composizione multirazziale, che faceva capo ad un gruppo di immigrati polacchi, proprietari dei laboratori e delle attrezzature di masterizzazione" - ha dichiarato il Comandante Carlo Buttarelli - "Costoro distribuivano i prodotti contraffatti a dei piccoli grossisti di origine senegalese e del Bangladesh, i quali a loro volta li smerciavano attraverso una rete di venditori di strada senegalesi o marocchini (ogni grossista controllava 6-8 venditori)".
Nel corso del blitz dei giorni scorsi, sono stati sequestrati nel complesso 35 masterizzatori, 3 fotocopiatrici professionali (utilizzate per la duplicazione delle copertine), circa 5.000 supporti vergini e oltre 9.000 già masterizzati, oltre a quello che è stato definito "uno sconfinato numero" di custodie e copertine riprodotte. Secondo BSA il solo software contraffatto, se venduto sul mercato ufficiale, avrebbe avuto un valore di 400mila euro.

"I vertici dell'organizzazione sono individui insospettabili, che vivono agiatamente realizzando col traffico illegale guadagni stimabili fra i 10 e i 15.000 euro mensili - ha dichiarato Buttarelli - Mentre, fatto curioso da notare, il commercio di strada si svolge ad opera di venditori che tendono a costruirsi una clientela stabile, raccolgono ordini su cataloghi ufficiali dei prodotti disponibili che abbiamo rinvenuto, forniscono ai clienti anche il proprio cellulare per le ordinazioni e operano talvolta anche con la collaborazione di commercianti della zona. Il che ha reso ancor più difficile coglierli sul fatto, giacché a fine giornata i venditori depositavano la propria merce, ad esempio, nel magazzino di un bar o di una pizzeria della loro zona di attività, quindi si spostavano il meno possibile portando con sé i prodotti illegali".

Secondo Arnaldo Borsa di BSA, questa rete di connivenza e di complicità si spiega con il fatto che è ancora poco diffusa la consapevolezza dell'illiceità di queste pratiche. In generale, ha affermato Borsa, c'è una generalizzata percezione di sostanziale impunità dei reati contro la proprietà intellettuale"

Buttarelli dal canto suo ha definito "proficua" la collaborazione con i rappresentanti dell'industria di settore e ha sottolineato come "spesso le persone non si rendono conto che i comportamenti che praticano quotidianamente ritenendoli normali rischiano di esporle a conseguenze giudiziarie sgradevoli".
23 Commenti alla Notizia Pirateria, scoperti due lab a Roma
Ordina
  • gli italiani (la maggior parte) non sono pirati, o meglio, cercano in tutti i modi di fregare il prossimo, fare i paraculi.
    Vediamo ora quanto staranno al fresco.

    Presumibilmente poco
    non+autenticato
  • Questa è la dimostrazione che LA GENTE E' DISPOSTA A COMPRARE ma a PREZZI BASSI!!!!
    Perciò major, software house, siae, riaa & c. A FURIA DI SBATTERCI LA TESTA capiranno CHE LA GENTE NON COMPRA A PREZZI ESOSI, perciò possono calcolare i mancati guadagni in qualsivoglia modo, MA FINCHE' LA GENTE NON REPUTA UN PRODOTTO VALIDO E CONVENIENTE secondo il proprio giudizio NON COMPRERA' ORIGINALI!!!!
    Ficoso
    non+autenticato
  • sono d'accordo e nel mio piccolo non sto comprando più nulla ( supporti vergini, cinema, cd/dvd audio video ecc )

    Se solo tutti facessero così per almeno 2 mesi.... non dico x sempre ....

