L'alba del P2P col... trucco

Ci spera l'inventore di Napster che porta a casa un accordo con l'ultima delle major della discografia. Ora è pronto a trasformare i vari eDonkey, iMesh e via dicendo in sistemi a pagamento col placet dell'industria

San Francisco (USA) - Sembra fatta, o almeno così la vedono molti analisti: Shawn Fanning, a suo tempo inventore di Napster, il primo sistema di file sharing, ha portato a casa un contratto che potrebbe valere tantissimo. La sua azienda, Snocap, ha infatti firmato un accordo con Warner Music Group, un'intesa che proietta sulla piattaforma ideata da Fenning anche il catalogo Warner, dopoché importanti "pezzi" di catalogo sono già stati offerti dalle altre grandi del settore, vale a dire EMI, Sony BMG e Universal Music.

Tutto questo trasforma Snocap in un asso pigliatutto: le licenze, fondate sulle tecnologie di filtering e di DRM, potranno infatti essere "girate" a tutti i player del mondo peer-to-peer interessati ad uscire dalle querelle legali con l'industria ed entrare in una "legalità" che potrebbe portar loro non pochi dindi. Snocap, con le sue tecnologie di watermark digitale che permettono l'identificazione delle tracce, associate a sistemi di tracciamento per individuare i "flussi" in una rete peer-to-peer, può ora fare da garante e proporsi come snodo obbligato per il mondo del P2P legale.

La piattaforma di Snocap strizza l'occhio al vecchio Napster ma solo quello: laddove Napster si fondava su una rete di server centrali, Snocap ammette invece la possibilità di una distribuzione decentralizzata. Le tracce in vendita sono correlate ad un registro digitale che integra le politiche dalle major sui vari artisti e ai vari mercati mondiali. In pratica, in questo modo vengono garantire le esigenze dei possessori dei diritti. E le major hanno dato prova di crederci.
Gli store interessati potranno così autorizzare la vendita delle tracce compatibili con Snocap, e di conseguenza le etichette e gli artisti avvantaggiarsi di una nuova - protetta - soluzione di distribuzione.

"Noi siamo a favore del sistema Snocap perché permette la realizzazione di servizi che offrono ai consumatori i vantaggi del peer-to-peer e la sicurezza di accedere a prodotti licenziati", ha dichiarato Alex Zubillaga, vice-presidente del comparto "digital strategy and business development" di Warner.

Edgar Bronfman Jr., CEO di Warner, ha confermato che la politica tariffaria sarà diversa rispetto al diretto competitor Apple iTunes store. "Abbiamo bisogno di adottare una politica tariffaria flessibile. Alcune tracce non possono costare 0.99 dollari come avviene sul portale Apple", ha dichiarato Bronfman Jr.

La RIAA potrà finalmente dormire sonni tranquilli visto che con Fenning o i dobloni in gioco o la terapia del disgusto hanno sicuramente avuto effetto (sebbene chi ricorda il finale del film in cui quella terapia era stata utilizzata potrebbe non credere fino in fondo all'apparente "conversione" del wiz kid che, con il suo Napster, diede il "la" al file sharing, di gran lunga l'applicazione più frequentata della rete internet).
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