India verso la super-rete ultraveloce

Ad aprile verrà avviato ufficialmente il progetto I-Grid, che porterà centri di ricerca, aziende e università indiane nell'ultrabanda iperveloce

Nuova Delhi (India) - L'India continua a muoversi rapidamente sul fronte delle nuove tecnologie, dove ha già conquistato un ruolo preminente a livello internazionale soprattutto per quanto riguarda la produzione di software.

L'India, uno dei paesi che esporta più "cervelli" per le imprese dell'alta tecnologia americane ed europee, ha intenzione di far partire ad aprile il progetto I-Grid, un ambizioso piano di sviluppo per la creazione di una rete di supercomputing ultraveloce capace di interconnettere su banda larghissima centri di ricerca, università e aziende.

Il progetto è stato studiato dal Centro per lo sviluppo del computing avanzato (C-DAC) indiano che lo ha inserito nel piano economico quinquennale che partirà il prossimo aprile.
I-Grid sarà una infrastruttura in continua evoluzione che sarà gestita dallo stato ma che consentirà l'accesso non solo alle entità pubbliche nel mondo della ricerca scientifica ma anche dei privati. A tutte queste organizzazioni, I-Grid offrirà grandi capacità di processo, una disponibilità di imponenti risorse per la ricerca e l'archiviazione dinamica dei dati e quanto necessario per sviluppare progetti nei campi della ricerca ambientale, dell'economia, dell'ingegneria e della progettazione satellitare.

Il C-DAC lavora sul progetto, stando a quanto riferito dalla Reuters, dal 1998 ma fino a questo momento sarebbe stato "bloccato" dalla possibilità di utilizzare soltanto i potenti computer indiani noti come "Param", sistemi di calcolo parallelo capaci di velocità oltre i 100 gigaflop ma del tutto insufficienti per i risultati che si intendono ottenere. Con la nuova politica americana sulle esportazioni di supercomputer, C-DAC ora potrà contare su macchine di produttori statunitensi, come IBM o Compaq.
12 Commenti alla Notizia India verso la super-rete ultraveloce
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  • ... non morivano di fame?

    cioè... io non la trovo molto positiva come cosa... il governo indiano preferisce spendere milioni in tecnologia e in nucleare... e poi lascia morire più della metà della sua popolazione? mhà... secondo me stanno prendendo troppo a modello gli stati uniti...

    scusate l'OT

    ciao ciao
    non+autenticato
  • inevitabile,in italia ce' telecoz italia,non si puo' progredire.
    non+autenticato


  • - Scritto da: virtuoso
    > inevitabile,in italia ce' telecoz italia,non
    > si puo' progredire.

    Ti sbagli, ci sono infostrada, tiscali, wind, fastweb, alcatel.....ecc.... si costruiscano le loro reti (fisiche) alternative.

    Che poi la telecom (l'infrastruttura di rete) deva tornare pubblica questo è un altro discorso.
    non+autenticato
  • Dall'articolo:
    "Con la nuova politica americana sulle esportazioni di supercomputer, C-DAC ora potrà contare su macchine di produttori statunitensi, come IBM o Compaq."

    .....e fra 5 anni ci manderanno contro qualche aereo....sic...
    non+autenticato
  • Sbaglio o sento un velo di pseudorazzismo camuffato? Se mi sbaglio ti prego di accettare le mie scuse.
    Comunque molti centri di ricerca americani o comunque occidentali vanno avanti anche grazie a raffinatissimi cervelli di giovani ricercatori indiani... il sapere non ha frontiere.

    Un salutone
    Ciao
    non+autenticato
  • - Scritto da: Sgt. Pepper
    > Sbaglio o sento un velo di pseudorazzismo
    > camuffato? Se mi sbaglio ti prego di
    > accettare le mie scuse.

    Ok, le accetto.... non sono razzista anzi, dal momento che non sono al 100% italiano.
    Solo per dire che le civiltà occidentali hanno dato (e stanno dando) molto a stranieri, anche se molti insistono che non sia così. Io per primo ho ricevuto dall'Italia accoglienza, lavoro e amicizia. ...E sono molto riconoscente.
    Molti miei connazionali al contrario non la pensano così, covando un rancore verso chi li ospita.

    > Comunque molti centri di ricerca americani o
    > comunque occidentali vanno avanti anche
    > grazie a raffinatissimi cervelli di giovani
    > ricercatori indiani... il sapere non ha
    > frontiere.

