WSIS, niente è cambiato

Gli Stati Uniti si trincerano e riescono a mantenere il pieno controllo sugli snodi fondamentali della rete. Gli altri paesi ottengono l'impegno per un organismo di supervisione che non avrà però alcun potere

Tunisi - Tutto come da copione: per ora hanno vinto gli scettici, coloro che nella grande battaglia per il controllo dei sistemi fondamentali da cui dipende il funzionamento della rete avevano avvertito che gli Stati Uniti "non avrebbero mai mollato". E così è stato: ben prima dell'apertura del Summit ONU sulla Società dell'Informazione a Tunisi (WSIS) gli USA hanno operato in trincea per difendere, e lo hanno fatto con successo, il pieno controllo su ICANN e sulle sue attribuzioni di controllo.

Poiché la diplomazia internazionale in un'occasione come il WSIS non può che tentare di salvare il salvabile, gli altri paesi sono riusciti a spingere gli USA a firmare un accordo ad ampio raggio sulla gestione della rete.

L'intesa, in buona sostanza, prevede la creazione di un Internet Governance Forum che l'anno prossimo, sotto l'egida dell'ONU, si riunirà per la prima volta: un organismo consultivo internazionale che farà il punto su tutti i fronti caldi delle nuove tecnologie: dal crimine informatico allo spam, dal digital divide alla sicurezza informatica e via dicendo.
Come spesso accade in questi frangenti internazionali, in cui gli sforzi dei delegati di decine di paesi sono protesi a non trasformare il Summit in un buco nell'acqua, il nuovo organismo non avrà poteri decisionali di sorta ma dovrà limitarsi a proporre, esaminare, valutare. Per dirla con gli ambasciatori americani: "non avrà poteri di supervisione e si intratterrà soltanto in discussioni".

Tutto questo a fronte di dichiarazioni pesanti sull'operato americano provenienti da diversi paesi, dalla Cina a Cuba, dal Sudafrica allo Zimbabwe, tutti pronti a condannare l'influenza americana sullo sviluppo della rete. Ma sono critiche non condivise dai più, che ritengono peraltro più urgenti altre tematiche, come la libertà di espressione e il grande conflitto sulla proprietà intellettuale, di cui lo stesso WSIS potrebbe occuparsi prima della sua chiusura nei prossimi giorni.

Secondo il senatore dei Verdi Cortiana, rappresentante del Senato italiano al WSIS, "si è chiuso l'accordo per avviare il processo di internazionalizzazione e democratizzazione di internet, questione al centro della discussione degli ultimi mesi. Concretamente si è deciso di istituire un Forum Globale sotto l'egida dell'ONU, un Forum che contenga istituzioni, società civile e imprese, simile al recente WGIG. Questo forum dovrà indicare la strada di riforma dell'ICANN, ma dovrà anche verificare l'applicazione sulla rete dei protocolli e delle convenzioni internazionali, primi tra tutti quello sui diritti umani. Ci batteremo in quel forum per ottenere la Carta dei Diritti di Internet, che renda tutti cittadini con diritti civili e politici, dagli USA all'Europa, dalla Cina alla Tunisia".

Il WSIS dunque procede, e procede in un clima durissimo dovuto alle procedure restrittive e censorie adottate dal governo tunisino che ospita il Summit internazionale.
TAG: domini
20 Commenti alla Notizia WSIS, niente è cambiato
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  • Probabilemte una gestione internazionele dell'onu sarebbe preferibile ma questo solo se l'onu fosse un organismo democratico che difende i diritti umani. Vorrei fare qualche esempio per farvi capire cosa è adesso l'onu:
    Tutte le dittature sono ammesse a sedere all'assemble generale mentre Taiwan che è una democrazia è esclusa perchè non riconosciuta dalla cina.
    L'anno scorso(non sò se tuttora) la commissione sui diritti umani è stata presietura dalla Libia !!!
    Nell'assemblea generale le dittature sono sempre riuscite a impedire che nella definizione di genocidio fosse inserito l'omicidio per motivi politici e i paesi islamici sono sempre riusciti a impedire che sia data una definizione univoca di cosa è terrorismo e cosa no.

    Tra questo organismo e gli Stati Uniti scelgo gli USA.
    Avranno i loro interessi da difendere ma è più probabile che facciano meno danno loro dell'onu. Non vorrei senno che tra 5 anni mi trovo la cina(o l'iran...) a presiedere la commissione che gestisce intenet.

    Fino a prova contraria l'ICANN è stato amminiustrato bene dagli usa, cosa è stato amministrato bene dall'ONU?
  • > amministrato bene dall'ONU?