    Vinceremo di sicuro una battaglia ma non la guerra....
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > Questa è la dimostrazione che LA GENTE E'
    > DISPOSTA A COMPRARE ma a PREZZI BASSI!!!!
    > Perciò major, software house, siae, riaa & c. A
    > FURIA DI SBATTERCI LA TESTA capiranno CHE LA
    > GENTE NON COMPRA A PREZZI ESOSI, perciò possono
    > calcolare i mancati guadagni in qualsivoglia
    > modo, MA FINCHE' LA GENTE NON REPUTA UN PRODOTTO
    > VALIDO E CONVENIENTE secondo il proprio giudizio
    > NON COMPRERA' ORIGINALI!!!!
    > Ficoso

    Se quello che dici è vero basterebbe comperare dal bargain bin dopo alcuni mesi invece che subito. Come faccio io con ottimi risultati economici.
    Il "cittadino comune" è come un bambino viziato che spende i suoi soldi in maniere idiote e non ha coscienza di cosa voglia dire "votare col portafogli" o fare un vero boicottaggio (che nn vuol dire far circolare materiale piratato, creando così pubblicità indiretta e mantenendo comunque alta la "visibilità" del prodotto in questione).
    E queste considerazioni valgono per tutto, non solo per i media su supporti ottici.

    Poi se volete sentirvi rivoluzionari sbafando fatelo, ma ci sono maniere altrettanto legali per ottenere quello che si vuole pagandolo poco oltre alla pirateria. Ad esempio usare Internet.
  • Anche i bambini dell'asilo sanno che l'acquisto di un CD dal marocchino di turno non è legale. Magari è ora di piantarla con sta storia.

    Il problema è che la gente valuta il prodotto e ne determina il prezzo che è disposta a pagare.
    Poi eventualmente valuta dove vanno a finire i propri soldi.

    CD originale -> costa un pacco e i soldi vanno a finire in tasche già piene e ben gonfie.
    CD pirata -> costa poco e i soldi vanno a finire, con qualche probabilità in più, in tasche vuote.

    Insomma... cerchiamo di fare un discorso che prenda in considerazione tutti gli elementi, una volta per tutte.

    Madder

  • a parte che credo che ben pochi si chiedano dove finiscano i propri soldi, purtroppo:

    CD pirata -> costa poco e i soldi vanno a finire,
    MOLTO POCHI, in tasche vuote. E MOLTI in tasche criminali che fruttano e schiavizzano il marocchino di turno

    (è lo stesso discorso della prostituzione: rendere illegale una cosa che la gente è disposta a comprare significa regalare soldi alla mafia, non debellare il fenomeno)

  • - Scritto da: ishitawa
    >
    > a parte che credo che ben pochi si chiedano dove
    > finiscano i propri soldi, purtroppo:
    >
    > CD pirata -> costa poco e i soldi vanno a finire,
    > MOLTO POCHI, in tasche vuote. E MOLTI in tasche
    > criminali che fruttano e schiavizzano il
    > marocchino di turno
    >
    > (è lo stesso discorso della prostituzione:
    > rendere illegale una cosa che la gente è disposta
    > a comprare significa regalare soldi alla mafia,
    > non debellare il fenomeno)

    Anche i soldi DEGLI ORIGINALI vanno a finire E MOLTI nelle tasche di CRIMINALI parassiti RICCONI che sfruttano!
    Allora meglio darli al marocchino di turno che ne ha più bisogno!
    Arrabbiato
    non+autenticato
  • si ma il marocchino ci guadagna le briciole allora meglio dargli direttamente dieci euro e dirgli conservateli in tasca, senza prendere nessun cd in cambio
    non+autenticato
  • dato che i marocchini hanno un pò di dignità, si rifiutano di prendere soldi senza darti nulla in cambio...provaci pure

    Io di solito, se è simpatico, mi prendo un inutile accendino x 2 euro...

    invece le multinazionali ti prendono 25 euro dandoti in cambio dischetti di plastica con canzoni del cazzo...

    W i marocchini!!!

