Spyware, vietato bloccarlo?

I produttori di SpyMon impugnano le leggi sul copyright per difendersi contro antivirus e scanner che schermano contro lo spyware: chi blocca il nostro software viola la legge

Londra - RetroCoder, azienda produttrice di un noto programma pensato per analizzare l'attività internet degli utenti di sistemi Windows, sventola lo spettro delle leggi sul copyright per salvarsi da alcuni software di sicurezza che bloccano ed identificano SpyMon come "malware". La notizia arriva direttamente dal sito di SpyMon, dove negli ultimi giorni è comparso un insolito monito rivolto ad utenti ed esperti di sicurezza.

"Questo prodotto è protetto da copyright e non può essere esaminato, studiato o modificato da nessun pacchetto antivirus ed antispyware", si legge nella pagina dell'azienda. In pratica, gli sviluppatori di SpyMon esigono che il proprio spyware rimanga ben nascosto sui computer degli ospiti e che non sia nemmeno oggetto di debugging, un'operazione condotta da numerosi software, come il celebre AdAware, che richiede che il file "sospetto" sia analizzato, vagliato, soppesato, radiografato.

Tuttavia l'espediente difensivo messo a punto da RetroCoder, per quanto ingegnoso e logico possa apparire - il cosiddetto reverse engeneering è praticamente fuorilegge negli USA e ostacolato anche in Europa -, secondo i più critici assomiglia al canto del cigno di un malfattore ben conscio della propria posizione sul filo dell'illegalità. Alcuni esperti hanno messo in dubbio la validità legale di quanto sostenuto dai produttori di SpyMon. Secondo alcuni commenti pubblicati da Red Herring è molto difficile che le pretese dei programmatori di RetroCoder possano avere una validità giuridica.
La piccola azienda britannica ha inoltre spedito una sorta di "avviso" alla Sunbelt, la software house che produce l'antispyware CounterSpy. La pretesa è di sospendere immediatamente l'identificazione di SpyMon come "malware" da parte dello scanner.

Negli Stati Uniti è ormai iniziato un giro di vite contro qualsiasi cosa possa essere identificata come "software per spiare e monitorare gli utenti". Una guerra invisibile contro un intero settore informatico, proficuo e ben innestato in foschi meccanismi di marketing online, che potrebbe presto estendersi anche in altri continenti. La mossa di Retrocoder ad alcuni è sembrata un modo per mettere le mani avanti.

Tommaso Lombardi
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