    Basta pensare ai grandi medici e ricercatori che se ne vanno dall'Italia a favore degli states dove sono meglio pagati e più considerati.
    >
    > Un salutone
    >    Ciao

    Ricambio
    non+autenticato
  • Esatto...e noi ci troviamo in Italia a dover viaggiare ancora su 56k.
    Beh, se si fanno solo cose legali in rete, una 56k è anche troppo.
    Se si iniziano a scaricare Mp3, film ecc. Allora si entra nell'illegalità, e serve una linea + veloce.
    (io ho la 56k).
    Mr.Wolf
    www.hackerzine.org
    non+autenticato


  • - Scritto da: MrWolf
    > Esatto...e noi ci troviamo in Italia a dover
    > viaggiare ancora su 56k.
    > Beh, se si fanno solo cose legali in rete,
    > una 56k è anche troppo.
    > Se si iniziano a scaricare Mp3, film ecc.
    > Allora si entra nell'illegalità, e serve una
    > linea + veloce.
    > (io ho la 56k).
    > Mr.Wolf
    > www.hackerzine.org

    non sempre è vero ciò che dici....hai pensato alle Extranet aziendali? Agli aggirnamenti di software per aziende? (a volte sono di diversi Mb)
    la verità è che il progetto Socrate l'hanno pagato gli italiani (te pareva) e non è stato ne terminato ne utlizzato se non in minima parte e ancora oggi xDSL non è accessibile a molte aziende e privati. Tutto ciò crea aziende di serie A e aziende di serie B. Aziende che possono fornire servizi più evoluti e concorrenziali verso i loro clienti, e aziende costrette all'angolo, in attesa di tempi migliori, nella totale incertezza.
    Questa è la solita italia....purtroppo Triste(
    non+autenticato
  • Anche l'Italia ha il suo progetto di gigabit network, ossia GARR-G. Sul piano commerciale una adeguata analisi è stata fatta da Enzo Valente nel recente convegno sulla società dall'informazione (http://150.146.47.106/ufficioStampa/documenti/comu... - per altre informazioni http://www.isoc.it).
    non+autenticato


  • - Scritto da: Alessandro Ranellucci
    > Anche l'Italia ha il suo progetto di gigabit
    > network, ossia GARR-G. Sul piano commerciale
    > una adeguata analisi è stata fatta da Enzo
    > Valente nel recente convegno sulla società
    > dall'informazione
    > (http://150.146.47.106/ufficioStampa/document

    Vero che si parla di banda larga anche in Italia, ma da tempo e senza arrivare a soluzione concreta. L'analisi di Valente è reale, ma è cosa trita e ritrita (già apparsa in convegni passati) senza portare ad una reale soluzione. Troppa burocrazia, troppo stato, troppi "giardini fioriti" da mantenere. Triste
    Come al solito il conto lo pagano gli italiani e le aziende italiane facenti parte delle PMI ovvero la spina dorsale di questo paese.
    Poi si sente dire che fenomeni come l'imprenditoria veneta sono "anacronistici" in un Europa allargata, ma nessuno si preoccupa di dare le corrette infrastutture per far crescere queste realtà. Meglio aspettare che gruppi internazionali continuino la razzia di menti e aziende con ottimo Know-How italiano lasciando a noi i "cocci".
    non+autenticato


  • > Vero che si parla di banda larga anche in
    > Italia, ma da tempo e senza arrivare a
    > soluzione concreta. L'analisi di Valente è
    > reale, ma è cosa trita e ritrita (già
    > apparsa in convegni passati) senza portare
    > ad una reale soluzione. Troppa burocrazia,
    > troppo stato, troppi "giardini fioriti" da
    > mantenere. Triste

    Su questo sono d'accordo però bisognerebbe anche avere il coraggio di dire: LICENZIAMO CHI E' DI TROPPO.
    Secondo te è una ipotesi fattibile?
    Hai visto cos'è successo a Gela? Gli ambientalisti dove sono? Non sono da nessuna parte perchè sono amici di Cofferati.

    > Come al solito il conto lo pagano gli
    > italiani e le aziende italiane facenti parte
    > delle PMI ovvero la spina dorsale di questo
    > paese.

    Proprio così

    > Poi si sente dire che fenomeni come
    > l'imprenditoria veneta sono "anacronistici"
    > in un Europa allargata, ma nessuno si
    > preoccupa di dare le corrette infrastutture
    > per far crescere queste realtà. Meglio
    > aspettare che gruppi internazionali
    > continuino la razzia di menti e aziende con
    > ottimo Know-How italiano lasciando a noi i
    > "cocci".

    Analisi cristallina. Sono d'accordo
    non+autenticato