    "Oil for food"... guarda quanta gente ci ha fatto i soldoni.
    Me la immagino già un ICANN ONU, con funzionari strapagati per fare nulla - come già avviene ora nell'ONU e nelle varie agenzie, vedi UNICEF, UNESCO (chi ricorda i corsi di ballo per i dipendenti, o qualcosa di simile, e altre maniere per buttar via soldi?), suddivisi per aree, tot europei, tot africani, tot asiatici, tot americani, ecc. ecc., e impegnati a trovare qualche modo per farsi corrompere e arrotondare il lauto stipendio.
    non+autenticato
  • Trovo grottesco il fatto che a chiedere l'apertura di un processo di democratizzazione di internet siano paesi come la Cina.

    Trovo grottesco che il summit in questione si sia tenuto in un paese che sbatte in cella i blogger e gli oppositori in genere.

    Internet nasce in america ed è normale che gli organismi che la governano e la controllano siano basati in quel paese. Non sono filoamericano, ma in questo caso sono fermamente convinto che il controllo statunitense su Internet sia al momento la migliore garanzia di un servizio quanto più possibile democratico.
    non+autenticato
  • completamente d'accordo, da quello che so ICANN è un'organismo tecnico che tutto sommato ha poco a che vedere con le libertà di espressione e molto di più a vedere con know how tecnico che negli Stati Uniti non manca. Se paesi illiberali come Cina o Cuba si lamentano è più che altro perchè questo know how è naturalmente anche un grosso business dal quale sono tagliati fuori. Tutto ciò detto da una persona molto critica nei confronti degli USA.
    non+autenticato
  • Concordo, tanto piu' che la censura ed il controllo (di solito) non viene fatta a livello di ICANN o di root DNS, tanto e' vero che un sacco di paesi riescono a farla e che le autorita' governativa usa sarebbero comunque in grado di controllare la rete anche senza il tramite dell'ICANN

    il problema di fiondo e' che non si riuscirebbe a creare comunque un'organizzazione internazionale

    Tutte le organizzazioni internazionali hanno seri problemi. Basti guardare l'ONU. Tutte le sue organizzazioni anziche' essere organizzazioni internazionali sono organizzazioni in cui le decisioni sono prese dai vari governi e poi presentate all'organismo ONU che le approva o meno in base all'importanza degli stati che li appoggiano

  • - Scritto da: AnyFile


    > Tutte le organizzazioni anziche' essere
    > internazionali sono organizzazioni in cui le
    > decisioni sono prese dai vari governi e poi
    > presentate all'organismo ONU che le approva o
    > meno in base all'importanza degli stati che li
    > appoggiano

    ma qui si tocca soprattutto professionalità e libertà di espressione, non l'economia e politica, quindi dovrebbe esserci più margine di manovra....
    ....soprattutto se si opera via newsgroup
    non+autenticato
  • ..."Come spesso accade in questi frangenti internazionali, in cui gli sforzi dei delegati di decine di paesi sono protesi a non trasformare il Summit in un buco nell'acqua, il nuovo organismo non avrà poteri decisionali di sorta ma dovrà limitarsi a proporre, esaminare, valutare. Per dirla con gli ambasciatori americani: "non avrà poteri di supervisione e si intratterrà soltanto in discussioni..."

    Insomma si dice, se ho capito bene: per non farci la solita figura da poveri emarginati meglio creare un nuovo organismo assolutamente inutile, senza potere decisionale, tanto per sperperare qualche altro soldo dei contribuenti europei... beh ma se fossi stata io l'America l'avrei firmato e timbrato due, tre volte altrochè.

    Continuo:

    ..."Secondo il senatore dei Verdi Cortiana:
    ...si è chiuso l'accordo per avviare il processo di internazionalizzazione e democratizzazione di internet, questione al centro della discussione degli ultimi mesi. Concretamente si è deciso di istituire un Forum Globale sotto l'egida dell'ONU, un Forum che contenga istituzioni, società civile e imprese, simile al recente WGIG..."

    A parte che mandare un senatore dei Verdi a parlare di *unificazione* e *democratizzazione* di internet mi sembra già un controsenso, poi come alla solita maniera qui la demagogia prende il sopravvento: si cerca cioè da un clamoroso fallimento e da una assoluta inutilità dell'evento di trasformare gli insuccessi in grandi progetti futuri... Ogni volta che gli USA sentono parlare di ONU si sganascano dal ridere (pure nei loro film la prendono in giro)... ci sarà un perchè...