  • - Scritto da: Anonimo
    > si ma il marocchino ci guadagna le briciole
    > allora meglio dargli direttamente dieci euro e
    > dirgli conservateli in tasca, senza prendere
    > nessun cd in cambio

    Dandogli 10 euro così offendi la sua dignità, se sei suo cliente e gli dai anche un euro in più ogni tanto è più contento!!!
    Un marocchino è diventato così mio amico e mi faceva anche lo sconto!!! Sono ragazzi come tanti, un po' meno fortunati!!!
    Triste
    non+autenticato

  • - Scritto da: Madder
    > Anche i bambini dell'asilo sanno che l'acquisto
    > di un CD dal marocchino di turno non è legale.

    Perchè gli è stato DETTO che non è legale, ma IMHO
    sapere che è illegale non vuol automaticamente prcepire la illegalità di quel comportamento.

    All'asilo ho imparato subito il concetto di furto quando mi rubarono la prima merendina dal cestino, che avevo lasciato incustodito.
    E cosi' come tutti ho imparato con l'esperienza diretta che cosa è un furto.

    Se uscisse una legge che vietasse di emettere biogas dall'intestino, e venisse pubblicizzata suon di spot, sapremmo tutti che quel comportamento illegale, ma ci tratterremmo tutti dal trasgredirlo?
    ByeZ!
    non+autenticato
  • Se mio nonno avesse avuto 5 testicoli, sarebbe stato un flipper.
    non+autenticato
  • :D A bocca aperta A bocca aperta A bocca aperta A bocca aperta A bocca aperta A bocca aperta A bocca aperta
    non+autenticato
  • Si anche se in questa notizia non se ne era parlato, diciamo che è il discorsetto che mi ha sempre irritato di SIAE, RIAEE, e difensori a spada tratta delle crociate antipirateria per proteggere gli onesti lavoratori lasciati a casa dalla gentaglia criminale che c'e' in giro...

    Se Tizio compra 10 CD pirata, poniamo pagandoli 50euro tutti,mentre originali costavano 30euro l'uno, i discografici sostengono di aver "perso" 300euro...e cosi' (moltiplicate per le loro stime) valutano il denaro perso.

    Ma a parte tutta questa demagogia, non viene il dubbio che Tizio ha speso per quei CD quanto poteva permettersi e non sarebbe stata sua intenzione spendere una lira in +, quindi se non ci fosse la pirateria il suo budget sarebbe stato cmq di 50euro, quindi avrebbe comprato uno o al massimo due cd, causando una perdita di 30 o al massimo 60euro?

    Anzi, se voglio comportarmi in modo logicamente scorretto e demagogico come fanno gli autori ma all'inverso potrei addirittura supporre che Tizio non avrebbe comprato nulla: infatti e' possibile si sia sentito soddisfatto di avere 10CD con il suo budget di 50euro, ma avesse dovuto spendere la stessa cifra solo per due magari pensava: ma non ne vale la pena per due soli CD, lascio stare, non ne compro nemmeno uno e piuttosto mi faccio una cena al ristorante con la mia ragazza (...questo dimostra che la pirateria della musica va a discapito dei ristoratori, e non degli autoriOcchiolino propongo che si associno con la SIAE per recuperare un po' di soldi...)

    In linea di massima sono contrario alla pirateria in ambito professionale, piuttosto che quella in ambito casalingo. Il motivo e' semplice: in ambito privato proprio perche' non stiamo parlando di beni di necessita' l'utente scarica programmi che probabilmente mai (o in minima frazione) avrebbe comprato. Lui ne trae giovamento, mentre la SH non trae perdite perche' in ogni caso non sarebbe stato comprato. Ora a parte il discorso legislativo, e a parte la GELOSIA di un autore che e' infastidito psicologicamente dal fatto che uno possa usare il frutto del suo lavoro senza il suo permesso,da un punto di vista oggettivo abbiamo una persona che ci guadagna (l'utente), e una che cmq non ci perde (lo sviluppatore, che cmq, anche in assenza di pirateria, non avrebbe preso soldi da quell'utente, il quale piuttosto avrebbe semplicemente fatto a meno del software)...ora sfido chiunque a dimostrare come possa essere immorale una situazione dove qualcuno ci guadagna...ma NESSUN ALTRO cmq ci rimette...

