USA: un anno allo spammer delle multiproprietà

Peter Moshou è uno dei tanti che tra spam e phishing cercano di tirar su belle somme ai danni degli utenti. Ora è il primo negli USA ad essere condannato nei termini della legge CAN-SPAM

Roma - Peter Moshou, un cittadino statunitense dedito allo spamming, è doppiamente sfortunato. Non solo è stato beccato per la sua attività, ma salirà agli onori della cronaca come la prima vera "vittima" della legge CAN-SPAM, in vigore negli Stati Uniti dall'anno scorso. Nonostante i molti processi in corso, è il primo ad essere condannato sulla base di quanto previsto da quella normativa. Il giudice ha deciso che dovrà scontare un anno di prigione e pagare una sanzione di 120 mila dollari.

Il banco dei testimoni chiamati dall'accusa ha visto sfilare non solo normali utenti del Web, ma anche rappresentanti dell'importante provider americano Earthlink, che nello scorso gennaio aveva effettuato la prima denuncia. Le violazioni della direttiva CAN-SPAM hanno riguardato furto d'identità, spam, frode via internet e via dicendo.

Stando all'accusa, tra il 2004 e il 2005, Moshou aveva finto di essere un broker interessato ad acquistare quote di multi-proprietà. Gli utenti che abboccavano alle mail venivano circuiti e spinti a fornire dati sensibili.
Un ottimo risultato per la CAN-SPAM, criticata nel 2003 da Forbes e da altre testate giornalistiche, ma allo stesso tempo fortemente voluta dal Governo statunitense. E dire che in questo ultimo anno le maglie della giustizia sono riuscite a catturare alcuni fra i personaggi - perché tali sono diventati - più conosciuti del Web. Solo nel 2005 è stata smantellata la prima super-gang di spammer, catturato Alan M. Ralsky il numero uno del settore e inquisiti un buon numero di professionisti che fino a poco tempo fa erano riusciti a eludere le leggi anti-frode.

Secondo l'ultima ricerca di Ferris Research lo spam provocherebbe un danno di circa 50 miliardi di dollari all'economia mondiale. Forse la CAN-SPAM permetterà di recuperarne una parte, dato che alcuni fra gli spammer più attivi operano proprio dagli Stati Uniti.

E' anche vero che le pene sono diventate severissime e molti sperano che diventino un valido strumento di prevenzione. Basti pensare il caso in cui proprio EarthLink ha denunciato un altro spammer per 15,4 milioni di dollari: Craig Brockwell, e la sua azienda BC Alliance, responsabili di aver spedito migliaia di mail spam per pubblicizzare consumabili per stampante, forse non saranno in grado di pagare ma - con un accordo extra-giudiziale - potrebbero cessare per sempre le proprie attività.

Dario d'Elia
TAG: spam
2 Commenti alla Notizia USA: un anno allo spammer delle multiproprietà
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  • E uno!

    Era ora!

    Adesso non venderà più quello stupido Viagra o roba simile intasando le nostre mailbox, soprattutto nei Paesi poveri con poca larghezza di banda.

    Speriamo che gli spammer facciano tutti la stessa fine... IN GALERA... e che i compagni di cella sappiano offrirgli l'accoglienza che merita.
    non+autenticato


  • - Scritto da: Anonimo
    > E uno!
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    > Era ora!
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    > Adesso non venderà più quello stupido Viagra o
    > roba simile intasando le nostre mailbox,
    > soprattutto nei Paesi poveri con poca larghezza
    > di banda.
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    > Speriamo che gli spammer facciano tutti la stessa
    > fine... IN GALERA... e che i compagni di cella
    > sappiano offrirgli l'accoglienza che merita.
    No basterebbe per chi viene beccato a fare spamming che per parecchi mesi ed ogni giorno sia costretto a cancellare migliaia di email spazzatura a costo che gli venga un crampo alla mano : vedrete cosi che a certe persone gli passa la voglia ! Occhiolino
    non+autenticato