    Ritorno ad essere d'accordo con max59 che ha postato appena prima di me: di internet e della rete se ne parla NELLA rete e non in inutili e dispendiosi summit a porte chiuse. Qui si parla davvero del futuro dei nostri figli, lo abbiamo ormai capito che si va verso una digitalizzazione sempre più massiccia della vita delle persone e questo processo deve essere LIBERO.
  • La mancanza di un potere vincolante non è nè segno di inutilità, nè di debolezza. Al contrario, tutte le strutture fondamentali della rete si basano sull'autorevolezza, non sull'autorità: neanche l'IETF è formalmente vincolante, eppure i suoi standard sono utilizzati da tutta la rete, perchè vengono creati con un processo aperto e partecipato e perchè funzionano bene. E' proprio su questo modello che si è scelto di creare una struttura non dotata di potere vincolante: se arriverà a conclusioni intelligenti si conquisterà da sola un ruolo, se no si spegnerà nel nulla, e giustamente.

    L'ultima nota è sul Summit: pur con tutti i problemi di libertà di espressione che ho raccontato sia su PI che nel mio blog, il Summit non è affatto chiuso! Ci sono 22'000 persone qui, di cui la metà vengono dalla società civile e dalle associazioni non governative, e presentano progetti di volontariato e necessità di nuovi diritti e nuove opportunità. Almeno per certe cose, questo è uno dei maggiori punti di contatto e di fertilizzazione di idee che abbia mai visto.
    vb
    106
  • - Scritto da: vb
    > La mancanza di un potere vincolante non è nè
    > segno di inutilità, nè di debolezza. Al
    > contrario, tutte le strutture fondamentali della
    > rete si basano sull'autorevolezza, non
    > sull'autorità: neanche l'IETF è formalmente
    > vincolante, eppure i suoi standard sono
    > utilizzati da tutta la rete, perchè vengono
    > creati con un processo aperto e partecipato e
    > perchè funzionano bene. E' proprio su questo
    > modello che si è scelto di creare una struttura
    > non dotata di potere vincolante: se arriverà a
    > conclusioni intelligenti si conquisterà da sola
    > un ruolo, se no si spegnerà nel nulla, e
    > giustamente.


    "...gli USA hanno operato in trincea per difendere, e lo hanno fatto con successo, il pieno controllo su ICANN e sulle sue attribuzioni di controllo..."

    Quello che mi fa paura è questo controllo che gli USA hanno su organismi atti a gestire in "autorevolezza" la rete. La creazione di questa struttura che *potrebbe* arrivare a conclusioni intelligenti mi sembra un pò un Davide contro un Golia. Poi io mi faccio la mia idea da dietro un monitor e quindi non vivo realmente l'atmosfera e la successione di eventi che hanno portato a questa decisione.
    C'è comunque scritto nell'articolo che per "non trasformare il Summit in un buco nell'acqua" si è cercato per lo meno di strappare una firma all'America per "un accordo ad ampio raggio sulla gestione della rete". Mi rimane da sperare che questo raggio si stringa il più presto possibile.
    In due parole: l'America ha le mani in pasta in molte (troppe) cose: dalle armi ad internet e in molte di queste ha autorità decisionale. Questo pur essendo, oggi, una nazione con una filosofia discutibile e sempre meno apprezzata. Non è a mio avviso una bella cosa.


    > L'ultima nota è sul Summit: pur con tutti i
    > problemi di libertà di espressione che ho
    > raccontato sia su PI che nel mio blog, il Summit
    > non è affatto chiuso! Ci sono 22'000 persone qui,
    > di cui la metà vengono dalla società civile e
    > dalle associazioni non governative, e presentano
    > progetti di volontariato e necessità di nuovi
    > diritti e nuove opportunità. Almeno per certe
    > cose, questo è uno dei maggiori punti di contatto
    > e di fertilizzazione di idee che abbia mai visto.
    Questa è una gran bella cosa. Ma pensa che bello se invece di muovere 22000 persone in un paese come la Tunisia per venire accolti in qualche modo e rendersi conto di essere all'antipodo della libertà di espressione ricercata nello sviluppo della rete, si muovessero il doppio delle persone online in una virtuale ma quanto mai reale società evoluta che esprime le sue necessità nella vera libertà di espressione.
    E' vero pure che l'esperienza che stai vivendo (pur con le sue scomodità!) a contatto diretto con altre persone è qualcosa di impagabile che dalla tastiera di un computer non si prova. Questo non posso affatto dimenticarmelo. Ciao.
  • IETF non ha nulla a che vedere con quello che è stato creato, nè con l'ONU.
    IETF è una community di tecnici alternativi, anticonvenzionali e scavezzacollo.
    L'ONU è comandato da un consesso che si chiama "Consiglio di sicurezza" (già il nome fa paura) e dove siedono un rappresentante della Repubblica Popolare Cinese e uno della Federazione Russa con potere di veto.
    ne vogliamo parlare?
  • Questi incontri politici dove ci sono i politici non hanno mai prodotto alcunche'

    se si confronta la produttivita' dei congressi tra politici (dove tra l'altro non fanno altro che firmare accordi preparati da altri, tecnici) e la produttivita' di incontri tra tecnici, la cosa e' sorprendente.

