Supercomputer, varcata l'era del Petaflops

Per la prima volta la nota classifica dei 500 supercomputer più potenti al mondo ha totalizzato una capacità di calcolo a 15 zeri. Anche questa edizione della Top500 vede primeggiare IBM con ben 5 sistemi nelle prime 10 posizioni

Mannheim - Come accade ogni sei mesi, ieri i curatori di Top500.org hanno aggiornato l'ormai celebre classifica dei 500 computer più potenti al mondo. Questa 26esima edizione stabilisce un primato storico: la potenza aggregata dei singoli calcolatori in classifica supera il valore di un petaflops, pari a un milione di miliardi di operazioni in virgola mobile al secondo.

Il traguardo del petaflops è importante soprattutto perché riflette la capacità di calcolo complessiva che i paesi più industrializzati hanno oggi a disposizione: una capacità ovviamente ripartita in modo assai differente tra nazione e nazione ma che in genere viene utilizzata nel campo della ricerca scientifica e militare, della meteorologia, dell'analisi finanziaria e della progettazione.

Ai vertici della graduatoria si riconferma Blue Gene/L di IBM, che proprio di recente ha raggiunto l'impressionante performance di 280,6 teraflops. Big Blue si è aggiudicata anche la seconda e la terza posizione in classifica con Watson Blue Gene, da 91,29 teraflops, e ASC Purple, da 63,39 teraflops.
I sistemi Blue Gene/L e ASC Purple sono stati sviluppati con il principale partner di IBM, la National Nuclear Security Administration del Dipartimento statunitense dell'Energia, e sono installati presso i Lawrence Livermore National Laboratories (LLNL) in California. Il debutto di ASC Purple presso l'LLNL fa sì che per la prima volta un sistema basato su processori Power5 compaia fra le prime tre posizioni della Top500.

IBM è il maggior fornitore sia di sistemi di supercomputing installati, con 219 unità funzionanti, sia di potenza di calcolo aggregata, con 1.214 petaflops. Nelle prime dieci posizioni della classifica vi sono, oltre a quelli già citati, i sistemi IBM Mare Nostrum e eServer Blue Gene Solution: il primo si contraddistingue per essere il più potente calcolatore installato in Europa, mentre il secondo è il più veloce supercomputer ad essere basato su server blade.

Il più potente supercomputer non targato IBM resta il Columbia di SGI, che rispetto a 6 mesi fa ha perso una posizione. Al quinto posto si trova invece un sistemone di Dell, chiamato Thunderbird, che insieme al Red Storm di Cray, sesto, ha fatto scivolare il celebre Earth Simulator di NEC alla settima posizione. Tra i primi 10 chiudono la classifica i già citati cervelloni di IBM e il sistema XT3 di Cray.

Dalla statistica per paese stilata da Top500.org emerge che gli Stati Uniti, da soli, rappresentano oltre il 68% dell'intera capacità di calcolo fornita dai sistemi in classifica. Seguono il Giappone con il 6,1%, la Gran Bretagna con il 5,4%, la Germania con il 3,1%, la Cina con il 2,6%, e via via Australia, Svizzera, Olanda, Corea del Sud, Spagna, Israele e Francia. L'Italia, con una percentuale al di sotto dell'1%, rimane fuori dalle prime 12.

Per l'edizione della classifica pubblicata lo scorso giugno si veda qui.
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