La più importante televisione su internet?

Il maggiore tra i provider americani distribuirà una quantità enorme di contenuti televisivi con una piattaforma di video on-demand e l'appoggio di Warner Bros. Lo farà gratuitamente. Ma è solo l'inizio

New York (USA) - Negli Stati Uniti la febbre dei servizi video on demand continua a crescere. Dopo gli annunci di CBS/Comcast e NBC Universal/DirectTV, adesso è il momento del colosso Warner Bros che tramite la consociata AOL tenterà la scalata al settore con un'offerta gratuita. I risultati dell'operazione saranno studiati da tutti, visti i numeri in gioco, a cominciare dai visitatori mensili del portale di AOL, che hanno raggiungo quota 112 milioni.

Warner Bros, inoltre, potrà fornire una programmazione quanto mai articolata: 3.400 ore di filmati tratti dai 4.800 episodi delle sue 100 serie televisive storiche. Insomma, una "santabarbara" in grado di ridimensionare le velleità degli altri provider, costretti a sottostare alle policy restrittive delle major.

In2TV, così si chiama il servizio di video on demand, includerà tutti i telefilm e fiction più famosi in qualità DVD (AOL Hi-Q), come Wonder Woman o Falcon Crest, in un palinsesto organizzato sui sei canali di genere (commedia, azione, animazione etc..). Nel 2006 ne saranno inaugurati altri due e, secondo la dirigenza Warner, non è escluso che nel tempo la disponibilità di episodi possa raggiungere quota 14.000, provenienti da più 300 serie.
"Siamo in contatto con tutte le altre major e i provider (comprese Comcast, Google e Microsoft) e in futuro completeremo l'offerta con nuovi prodotti licenziati dalle concorrenti di Warner", ha dichiarato Kevin Conroy, vice-presidente esecutivo del comparto "media networks" di AOL. "Il progetto In2TV è costato due anni e mezzo di lavoro e al momento rappresenta una delle iniziative più grandi nel panorama mondiale. Uno degli obiettivi più importanti per l'unione Warner/AOL - avvenuta finanziariamente nel 2001 - era il raggiungimento di una sinergia. Questo nuovo servizio è un esempio di cosa due grandi Gruppi possano fare insieme".

Dal momento della fusione ad oggi, un'operazione che ha diviso gli analisti di mercato, AOL si è impegnata nella realizzazione di servizi gratuiti che hanno attirato gli investimenti pubblicitari. La diminuzione degli utenti dial-up, infatti, non poteva che favorire la ricerca di strategie alternative.

Sotto il profilo tariffario i servizi di video on demand sono all'anno zero, secondo gli analisti. CBS e NBC, tramite Comcast e Direct TV faranno pagare, con soluzioni diverse, 99 centesimi per episodio. Apple e Walt Disney con ABC chiederanno 1,99 dollari per ogni episodio di " Desperate Housewives" o "Lost". AOL fornirà tutte le sue vecchie serie gratuitamente, affidandosi completamente agli introiti pubblicitari. Questo è il sistema che secondo Todd Chanko, analista specializzato nei media di Jupiter Research, verrà sempre più utilizzato.

"La vendita dei singoli episodi ai consumatori entrerà in conflitto con i canoni della TV via cavo, che dagli attuali 40 dollari di abbonamento mensile, negli anni sono destinati a salire ulteriormente. C'è già una programmazione così articolata che il pubblico sarà obbligato a pagarne ogni singolo momento", ha aggiunto Chanko.

Con In2TV i telespettatori potranno selezionare i programmi preferiti ed accedere anche a contenuti speciali, come filmati di backstage. Prima della visione vi sarà uno spot di 15 secondi. Durante lo streaming le interruzioni pubblicitarie programmate ogni 30 minuti dureranno fra uno e due minuti. Molto meno di quanto non avvenga oggi nella televisione via cavo, dove ogni ora vengono mostrati fra gli otto e dodici minuti di pubblicità. La programmazione sarà sempre di archivio per AOL: in questo modo In2TV non entrerà in conflitto con la distribuzione del momento. "Abbiamo così tante ore di programmazione che possiamo tranquillamente monetizzare sulla TV tradizionale", ha dichiarato Eric Frankel, presidente di Warner Bros. "Rivoluzioneremo il sistema della distribuzione televisiva. Il 53% delle famiglie statunitensi dispongono già di una connessione broadband, quello è il nostro mercato".

Dario d'Elia
TAG: mercato
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