    dimenticavo ... in genere quelli politici costano molto molto di piu' (e li pagano i cittidani con le tasse)
  • Non concordo con il taglio di fondo dell'articolo. Provo a spiegarmi: perchè secondo voi oggi l'ICANN controlla Internet (nel senso deteriore del termine)? Siamo sicuri che creare un organismo intergovernativo sotto l'egida ONU serva veramente? Le mie riserve sono opposte alle vostre: sono i governi che finora hanno tentato di controllare Internet (nel senso deteriore) e il caso Yahoo-Cina non mi sembra sia stato causato da ICANN, ma dal governo cinese, che all'ONU ha un certo potere.
    Permettere a questa ONU (peraltro molto debole) di mettere i piedi nel piatto di Internet è o inutile o al più pericoloso.
    Mi sembra che stiamo commettendo un grosso errore (e lo commette a mio avviso anche Cortiana): stiamo spostando su Internet il tema dei diritti e così facendo agiamo sui sintomi anzichè sul male.
    Se il mondo trabocca di governi autoritari che ledono i diritti individuali non è problema di Internet. Anzi, Internet come naturale spazio di libertà favorisce l'emersione di questi problemi.
    Internet deve difendersi dai governi perchè altrimenti saranno i governi a volersi difendere da Internet. Cominciando dagli USA, dove si combatte la battaglia perchè l'ICANN e i veri difensori della libertà non siano soggiogati dagli esportatori di democrazia!

    g.
  • Ciao,
    tutto bene nell'evitare un controllo governativo ossessivo, ma vorrei farti notare che gli americani non stanno certo combattendo una "battaglia per la libertà", stanno cercando di mantenere il loro controllo sulla rete - sia diretto che, molto più subdolamente, basato sul controllo assoluto del loro settore privato nei vari mercati legati a Internet e su altri strumenti come la proprietà intellettuale - per difendere i propri interessi nazionali.

    I problemi delle Nazioni Unite sono noti, ma proprio per questo il Summit non ha affatto deciso per la creazione di organismi intergovernativi in ambito ONU, piuttosto ha deciso di aprire dei processi aperti a tutti, inclusi gli utenti della rete. Poi, se funzioneranno o no, se saranno davvero aperti o no... lo scopriremo solo vivendo!
    vb
    106

  • - Scritto da: vb
    > Ciao,
    > tutto bene nell'evitare un controllo governativo
    > ossessivo,

    Non vorrei evitare un controllo governativo ossessivo. Vorrei evitare un controllo governativo in qualunque forma esso avvenga. Ossessivo o no.

    > ma vorrei farti notare che gli
    > americani non stanno certo combattendo una
    > "battaglia per la libertà", stanno cercando di
    > mantenere il loro controllo sulla rete - sia
    > diretto che, molto più subdolamente, basato sul
    > controllo assoluto del loro settore privato nei
    > vari mercati legati a Internet e su altri
    > strumenti come la proprietà intellettuale - per
    > difendere i propri interessi nazionali.

    Parlare degli americani in modo generalizzante sarebbe come dire "gli italiani" e pensare che dentro questo insieme ci stiamo tutti. Io e Berlusconi. Mi vengono i brividi.
    Io non volevo certo dire che gli americani combattono per la libertà, ma che l'ICANN, nel suo piccolo, lo fa. Pensare che Vint Cerf, che dell'ICANN è Chairman, e Bush agiscano all'unisono è come dire che Vittorio Agnoletto e Francesco Cossiga, essendo entrambi italiani, fanno le stesse cose.

    > I problemi delle Nazioni Unite sono noti, ma
    > proprio per questo il Summit non ha affatto
    > deciso per la creazione di organismi
    > intergovernativi in ambito ONU, piuttosto ha
    > deciso di aprire dei processi aperti a tutti,
    > inclusi gli utenti della rete. Poi, se
    > funzioneranno o no, se saranno davvero aperti o
    > no... lo scopriremo solo vivendo!

