E li chiamano disabili?

L'ultima fatica di Candido Cannavò è un libro sulle disabilità ma che i disabili lamentano di non poter leggere. Pietrosanti: quando si potrà acquistare anche in file? Lettera aperta all'autore

Roma - Paolo Pietrosanti, cieco, e Manuela Portalupi hanno oggi rivolto a Candido Cannavò la seguente lettera aperta:

"Caro Cannavò, Sembra che il Suo libro, dal titolo che dice se non tutto molto, non verrà venduto anche in file. Speriamo non sia così, e che si possa smentire la notizia. Perché se fosse così, i ciechi non potranno leggerlo, chi muove si e no un dito o una sua falange non potrà leggerlo.
Eppure, eppure, una macchina ormai semplice come un personal computer permette ai paralizzati, ai ciechi, e ad altri, di leggere e scrivere. Infatti possiamo, come vede, scrivere.

A noi per leggere - con tutte le difficoltà - non serve nemmeno il libro stampato, ma molto meno: ci basta quel che il libro era prima di entrare in tipografia.
Possiamo sfogliarlo grazie alla falange residua e al mouse, o grazie ai dispositivi di sintesi vocale o ai monitor braille (e non ci si propini la penosa toppa del libro in carta braille o della versione audio, per carità e pudore...).

Le chiediamo se il libro di Candido Cannavò che parla di disabili possa o meno essere letto dai disabili. Se non fosse possibile, questo fatto non avrebbe nulla ma proprio nulla a che vedere con le nostre disabilità: infatti, possiamo leggere e scrivere, se non ci viene - da altro che dalle nostre disabilità - impedito.

Lei ha ragione: e li chiamano disabili... In effetti, persone come noi disabili sono eccome, però sanno fare molto, e magari sanno legger di Greco e di Latino, e han molte altre virtù... A meno che un Autore, Lei, o il Suo Editore decida che il libro debba avere come target chiunque purché non disabile.

Parliamoci chiaro: anche i libri sulla etologia dei macachi o quelli sulla riproduzione dei ranocchi non prevedono che del loro target facciano parte i soggetti di cui il libro si occupa. Ma forse una donna o un uomo non diventano automaticamente macachi o ranocchi per il solo esser malati di SLA o ciechi.

Possiamo comprare il Suo libro? O no?
Possiamo essendo disabili leggere il Suo "E li chiamano Disabili"?
La ringraziamo in anticipo."
8 Commenti alla Notizia E li chiamano disabili?
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  • Ma si tratta del Candidò Cannavò ex diretto della Gazzetta dello Sport e poi commentatore alla tv in trasmissioni sportive?

    Cari amici lettori, abili e disabili, tutti quanti, lasciate perdere, c'è in giro meglio da leggere.
    Concentrate le vostre forze su altri titoli e altri autori.
    Bruco
    2098
  • Per qualunque necessità, anche quella di ospitare online il testo del libro o lavorare perche' questo sia possibile, noi siamo qui.
    Sappiamo che innumerevoli capacità esistono in questo mondo piu' svantaggiato che cerchiamo di aiutare, anche portando alla luce capacità, attitudini o desiderio di esserci.
    Abbiamo avviato un progetto per questo, denominato 'APPLAUSI', a a Vostra disposizione:

    http://www.apiciroma.org/news_vis.php?nid=201

    A.P.I.CI. ONLUS Sede di ROMA
    www.apiciroma.org
    non+autenticato
  • Questi utenti vorrebbero avere una copia dell'opera del Cannavò anche nella forma o nel modo che è più comprensibile dato che Paolo è un cieco e chiede di permettere anche ad altri disabili di poterlo avere..
    Non ci troverei nulla da ridere nè da ironizzare! Triste
    non+autenticato
  • ...lo dedico a tutti voi...

    Come fare a capire se siete degni di quest'opera ?
    Riuscite a leggerlo ? No
    Riuscite a sentirlo ? No
    Riuscite a toccarlo ? No

    Allora è proprio per voi In lacrime
    non+autenticato
  • ...BOH! non ho capito niente....
    ma che articolo è? che senso dovrebbe avere?...
    non+autenticato

  • - Scritto da: Anonimo
    > ...BOH! non ho capito niente....
    > ma che articolo è? che senso dovrebbe avere?...

    Dai rileggilo che je la fai, pensa che c'e' chi perleggerlo deve usare un sistema di sintesi vocale
    non+autenticato
  • Te lo spiego io: si parla di un libro intitolato "E li chiamiamo disabili?" e parla di disabilita'.

    Ora, un cieco e' disabile, uno paralizzato anche, un sordo pure.

    Molti disabili non possono quindi leggere questo libro che parla di loro e delle problematiche che a loro stanno a cuore perche' il libro e' solo su carta.

    Se fosse rilasciato su sorgente informatica, un normalissimo pc potrebbe convertirlo automaticamente nel modo piu' adatto a ciascun disabile.

    Un sintetizzatore vocale leggerebbe il file ad alta voce permettendo a non vedenti e ipovedenti di raggiungere il contenuto del libro.

    Una barra braille convertirebbe le lettere e le parole in braille permettendo ai sordociechi o a chi non dispone di un sintetizzatore vocale di fare lo stesso.

    Un programma connesso ad alcuni speciali sistemi di input (piccoli interruttori attivabili con le ciglia, con la guancia, con la testa) permetterebbe ai disabili motori di sfogliare le pagine.

    Insomma: viviamo in un modno in cui davvero e' possibile non avere barriere per l'informazione, basta volerlo.

    Questo articolo e' una lettera aperta a Cannavo' perche' renda il suo libro sui disabili leggibile anche ai disabili.

    CoD
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  • Ovviamente il motivo per cui le case editrici non vogliono rilasciare i libri in formato file e' perche' sarebbe molto piu' facilmente dublicapile illegalmente rispetto ad un libro (che bisogna faticare per fotocopiarlo)

    pero' vi sono tantissime tecnologie per evitare la copia ... che si diano uno sforzo ....