    In ambito professionale il discorso e' ovviamente diverso, perche' li' il software (o la musica in una discoteca, o il film proiettato in una sala) e' proprio IL MEZZO con cui si realizza il profitto. Senza il software la societa' non funzionerebbe, se quindi viene usato pirata si sta lucrando su qualcosa che altrimenti avrebbero DOVUTO comprare...
    non+autenticato
  • > In linea di massima sono contrario alla pirateria
    > in ambito professionale, piuttosto che quella in
    > ambito casalingo. Il motivo e' semplice: in
    > ambito privato proprio perche' non stiamo
    > parlando di beni di necessita' l'utente scarica
    > programmi che probabilmente mai (o in minima
    > frazione) avrebbe comprato. Lui ne trae
    > giovamento, mentre la SH non trae perdite perche'
    > in ogni caso non sarebbe stato comprato. Ora a
    > parte il discorso legislativo, e a parte la
    > GELOSIA di un autore che e' infastidito
    > psicologicamente dal fatto che uno possa usare il
    > frutto del suo lavoro senza il suo permesso,da un
    > punto di vista oggettivo abbiamo una persona che
    > ci guadagna (l'utente), e una che cmq non ci
    > perde (lo sviluppatore, che cmq, anche in assenza
    > di pirateria, non avrebbe preso soldi da
    > quell'utente, il quale piuttosto avrebbe
    > semplicemente fatto a meno del software)...ora
    > sfido chiunque a dimostrare come possa essere
    > immorale una situazione dove qualcuno ci
    > guadagna...ma NESSUN ALTRO cmq ci rimette...
    >
    > In ambito professionale il discorso e' ovviamente
    > diverso, perche' li' il software (o la musica in
    > una discoteca, o il film proiettato in una sala)
    > e' proprio IL MEZZO con cui si realizza il
    > profitto. Senza il software la societa' non
    > funzionerebbe, se quindi viene usato pirata si
    > sta lucrando su qualcosa che altrimenti avrebbero
    > DOVUTO comprare...

    Quoto pienamente. Non dimentichiamo poi che alcune software house devono ringraziare la pirateria se ora i loro prodotti dominano il mercato.
    Valutare prodotti costosi come alcuni software con una ridicola demo della durata di appena un mese è fuori di ogni logica. Anche professionisti stimati hanno messo le mani prima su una copia pirata per valutare l'effettiva utilità di un software (testandolo anche per un anno) e solo successivamente hanno regolarizzato la loro posizione con l'acquisto della licenza. Questo i produttori lo sanno molto bene. Sanno anche che il ragazzetto che si studia il software piratato, domani entrerà nel flusso produttivo alle dipendenze di un'azienda che pagherà fior fior di soldi in licenze, oppure potrebbe mettersi in proprio aprendo a sua volta un'attività. Ovvio che poi esistono anche realtà professionali che lavorano con software copiati e sono d'accordo che è li che la legge dovrebbe concentrarsi maggiormente. Se proprio hanno deciso di dare guerra alla pirateria, chi produce software dovrà inventarsi alternative che permettano di non interrompere quel "flusso" che fa in modo che il loro software venga conosciuto e si diffonda o che comunque si mantenga come standard. In altre parole, una mano troppo pesante con certe forme di pirateria rischia di diventare, paradossalmente, controproducente per le aziende stesse.
    non+autenticato
  • Da quando in qua la parte lesa collabora con gli inquirenti al punto da veicolare le indagini fino alla compromissione dell'imparzialità della magistratura e della PG stessa?

    Se vi rubano il motorino, vi siete mai sentiti dire:"Venga a cercarlo con noi"??

    Signori, qui siamo al delirio.
    non+autenticato
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