    Non voglio perdermi in una distinzione terminologica, ma se le mie informazioni sono esatte ieri è stata ufficialmente creata una cosa che si chiama Internet Governance Forum. Mi sembra qualcosa di più di un insieme di processi. Non tanto per il termine Forum, ma per il termine Governance, che da come capisco io è parente (quanto stretto lo vedremo) di controllo.

    g.

  • - Scritto da: gimuz

    > Io non volevo certo dire che gli americani
    > combattono per la libertà, ma che l'ICANN, nel
    > suo piccolo, lo fa. Pensare che Vint Cerf, che
    > dell'ICANN è Chairman, e Bush agiscano
    > all'unisono è come dire che Vittorio Agnoletto e
    > Francesco Cossiga, essendo entrambi italiani,
    > fanno le stesse cose.
    >

    Pero' visto che l'ICANN e' un'organizzazione governativa immagino che un qualsiasi giorno (anche domani) qualcuno del governo possa alzarsi e cambiare chi e' il chairman e il direttivo e cambiare il suo modo di agire.


    Forse la questione piu' corretta di vedere la cosa e' che la rete internet attualemnte e' statunitene (compreso il fatto, e pertanto va dato a loro il merito, che siano stati loro ad inventarla)

    per fare un paragone, pero' il web e l'html, non e' ne' inglese ne' del cern
  • L'ICANN non è un organismo governativo. E' una società privata a carattere internazionale, senza fine di lucro. Ha con il governo americano accordi di natura commerciale che l'hanno delegata alla gestione tecnica dei domini.
    Il Governo americano, come purtroppo abbiamo visto negli ultimi tempi, non è tuttavia solito chiedere molti pareri prima di compiere i suoi atti e quindi dubito che se volesse mettere in scacco l'ICANN si farebbe scrupoli in questo senso.
    Il punto è un altro: finora l'ICANN ha funzionato e nel limite della ragionevolezza il governo americano non ha disturbato la rete. Perchè vogliamo consegnargliela tramite l'ONU?
  • come da titolo, mi sembra il modo più coerente per il prossimo summit sia creare un apposito newsgroup senza interferenze e disservizi

    a parte la incoerente scelta di un Paese non liberale per una conferenza sulla libertà di espressione, ritengo che ormai a riunirsi fisicamente sia solo un esporsi a disagi, se non ad intimidazioni, come nei fatti è successo





    ==================================
    Modificato dall'autore il 17/11/2005 8.58.23
    non+autenticato

  • - Scritto da: max59

    > a parte la incoerente scelta di un Paese non
    > liberale per una conferenza sulla libertà di
    > espressione,


    Quali altre possibilita' c'erano?

    Farla in Svizzera? (gia' fatto la prima parte che si e' svolta un paio di anni fa e' stata fatta in Svizzera)

    farli in altri stati liberali? (niente battute, please)

    Ignorare che esistono altri stati che non tutelano le liberta' a tal punto da non coniderarle neppure nell'elenco dei paesi quando si decide dove fare la conferenza?

    e poi mi pare che anche in altri paesi (che si AUTO-definiscono liberali) siano state proibite le manifestazioni in concomitanza di summit.

    Perlomeno avendo scelto un paese problematico, si parla di questo problema.

    Ovvimanente il probelma e' che ci siano stati che non consentono le liberta', non dove si faccia il summit (fintanto che questo sia libero)
  • - Scritto da: AnyFile
    >
    > - Scritto da: max59
    >
    > > a parte la incoerente scelta di un Paese non
    > > liberale per una conferenza sulla libertà di
    > > espressione,
    >
    >
    > Quali altre possibilita' c'erano?

    ognuno a casa sua usando un newsgroup
    usando sia la bacheca per interventi pubblici che la posta privata per accordi personali, come in tutti i forum di codesto pianeta...


    ==================================
    Modificato dall'autore il 17/11/2005 14.08.40
    non+autenticato

  • - Scritto da: max59
    > - Scritto da: AnyFile
    >
    > > Quali altre possibilita' c'erano?
    >
    > ognuno a casa sua usando un newsgroup
    > usando sia la bacheca per interventi pubblici che
    > la posta privata per accordi personali, come in
    > tutti i forum di codesto pianeta...
    >

    Peccato che si tratta ancora di un congresso tradizionale, e per questo, come vuole tradizione, ci vanno persone nominate dai ministri, a fare gli interessi propri anziche' quelli della gente.

    A fare conferenze via internet non ci sono ancora arrivati ... forse perche' cosi' perderebbero la scusa per una vacanza pagata dai contribuenti.